Consulta 150625205024
INTERVISTA 26 Giugno Giu 2015 0700 26 giugno 2015

Alleva agli statali: «Vi spettano 60 euro al mese»

La Consulta boccia il blocco dei salari. E rispunta l'indennizzo pro-dipendenti: «È il 3-4% di uno stipendio da 2 mila euro», dice il giuslavorista Alleva a L43.

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A Palazzo Chigi si tira un sospiro di sollievo.
A differenza di quanto avvenuto con la mancata indicizzazione delle pensioni all’inflazione, la Corte costituzionale ha graziato il governo sul congelamento dei salari degli statali.
Evitando un maxi risarcimento alla categoria, che l’avvocatura dello Stato ha calcolato in 35 miliardi di euro.
Ma per i dipendenti pubblici c'è ancora una speranza.
VACANZA CONTRATTUALE. Il giuslavorista Piergiovanni Alleva è convinto che possano richiedere quantomeno la cosiddetta vacanza contrattuale.
«Se per la Consulta è anticostituzionale bloccare la dinamica dei salari, allora lo è anche non erogare la salvaguardia per il mancato rinnovo».
AVVOCATO LANDINIANO. Parola di un avvocato che per anni ha guidato per anni la Consulta giuridica della Cgil e adesso ha scelto di mantenere lo stesso ruolo in Fiom, perché crede nella linea di Maurizio Landini e non in quella espressa nella segreteria di Susanna Camusso.

Il giuslavorista Piergiovanni Alleva. © Imagoeconomica


DOMANDA. I risarcimenti allora sono congelati?
RISPOSTA. Sì, perché la sentenza non è retroattiva. Però la questione è più complessa di quanto possa credere lo stesso governo.
D. Cioè?
R. La contrattazione è tutelata dall’articolo 39 della Costituzione. Al quale è seguita una legislazione, soprattutto con la legge 165 del 2001, che ha disciplinato ampiamente la materia. Di conseguenza dal 2010 si è avuta una compressione della contrattazione per motivi di cassa. Cosa che era già avvenuta negli Anni 80.
D. Allora dove sta l’incostituzionalità?
R. La Corte è stata chiara sul fatto che una scelta simile non può essere costante e definitiva. Soprattutto il blocco dei salari non può neanche essere prolungato, proprio perché legato a motivi contingenti.
D. Può essere più chiaro?
R. La Consulta, e anch'io mi attendevo una sentenza in questa direzione, dice che è un conto congelare la contrattazione in una situazione di emergenza, un altro andare avanti fino all'infinito. Cosa contraria all'articolo 39 della Costituzione.
D. Perché allora non annullare tutti gli effetti giuridici?
R. È sbagliato pensare che una norma sia sempre o costituzionale o anticostituzionale. Una norma può anche diventare incostituzionale.
D. Non c’è speranza per i dipendenti pubblici?
R. Non ho detto questo. Forse qualcosa si può fare. Non ci scordiamo che dentro alla contrattazione del pubblico impiego è prevista la norma della 'vacanza contrattuale'.
D. Sarebbe?
R. Questo strumento prevede che se il contratto ritarda, il lavoratore ha diritto a un indennizzo che lo difenda dall’inflazione. Se la Consulta ha ribadito il diritto alla contrattazione, allora è lecito ribadire il diritto a questa indennità. Se è anticostituzionale bloccare la dinamica dei salari, allora lo sarebbe anche non erogare la salvaguardia per il mancato rinnovo.
D. Dai primi calcoli, il governo potrebbe sborsare 5 miliardi.
R. L’indennità dovrebbe essere pari al 3-4% di uno stipendio medio da 2 mila euro. Direi intorno ai 60 euro al mese.
D. Cosa consiglia l’avvocato?
R. In questi casi si deve fare ricorso al Tribunale del Lavoro. Però, prima di alimentare aspettative, aspettiamo le motivazioni della sentenza.
D. Appunto, la sentenza...
R. Vorrei leggerla, mi lascia perplesso. La Corte ha cercato di fare un discorso sul passato e uno sul futuro.
D. Che differenza c'è?
R. Sul passato si è guardato alla stabilità dei conti. Sul futuro si è chiesto di tornare alla normalità, ribadendo il valore costituzionale della contrattazione sindacale e quello della libertà sindacale.
D. Ha valutato però l’aspetto economico.
R. No, la Corte non è entrata nei conti del governo. Si fa confusione perché le sue valutazioni finiscono per essere sempre politiche, visto che si confronta con un principio giuridico, che nasce su iniziativa politica.
D. Passiamo dalla teoria alla pratica.
R. Renzi sulle pensioni ha pensato di aggirare la decisione dando un’una tantum misera da 500 euro. Poi succederà che qualcuno porterà il governo di nuovo davanti alla Corte costituzionale e ancora una volta perderà.
D. Ma sugli statali la Consulta ha fatto risparmiare al governo 35 miliardi...
R. Ha semplicemente riconosciuto il principio emergenziale, l’esigenza straordinaria, legata alla crisi, che ha spinto il governo a sospendere la contrattazione. Salus populi suprema lex esto, dicevano i latini.
D. Esclude che esista un giudice a Berlino pronto a rimborsare i dipendenti pubblici?
R. Bisogna vedere com’è stata scritta la sentenza. Se è interpretativa, abrogativa o parzialmente abrogativa. Capiremo l’efficacia temporale del blocco della contrattazione. E ciò che non rientra in quel determinato range, detto in soldoni, va pagato. Il lavoratore può dire: dammi quello che prevede il contratto.

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