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TRIANGOLO 25 Giugno Giu 2015 1346 25 giugno 2015

Salvini mira all'oro di Putin grazie allo sponsor Berlusconi

Patto Lega-Forza Italia alla cena di Arcore. L'ex Cav convincerà l'amico Vladimir: i soldi di Mosca per finanziare il Carroccio. Che nel 2015 ha bisogno di 2 milioni.

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Matteo Salvini con una maglietta che raffigura il presidente russo, Vladimir Putin.

Ci aveva provato in tutti i modi Matteo Salvini.
Andando in Crimea a caldeggiare il legame di sangue con la madre terra russa, passeggiando sulla piazza Rossa con indosso felpe pro-Putin, battendosi come un leone contro le sanzioni imposte dall’Occidente nel tentativo di frenarne le mire espansionistiche in Ucraina.
Niente da fare. Al leader della Lega al massimo veniva concessa udienza ai piani intermedi, finendo col perdersi nel dedalo di quella nomenclatura che però non muove fogli senza che Vladimir Putin non voglia.
TENTATIVI A VUOTO. Invano i salviniani avevano costituito associazioni di amicizia, tipo Lombardia Russia dell’ex giornalista padano Gianluca Savoini, o comitati con dentro improbabili pontieri nella ricerca di un contatto diretto.
Ma cosa cercava a Mosca il signore delle felpe e delle ruspe, al di là di roboanti dichiarazioni di fraternità e supporto alla politica di Mosca?
UN TESORO NEL MIRINO. Cercava soldi, quei soldi che Putin non aveva esitato, via qualche banca di Stato, a concedere a Marine Le Pen e al suo Front national, punta di diamante dei movimenti nazionalisti che imperversano in nome dello spirito anti-euro e della conservazione dalle radici cristiane del Vecchio Continente, minacciate dai barbari dell’Islam alle porte.
Rispetto alle energie profuse, il risultato è stato piuttosto deludente.
L'UOMO CHIAVE ERA TOSI. Vuoi per la diffidenza di Putin, vuoi perché nei legami con Mosca all’interno del Carroccio primeggiava Flavio Tosi, il sindaco di Verona che non a caso ogni anno organizza un convegno sui rapporti di interscambio tra i due Paesi frequentato ad altissimo livello.

Il bilancio della Lega è drammaticamente in perdita

Silvio Berlusconi e Vladimir Putin

Forte della sua amicizia con Antonio Fallico, da oltre 30 anni plenipotenziario di Banca Intesa all’ombra della piazza Rossa, nonché detentore di un formidabile network di rapporti con gli oligarchi più vicini al Cremlino, per i russi Tosi veniva identificato con la Lega.
SERVONO 2 MILIONI. Invano Salvini, costretto anche da un bilancio drammaticamente in perdita a cercare nuovi canali di finanziamento (nel 2015 il fabbisogno sarebbe di oltre 2 milioni), ha provato a contendergli la supremazia.
Ora che il sindaco di Verona è fuori dal Carroccio, il suo obiettivo dovrebbe essere più facile.
ECCO LA CARTA SILVIO. Ma per andare sul sicuro ci vuole uno sponsor meglio introdotto del pur introdottissimo Fallico, un nome che da solo può fare il vuoto alla corte dello zar.
E quello sponsor è Silvio Berlusconi. Durante la cena di martedì 23 giugno ad Arcore, Salvini ha chiesto esplicitamente al Cavaliere di spendere con l’amico Putin una parola in suo favore.
ALLEANZA SUGGELLATA. L’oro di Mosca, dunque, potrebbe presto arrivare a riempire le esangui casse della Lega.
E a suggellare la nuova alleanza con Forza Italia con cui il centrodestra lancerà l’assalto all’indebolito fortilizio renziano, che oggi appare non più inespugnabile.

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