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POLEMICA 25 Giugno Giu 2015 0942 25 giugno 2015

Immigrazione, Zaia invita i prefetti alla disobbedienza

L'appello ai prefetti. Il premier: «Sì ai rifugiati, a casa i migranti economici».

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Luca Zaia.

Boicotta il governo. È più o meno questo il senso del messaggio che il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha lanciato il 25 giugno mattina a tutti i prefetti italiani, prima di entrare a Palazzo Chigi dove è previsto l'incontro Regioni-Governo-Anci sull'immigrazione. «I prefetti devono ribellarsi, rispettare le istanze dei territori, rappresentare, nel mio caso, i veneti fino in fondo e non rispondere più al telefono al governo», ha detto il governatore.
IMMIGRATI: I PREFETTI SI RIBELLINO. «Sull'immigrazione paghiamo l'incapacità di un governo che non si è accorto che nel 2012 aveva 13 mila immigrati, 43 mila nel 2013, 170 mila nel 2014 e oggi 200 mila», ha denunciato Zaia prima di entrare a palazzo Chigi per il vertice con l'esecutivo. «Il governo si è occupato troppo tardi del problema e i prefetti», dovrebbero «ribellarsi» alle direttive del Viminale e «rispettare le istanze dei territori e non rispondere più neanche al telefono al governo», ha aggiunto il presidente del Veneto.
RENZI: L'ITALIA SIA COMPATTA. A rispondere subito alla provocazione lanciata da Zaia è stato Renzi: «Sul tema dell'accoglienza ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e criteri di ragionevolezza», ha detto il premier aprendo l'incontro con le Regioni. «I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati», ha sottolineato il presidente del Consiglio.
Bisogna «provare insieme» a risolvere il problema immigrazione, «ci vuole condivisione in Europa. E più l'Italia si mostra compatta, meglio è», è l'invito che Renzi ha rivolto ai governatori delle Regioni. «Siamo un Paese serio, solido, la cui risposta sul tema immigrazione deve essere condivisa e congiunta».
LA SICILIA È FRONTIERA DELL'EUROPA. Prima di partire per Bruxelles dove il pomeriggio del 25 giugno è previsto il summit Ue sull'immigrazione, Renzi ha spiegato: «Per la prima volta l'Europa riconosce il problema immigrazione, si apre una finestra di opportunità». Per affrontare il problema «ci vuole condivisione in Europa», perché, ha aggiunto, «la Sicilia è la frontiera non solo dell'Italia, ma dell'Europa».

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