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FACCIAMOCI SENTIRE 29 Giugno Giu 2015 1201 29 giugno 2015

Romanticismo inutile su Atene: ora paghi i debiti

Chi l'ha portata al crac non è Aristotele. Ora Tsipras & co si rimbocchino le maniche.

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Il premier greco Alexis Tsipras.

Nella mattina del 29 giugno tutte le Borse sono in caduta libera.
L’effetto Grecia le sta “devastando” e Dio solo sa quali saranno i limiti di quanto sta succedendo.
Non solo i mercati sono nel panico: tutti siamo preoccupati dell’effetto contagio e naturalmente anche in Italia tutti pensano alla fine che potrebbero fare i nostri risparmi. I politici al governo lanciano messaggi tranquillizzanti, l’opposizione viceversa ne fa strumento addizionale per attaccare tutta la compagine governativa.
TSIPRAS, EROE O PAZZO? L’opinione pubblica è divisa anche su Tsipras: per alcuni è un eroe, per altri sta giocando con il fuoco. Molti “romantici” pensano alla Grecia di una volta, alla Grecia culla della civiltà e a quanto la cultura greca abbia dato a generazioni di intellettuali e scienziati.
Chi può negare che molti capolavori della letteratura, della filosofia, dell’arte e dell’architettura hanno origine dalla Atene di allora? Questi stessi “romantici” sostengono che per tale ragione tutto le vada perdonato quale ricompensa di tale immenso contributo. Purtroppo non è così.
Il mondo nel frattempo è cambiato e ognuno deve far fronte ai propri impegni rispettando le scadenze. Nessun grande scienziato può andare al supermercato immaginando che gli facciano credito soprattutto se quando accumulava risorse importanti le ha sperperate con superficialità.
Chi parla della Grecia, qualunque sia l’idea che lo animi, dovrebbe prima aver letto le statistiche su evasione fiscale, età pensionistica ed altri “dettagli” simili. Non si può sempre vivere con gli occhi rivolti alla storia antica. Anche l’Italia ha il suo glorioso passato dal tempo di Romolo e Remo e, in epoca più recente, con il Rinascimento, ma per questo il mondo non ci fa nessuno sconto nella fase attuale che stiamo attraversando.
Le piramidi, simbolo della civiltà egizia, sono ancora lì a testimoniare il contributo che la stessa ha offerto allo sviluppo culturale del pianeta ma anche l’Egitto moderno come l’Italia e la Grecia, deve fare i conti con la realtà attuale. Anche la Cina vanta una cultura millenaria forse più antica della nostra ma oggi i grattacieli a Pechino hanno preso il posto della Città Proibita.
BASTA ROMANTICISCIMI SULLA GRECIA. L’elenco potrebbe ancora continuare ma non cambierebbe il senso del discorso.
Certo, quello che sto scrivendo può sembrare molto poco romantico e certamente non attirerà molto consenso. Ma io credo che se oggi alcuni Paesi si trovano in una situazione difficile come nel caso di Atene, una parte delle responsabilità l’abbia questo romanticismo.
Non si tratta di rinnegare il passato né tantomeno di cancellarlo. Il mondo sarà sempre riconoscente nei libri di storia al contributo che la Grecia ha dato in tutti i campi della cultura. Oggi però si deve vivere il presente con un forte orientamento al futuro e avendo la piena coscienza che le regole attuali non sono quelle del tempo di Aristotele. Chi non vuole compromessi con gli altri non deve mai chiedere niente a nessuno.
IL NOSTRO SUD NON FACCIA COME ATENE. Mi rendo conto che l’esempio che sto per fare può essere considerato troppo esemplificativo di una realtà viceversa molto più complessa ma guardiamo il Nord e il Sud dell’Italia.
Al Nord non credo che ci sia scarsa sensibilità nei confronti della cultura, ma si è cercato di trovare un buon equilibrio tra l’aspetto culturale e l'indispensabile fase di ammodernamento di cui il Paese aveva comunque bisogno. In larghe parti del Sud si affronta invece ancora “alla greca”, dando ad altri le responsabilità della propria situazione o aspettando soluzioni che arriveranno soltanto quando tutti si rimboccheranno le maniche trasferendo nel futuro gli insegnamenti del passato.
All’attuale generazione della classe dirigente greca il mondo non deve niente. Non hanno scritto loro L’Iliade o L’Odissea e Tsipras non è Aristotele. Occorre trovare certamente delle soluzioni non basate esclusivamente sull’efficientismo contabile, ma rispettando viceversa vasti strati della popolazione greca che sono allo stremo.
Non riesco però a commuovermi per coloro che per decenni non hanno pagato un euro di tasse o che siano andati in pensione a 50 anni senza versare contributi adeguati.
Spero quindi che l’intelligenza umana sia capace di coniugare le diverse esigenze trovando un adeguato equilibrio.
Cito da Wikipedia: «Il Romanticismo è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi al termine del XVIII secolo in Germania (Romantik). Preannunciato in alcuni dei suoi temi dal movimento preromantico dello Sturm un Drang, si diffuse poi in tutta Europa nel XIX secolo».
Che in Germania riescano più facilmente ad essere al passo con i tempi?

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