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PARLAMENTO 25 Giugno Giu 2015 2250 25 giugno 2015

Buona scuola, gli highlight del sì al Senato

La Buona scuola ottiene la fiducia. Ma in Aula succede di tutto. Tra vaselina e gender. I contenuti.

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Fiducia incassata e Senato superato. La Buona scuola fa 159 (due voti in meno della maggioranza assoluta a Palazzo Madama) e dà appuntamento alla Camera per il 7 luglio. Centomila assunzioni, preside-sceriffo, autonomie scolastiche, sono più vicini a diventare realtà dopo una giornata intensa. Ripercorriamone i momenti salienti.

1. Tre dissidenti per il Pd

Corradino Mineo, tra i dissidenti del Pd.

Tre defezioni e mezza nel Partito democratico. Corradino Mineo, Walter Tocci e Roberto Ruta non hanno partecipato al voto. Una chiara presa di distanze dalla posizione del segretario. «Non voteremo la fiducia al governo per la scuola in Senato perchè non possiamo accettare un'altra riforma finta, una nuova rottura con milioni di elettori, l'ennesima mortificazione del Parlamento».
MISTERO CASSON. Felice Casson, invece, era assente, ufficialmente perché in congedo. Ma la sua appartenenza all'area civatiana fa pensare.
Bicchiere mezzo pieno per il governo, che ha così schivato il rischio di una spaccatura ben più profonda. Ma per l'opposizione, la mancanza della maggioranza assoluta è un chiaro segnale della crisi dell'esecutivo.

2. Quel che resta del Nazareno

Sandro Bondi e Manuela Repetti (©ImagoEconomica).

Per tre voti (e mezzo) persi tra i suoi, Renzi ne ha guadagnati due tra gli ex rivali. Sandro Bondi e Manuela Repetti hanno confermato che la rottura con Forza Italia è definitiva votando la fiducia al governo. In questo momento, almeno, sono loro gli ultimi due pezzi del fu (e forse sarà) Patto del Nazareno. Berlusconi, addio.

3. La vaselina della Lega

La protesta del M5s in Senato (©Ansa).

Come spesso capita, a dare spettacolo in Aula sono state le opposizioni. Se Sinistra ecologia libertà ha mostrato il suo dissenso scrivendosi sulle magliette slogan come «libertà di insegnamento» e «diritto allo studio», molto più colorita è stata la protesta di Movimento 5 stelle e Lega Nord.
FUNERALE M5S. I primi hanno inscenato un funerale accendendo lumini votivi in memoria della scuola, gli stessi utilizzati da docenti e personale scolastico nelle manifestazioni. I senatori del Carroccio hanno dimostrato di non aver perso l'ispirazione che li contraddistingue da quando, in piena Tangentopoli, portarono le manette in parlamento, e a Palazzo Madama hanno sventolato dei tubetti di vaselina: «Quella che il governo usa per gli insegnanti». Tra i banchi della Lega anche un fotomontaggio con Renzi e Fonzie, e la scritta «Fuori i bulli dalla scuola».

4. I gender 'minacciano' la riforma

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (©Ansa).

Anche il Nuovo centrodestra ha rischiato di perdere pezzi per strada. Lo strappo è arrivato in extremis, dopo un incontro chiarificatore con il ministro Stefania Giannini: «È stato escluso che qualsiasi riferimento alla teoria del gender possa essere oggetto di attività scolastiche extracurricolari», ha spiegato il coordinatore Gaetano Quagliariello. Un'ossessione.

5. La protesta continua

Una protesta contro la riforma della scuola (©Ansa).

Fiducia ottenuta e scoglio del Senato superato. La riforma è in dirittura d'arrivo ma la protesta degli insegnanti continua. Mentre a Palazzo Madama si votava, loro marciavano per le strade di Roma.
Tremila persone in corteo dalla Bocca della verità a Campo de' Fiori. E qualche tensione proprio fuori dal Senato. La Buona scuola continua a dividere.

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