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LA TRATTATIVA 25 Giugno Giu 2015 0908 25 giugno 2015

Grecia, il negoziato infinito. Eurogruppo continua il 25 giugno, ma accordo lontano

Eurogruppo in stallo. Lagarde dice no a un programma sulle promesse.

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Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale, con Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze greco.

Continua il braccio di ferro tra Atene e le istituzioni Ue. Dopo l'ennesimo Eurogruppo straordinario del 24 giugno notte, l'appuntamento è al 25 giugno all'alba: alle 6 a livello tecnico, per poi proseguire alle 8 al massimo livello.
Una maratona negoziale che per ora, nonostante i progressi fatti, vede ancora lontano il raggiungimento di un accordo.
«Il governo greco resta fermo sulle sue posizioni. Abbiamo fatto sforzi enormi e dolorosi per arrivare ad un accordo fattibile, ora la palla è nel campo delle istituzioni», è la posizione ellenica.
Al vertice notturno hanno partecipato il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il presidente del Fondo salva stati Klaus Regling, il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, il commissario europeo per gli affari economici Pierre Moscovici e il ministro greco delle Finanze Yanis Varufakis. Ma nessuno ha rilasciato dichiarazioni ufficiali al termine.

Tsipras-Lagarde: più che una maratona negoziale un braccio di ferro

Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde e il presidente della Bce Mario Draghi sono stati i primi a lasciare la riunione notturna. «Occorre che le misure proposte da Atene siano credibili, non si può costruire un programma sulla sola promessa di una migliora raccolta delle imposte», ha detto il capo del Fmi.
Ed è proprio con Lagarde che sembra Tsipras abbia avuto più difficoltà a trovare un accordo. Il premier greco si sarebbe lamentato della posizione troppo rigida del Fondo: per ora i creditori non accetterebbero alcune proposte sul congelamento del debito.
Si spiegano così le dichiarazioni stizzite di Tsipras che hanno iniziato a girare prima ancora dell'inizio dell'Eurogruppo: «La non approvazione delle misure compensative non è mai accaduta prima. Né in Irlanda né in Portogallo, in nessun posto», ha twittato lo stesso Tsipras. «Questo atteggiamento può solo significare due cose: o non vogliono l’accordo o sono al servizio di interessi specifici in Grecia».
Affermazioni che non hanno certo aiutato a creare un clima più distensivo intorno al tavolo del negoziato. Che si è concluso con un altro buco nell'acqua. E ad ammetterlo è stato lo stesso presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: «Non ci siamo ancora, resta molto lavoro da fare». Ma i negoziati tra la Grecia e i creditori internazionali non si sono comunque interrotti e le trattative proseguono.
Così come continuano le speculazioni sui mercati in fibrillazione dopo l'ennesimo nulla di fatto. L'agenzia di rating Standard&Poor's dipinge già il peggior scenario possibile: «I limitati progressi nelle trattative tra la Grecia e i creditori visti fino a oggi suggeriscono che l'uscita di Atene dalla zona euro sia possibile».
Una possibilità che secondo il premier italiano Matteo Renzi sono in tanti a volere «Esiste una fortissima pressione in alcuni Paesi Ue per utilizzare questa finestra come occasione per escludere la Grecia», ha messo in guardia.

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