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IL DISCORSO 29 Giugno Giu 2015 2204 29 giugno 2015

Tsipras: affronteremo i ricatti. Se vince il no, più chance per il negoziato

Il premier: «I creditori non vogliono Grexit ma cacciare questo governo». Tutti in piazza Syntagma per il No.

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Arriva in serata la risposta del premier greco Alexis Tsipras al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, che la mattina del 29 giugno aveva invitato i greci a votare Sì al referendum indetto dal governo ellenico sul programma di salvataggio: «La grande folla radunata a Syntagma ci dà la forza...con calma e compostezza affronteremo minacce e ricatti», ha detto Tsipras nel corso di un'intervista in diretta alla tv pubblica Ert. «Noi abbiamo la giustizia dalla nostra parte. Se siamo in grado di vincere la paura, allora non c'è nulla da temere», è la convinzione di Tsipras,
«La gente ha il diritto di scegliere il proprio futuro», ha continuato «Il popolo farà sentire la sua opinione sulle note questioni: la loro voce sarà ascoltata».
Quando i giornalisti di Ert gli hanno chiesto cosa farà se domenica vincerà il Sì agli accordi con i creditori, alludendo a possibili dimissioni, il premier greco ha risposto: «Non sono un uomo per tutte le stagioni».

Il primo ministro ellenico ha poi smentito chi sostiene che un No al referendum implicherebbe un'uscita della Grecia dall'euro e il ritorno alla vecchia moneta. L'ultimo a sostenerlo è stato nel pomeriggio il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, che su Twitter ha scritto: «Il punto è: il referendum greco non è un derby tra la Commissione europea e Tsipras, ma tra l'euro e la dracma. Questa è la scelta».
NON CI SARÀ LA GREXIT. Secondo Tsipras invece: «Più forte sarà il fronte del No, più forti saranno le chance di un miglior negoziato dopo il referendum», ha detto, «ricordiamoci l'esempio del referendum in Irlanda al trattato di Lisbona e i cambiamenti introdotti dopo il No».
Alla domanda sulla situazione bancaria, Tsipras ha spiegato che «le banche riapriranno appena la Bce riaprirà la liquidità. Questo avverrà dopo un chiaro risultato al referendum, che consentirà un accordo entro poche ore».
Nessuna Grexit quindi: «Non credo che i creditori ci vogliano cacciare dall'euro. I costi sarebbero enormi», ha aggiunto Tsipras sostenendo invece che «vogliono cacciare un governo che ha il sostegno popolare: la loro è una scelta politica».

IN PIAZZA PER DIRE NO. Mentre Tsipras parlava alla tv pubblica, diverse migliaia di persone si sono radunate questa sera nella centrale piazza Syntagma di Atene per sostenere il No al referendum di domenica prossima convocato dal governo greco.
Una grande folla pacifica, composta da cittadini comuni piuttosto che da militanti della sinistra, si aggira per la piazza sventolando bandiere greche e innalzando cartelli contro l'austerità, i creditori internazionali di Atene e gli accordi che il referendum dovrebbe accettare o respingere.
La piazza, già piuttosto piena, sta accogliendo molte persone che continuano ad affluire.
La sorveglianza della polizia è assolutamente discreta e non c'è alcuna tensione nell'aria. Secondo alcune informazioni, Tsipras potrebbe parlare in piazza ad Atene venerdì sera.

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