Scuola Riforma 150625193034
RIFORME 25 Giugno Giu 2015 1802 25 giugno 2015

Scuola, il governo pone la fiducia: via libera al testo

Approvato il maxiemendamento che modifica la riforma: 159 sì e 112 no. L'ultimo passaggio previsto alla Camera per il 7 luglio. I contenuti.

  • ...

Il Senato ha votato la mozione di fiducia posta dal governo Renzi sul maxiemendamento che ha modificato la riforma della scuola. La fiducia è stata approvata da 159 senatori, con 112 contrari e nessun astenuto.
Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha commentato: «È una maggioranza solida. Al Senato siamo arrivati con il fiato un po' più corto, ma il voto di fiducia è uno strumento che si utilizza quando è necessario fare bene e presto». Il premier Renzi ha rilanciato su Twitter il post dei senatori del Pd con le slide sulla riforma, mentre il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha voluto sottolineare il suo 'no a teorie #gender'.

QUATTRO SENATORI DEM NON HANNO VOTATO. Quattro senatori del Partito democratico - Corradino Mineo, Walter Tocci, Roberto Ruta e Felice Casson - non hanno partecipato al voto. Hanno invece votato a favore gli ex senatori di Forza Italia, ora nel gruppo misto, Manuela Repetti e Sandro Bondi. Il testo era arrivato in aula mercoledì 24 giugno, senza l’approvazione della commissione Istruzione, accompagnato da un unico maxiemendamento rispetto al quale sono stati presentati circa 630 subemendamenti. Proposte di modifica fatte soprattutto dalle opposizioni, ma anche dalla minoranza del Partito democratico.

ULTIMO PASSAGGIO A MONTECITORIO IL 7 LUGLIO. Giovedì 25 giugno, però, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia, provocando la caduta di tutti i subemendamenti. Il Movimento 5 stelle, Lega Nord e Forza Italia hanno votato contro, ma la maggioranza ha retto, nonostante le quattro defezioni dem. La riforma adesso è destinata a tornare alla Camera, per il terzo e ultimo passaggio. L’inizio della discussione è fissato per il 7 luglio. Il punti che rimangono critici riguardano le categorie dei precari da assumere, cioè quelli che saranno esclusi dal piano, i poteri dei presidi, gli sgravi e gli aiuti per le scuole paritarie.

LA PROTESTA DELLE OPPOSIZIONI. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ha espresso su Twitteril proprio disappunto. Mentre a Palazzo Madama i senatori del Movimento 5 stelle e quelli di Sel hanno dato vita a una rumorosa protesta, scatenando la bagarre in Aula.

Correlati

Potresti esserti perso