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EMERGENZA SBARCHI 25 Giugno Giu 2015 1222 25 giugno 2015

Migranti, Renzi rompe il tabù rimpatri: il piano in 5 punti

Il premier: «Accogliere i rifugiati, gli altri a casa». Due voli a settimana per i migranti economici, «hub» e procedure più snelle per i richiedenti asilo. Ma le regioni si ribellano.

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Renzi rompe il tabù del rimpatrio. Nella riunione con le Regioni il premier ha tracciato per la prima volta una linea di demarcazione per fronteggiare l'emergenza immigrazione. «I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati», il concetto espresso dal presidente del Consiglio.
Dopo il fallimento di fatto dell’Agenda messa a punto dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (in attesa di approvazione nel Consiglio Ue in agenda nella serata di giovedì 25 giugno) il governo è alla ricerca di «soluzioni che rispondo a requisiti etici e criteri di ragionevolezza». Un rimedio all'italiana che per la prima volta presta pure orecchio alla urla leghiste, anche se Maroni e Zaia hanno guidato il coro di ribellione delle Regioni dopo il vertice a Palazzo Chigi criticando il governo per la natura ancora troppo poco delineata del progetto.
Il piano di rimpatri previsto dell'esecutivo, secondo il quadro tratteggiato dal Corriere della Sera, prevederebbe nuovi accordi di polizia e l'aumento di voli riportare in patria gli stranieri originari di quegli Stati africani cui l'Italia già trattati in vigore (i Paesi dai quali si muove la maggior parte dei migranti) ma anche la creazione di «hub» di smistamento e l'accorciamento delle procedure per i richiedenti asilo.

DUE VOLI A SETTIMANA PER I RIMPATRI. Il primo punto in agenda è quello di aumentare i viaggi aerei organizzate dalle polizia per riportare in patria tunisini, egiziani e nigeriani arrivati in Italia negli ultimi mesi. Dai 24 fatti partire dall'inizio dell'anno, ognuno in media con 50 persone, l'obiettivo è quello di salire a due voli charter a settimana.

PROCEDURE PER I RICHIEDENTI ASILO RIDOTTE A 6 MESI. Nella riunione a Palazzo Chigi i rappresentati delle Regioni hanno avanzato la richiesta all'esecutivo di un taglio alle tempistiche sulle procedure per i richiedenti asilo: «6 mesi deve essere il limite massimo anche per essere credibili in Europa»

NUOVI ACCORDI DI POLIZIA COI PAESI AFRICANI. Lettere di invito sono state spedite ai vertici delle forze dell’ordine di Costa d'Avorio, Senegal e Ghana, da cui partono migliaia di persone per formalizzare nuovi accordi di vigilanza. Secondo i dati aggiornati al 22 giugno, quest'anno ne sono giunte oltre 4 mila soltanto dai primi due Paesi.

CREAZIONE DI CENTRI DI SMISTAMENTO CON OSSERVATORI INTERNAZIONALI. In programma c'è anche la creazione di centri di smistamento, tra Sicilia, Puglia e Calabria: «hotspot» che vedranno presenza osservatori internazionali (e in particolare 42 i funzionari di Easo, l'Agenzia europea di supporto all'asilo) e che saranno deputati al riconoscimento e la distinzuione degli stranieri tra richiedenti asilo dai migranti economici. I primi sono quelli che scappano da guerre e persecuzioni e hanno il diritto di chiedere protezione internazionale.

11 MILA POSTI CHIESTI ALLE PREFETTURE. La gestione dell'emergenza sbarchi prevede la programmazione dei trasferimenti dalla Sicilia e dalle altre Regioni con una divisione in quote del numero di stranieri ospitati. Dal ministero degli Interni è partita una circolare per chiedere alle prefetture la messa a disposizione di 11 mila posti.

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