Grecia Default Bandiera 150603190931
AGITAZIONE 27 Giugno Giu 2015 1200 27 giugno 2015

«Tsipras traditore»: la Grecia si ribella all'austerity dell'Ue

Patrimoniale, pensioni colpite, rialzo dell'Iva: il premier pronto a dire sì al rigore. Ma Syriza: «Non è sinistra». La piazza contesta. E lui propone un referendum.

  • ...

Atene, la bandiera greca accanto a quella dell'Unione europea.

Ad Atene è tornata l’austerity.
Per ottenere i 7,5 miliardi di euro di aiuti congelati nel marzo 2015, Alexis Tsipras ha dovuto persino accettare l’introduzione di una patrimoniale (sotto la formula politically correct di «tassa di solidarietà»); la cancellazione dei pensionamenti anticipati a quasi 500 categorie di lavoratori usuranti presenti nel Paese; l’aumento dell’Iva.
Salvo poi, con un colpo a sorpresa, lanciare un referendum popolare sulle misure proposte dai creditori, in programma per il 5 luglio.
PER L'UE NON BASTA. Per l'Unione europea - che pure è pronta a stanziare altri 15 miliardi in un piano Marshall per rimettere in piedi la Grecia - non è ancora sufficiente.
Infatti, nelle ultime ore, si sta trattando su misure aggiuntive del valore di 2,5 miliardi di euro.
Il Fondo monetario internazionale (Fmi), poi, considera talmente insignificanti le proposte elleniche da spedire al tavolo delle trattative un tecnico senza mandato a negoziare.
OCCHIO AL FUOCO AMICO. Ma più dei nemici esterni, Alexis Tsipras deve preoccuparsi del fuoco amico.
Almeno metà dei deputati del suo partito, Syriza, è pronta a non ratificare l’accordo che potrebbe arrivare sabato 27 giugno alla fine dell'ennesimo summit tra i minsitri delle Finanze dell'Eurozona, il capo della Bce e del Fmi.
«MISURE ANNICHILENTI». Quando si è saputo che l'ex Troika aveva chiesto un innalzamento dell'età pensionistica e la fine delle agevolazioni per le isole, Nikos Filis, portavoce del partito, è sbottato: «I creditori di riportare al tavolo misure annichilenti e questo mostra che il clima ricattatorio contro la Grecia ha raggiunto il culmine».
Il vice portavoce del parlamento, il deputato Alexis Mitropoulos, invece si è rivolto direttamente al governo: «Questo programma così come ci è stato presentato è difficile che passi».
PRINCIPI NON DI SINISTRA. Poi un avvertimento ancora più chiaro per Tsipras: «Il premier prima deve informare la gente sul motivo per il quale abbiamo fallito nei negoziati conclusi con questo risultato».
Cioè? «Credo che le misure proposte non siano in linea con i principi della sinistra. Questo cambiamento sociale è inaccettabile».

O l'accordo con i creditori o la caduta del governo

Alexis Tsipras, premier greco e leader del partito Syriza.

Lo stesso premier ha richiamato i suoi.
Perché se agli alleati ha chiesto di rispettare la sovranità della Grecia, ha ricordato alla sua maggioranza di non boicottare l’accordo con i creditori.
Altrimenti c’è soltanto la strada delle elezioni anticipate e la caduta del governo.
«SIATE RESPONSABILI». «Se l'intesa non ottiene il via libera dai deputati della maggioranza», ha scandito in tivù il suo portavoce Gavriil Sakellaridis, «il governo non può più esistere. Per questo serve responsabilità da parte dei parlamentari greci».
Detto questo, per ora, l’esecutivo non si piega.
«Entro la fine della settimana abbiamo bisogno di un'intesa e siamo pronti a raggiungerla», ha concluso Sakellaridis.
L'ALA RADICALE PESA. Ma l’esito non è stato quello sperato.
Dopo Mitropoulos, campione dell’estrema sinistra, anche altri deputati di Syriza si sono affrettati ad annunciare il loro voto negativo.
E la cosa deve non poco spaventare Tsipras visto che l’ala radicale controlla quasi la metà del gruppo parlamentare.
Circa tre mesi fa quasi il 40% di loro approvò una mozione, durante un direttivo del partito, per tornare alla Dracma.
«LA GENTE È AL LIMITE». Per esempio dallo stesso fronte, Vassili Chatzilamprou ha dichiarato al Wall Street Journal: «Non possiamo accettare altre misure recessive. La gente ha raggiunto il limite».

La piazza si agita contro Alexis «il traditore»

Piazza Exarkia, Atene.

È proprio la reazione della piazza che il governo teme.
Non a caso il sindacato del Partito comunista (Pame) ha manifestato nella serata del 23 giugno, chiamando la mobilitazione per fermare «un accordo contro il nostro popolo».
Mentre sui social network i militanti - e non soltanto quelli più estremisti - definiscono Tsipras un traditore.
ELETTORATO VARIO. Questo perché la base elettorale di Syriza è più composita di quanto si possa pensare.
Dalla parte dell’ingegnere 40enne si sono schierati nell’ultima tornata elettorale professionisti, dipendenti pubblici che hanno visto ridurre il loro salario o perso il posto per i piani di austerità imposti dalla Ue e piccoli imprenditori ed esercenti.
IVA MASSIMA AL 23%. Proprio questi ultimi rischiano di pagare un prezzo molto alto dopo la decisione di riportare l’aliquota massima dell’Iva al 23%.
Thanassis Papanikolaou, capo dell'Associazione ellenica delle catene di ristoranti (Sepoa) l’ha definita «un bacio della morte».
Da tempo i parlamentari di Syriza hanno vincolato Tsipras a indire un referendum sull’accordo stretto in sede europea.
Ma proprio da Bruxelles arriverebbero pressioni in senso contrario.
L'UE VUOLE LARGHE INTESE. La Commissione sa bene che l’attuale premier non ha una maggioranza sufficientemente riformista da avallare le condizioni per il nuovo salvataggio greco.
Di conseguenza spingerebbe per la creazione dell’ennesimo governo di larghe intese. Potami, Nea Demokratia e i socialisti del Pasok sono favorevoli.
Ma in cambio chiedono la testa di Alexis Tsipras. Per evitarlo, il premier greco ha deciso di rischiare il tutto per tutto. E indire il referendum.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso