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SALVATAGGIO 27 Giugno Giu 2015 1224 27 giugno 2015

Tsipras: referendum in Grecia sulla proposta delle istituzioni

Il premier chiede al popolo. Syriza e l'estrema destra: votate no. Il Pasok: incostituzionale.

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Timeo Danaos et dona ferentes. «Temo i Danai anche quando portano doni», disse Laocoonte ai troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo nella città.
Più che di Troia è il cavallo di Troika (Bce, Fmi e Commissione europea) quello che questa volta il premier Alexis Tsipras ha paura di far entrare ad Atene.
Il programma di salvataggio in scadenza il 30 giugno che i creditori hanno proposto di estendere per altri 5 mesi deve essere messo a punto durante l'Eurogruppo del 27 giugno.
«CONTROPROPOSTA INADEGUATA». Ma il governo greco, già il 26 giugno, ha definito «totalmente inadeguata» l'ultima controproposta dei creditori, che consiste in un nuovo finanziamento da 15,5 miliardi in cambio però di ulteriori interventi sulle pensioni e le spese militari.

  • Tsipras annuncia il referendum.


Così nella notte prima della riunione tra i minisitri dell'Eurozona, il premier ellenico ha annunciato un referendum in programma il 5 luglio per fare decidere ai greci se accettare o meno il piano dei creditori.
In giornata il parlamento greco deve riunirsi per approvare la decisione di indire la consultazionre referendaria.

Una notizia data in diretta da Tsipras e comunciata via Twitter dal ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, che ha subito spaccato in due il Paese tra chi ha condiviso la decisione e chi invece ha mostrato tutta la propria delusione per aver creduto che Syriza potesse risolvere l'impasse con Bruxelles.
La democrazia merita «una spinta nelle questioni legate all’euro. Noi l’abbiamo fatto. Facciamo decidere il popolo (buffo come suoni radicale, questo concetto)!», ha twittato Varoufakis. Anche perchè per ora la classe politica non saporebbe cosa decidere.
RADICALI PER IL NO. Dopo la riunione straordinaria del gabinetto dei ministri, il responsabile per lo Sviluppo, Panagiotis Lafazanis, e la portavoce del parlamento, Zoe Konstantopoulos, entrambi esponenti dell’ala euroscettica di Syriza, hanno chiesto esplicitamente ai greci di votare no.
Ma anche l'estrema destra sarebbe per il no.
IL PASOK: INCOSTITUZIONALE. La scelta del referendum invece non è piaciuta per niente all'opposizione di Syriza. Il capo del Pasok, Evangelos Venizelos, l'avrebbe definita incostituzionale perché riguarda questioni fiscali.
Su Twitter in poche ore l'hashtag #Greferendum è diventato trending topic e ha permesso a centinaia di persone di scambiarsi informazioni e opinioni, ma soprattutto cercare di capire che cosa fare.
La notizia del referendum non ha comunque stupito chi aveva visto quanto Tsipras fosse contrariato dopo la fine del summit europeo del 25-26 giugno e i numerosi incontri bilaterali con vari leader e istituzioni.
ULTIMATUM DELLA TROIKA. Il 26 giugno Tsipras è stato chiaro: più che un accordo, quello della Troika è un ultimatum: «I principi fondanti dell'Unione europea sono democrazia, eguaglianza, solidarietà e mutuo rispetto. Non si basano invece sul ricatto e gli ultimatum», ha detto, «nessuno ha il diritto di mettere in pericolo questi principi». Insomma l'offerta delle istituzioni non è «straordinariamente generosa», come l'ha invece definita il cancelliere tedesco Angela Merkel che ha esortato direttamente Tsipras ad accettarla.

Il premier greco non sembra però volersi piegare ai diktat nè tedeschi né europei.
E la scelta del referendum lo dimostra. «Per noi, le nostre generazioni future, la nostra storia. Per la sovranità e dignità della Grecia», è l'ultimo tweet di Tsipras.
La battaglia è ancora tutta da giocare, e il tavolo del negoziato potrebbe saltare un'altra volta.
CORSA AL BANCOMAT. La paura dell'ignoto ha così riaperto la corsa ai bancomat, il sito web del britannico Daily Telegraph racconta che nelle prime ore del mattino i bancomat sono stati presi d'assalto. La banca Alpha ha sospeso le contrattazioni online per impedire di spostare i soldi su altri conti.
Ma il governo ha comunque fatto sapere che lunedì «le banche resteranno aperte e non saranno imposti controlli sui capitali».
la partita si gioca ancora a Bruxelles dove il capo dei negoziatori greci, Euclid Tsakalotos e il vice premier Yanis Dragasakis, incontreranno Mario Draghi. Il presidente della Bce, in un colloquio notturno con Tsakalotos avrebbe manifestato la sua «comprensione» per la decisione sul referendum, ma per ora non c'è nessuna dichiarazione ufficiale.

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