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NEGOZIATI 30 Giugno Giu 2015 2135 30 giugno 2015

Grecia, l'Eurogruppo boccia la proposta Tsipras: ma si tratta a oltranza

No alla bozza di Atene che prevedeva due anni di aiuti e il taglio del debito. Una nuova riunione in programma il primo luglio.

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Il premier greco Alexis Tsipras.

Come da tradizione, è stata la Germania a decidere. Poco prima che iniziasse la teleconferenza dell''Eurogruppo sulla Grecia, Angela Merkel ha risposto alla richiesta di Alexis Tsipras sull'estensione del programma di aiuti per due anni all'Esm e la ristrutturazione del debito. «Berlino non prenderà in considerazione l'ipotesi di un terzo salvataggio per la Grecia prima dell'esito del referendum di domenica prossima», è stata la posizione di Merkel e dell'Ue.
Con questi presupposti, l'Eurogruppo convocato la sera del 30 giugno è finito in un lampo, convocando una nuova riunione per l'indomani. «Non è possibile estendere l'attuale piano», ha scritto in un tweet il ministro finlandese Alexander Stubb. La lettera di Tsipras includeva tre richieste. L'estensione del programma o l' 'haircut (taglio del debito, ndr) non è possibile, e la richiesta di un piano Esm deve essere gestita attraverso le procedure normali», ha scritto Stubb.

Merkel: «Non taglieremo i fili del dialogo»

Angela Merkel e Alexis Tsipras.

Quello del premier greco era l'ultimo tentativo per evitare il default della Grecia. Dopo la proposta del presidente della Commissione Juncker, Tsipras ha chiesto in extremis l'attivazione del meccanismo Esm, con aiuti per due anni e ristrutturazione del debito.
Ma Merkel ha detto nein: nessun nuovo programma prima del referendum indetto dallo stesso Tsipras. A niente è servito l'ennesimo appello del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama affinchè si trovasse una mediazione.
Continuare a trattare per raggiungere una soluzione, è la parola d'ordine. Che però il 30 giugno, nella giornata in cui il programma di aiuti alla Grecia scade, ha portato solo alla convocazione di una teleconferenza dei ministri dell'Economia e delle Finanze della zona euro alle per discutere la proposta greca. E bocciarla.
Che fosse «troppo tardi per un prolungamento del programma», l'avevano già sussurrato in tanti nel pomeriggio in quel di Berlino. «Naturalmente anche dopo mezzanotte non taglieremo i fili del dialogo, o non saremmo l'Unione europea», ha detto la cancelliera.
CORTE DI GIUSTIZIA SU GREXIT. Ma c'è chi già non ci crede più. La Grecia potrebbe infatti ricorrere alla Corte di Giustizia Europea per bloccare l'espulsione della Grecia dall'area euro, la cosiddetta Grexit, ha ipotizzato il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis.
Il governo greco ha chiesto al Fondo monetario internazionale una dilazione del pagamento da 1,6 miliardi di euro, ha riferito il vicepremier Yannis Dragasakis, secondo cui Atene ha anche fatto domanda alla Bce per un'estensione della liquidità d'emergenza (Ela).
Tutto è incerto, tutto scorre.
LA GRECIA PREPARA ALTRE PROPOSTE. Intanto, nell'incertezza, il governo greco ha «annunciato» che invierà nuove proposte all'Eurogruppo l'1 luglio e i ministri delle Finanze dell'Eurozona si riuniranno nuovamente in teleconferenza, ha fatto sapere il portavoce del presidente Jeroen Dijsselbloem.
PIAZZA SYNTAGMA DIVISA. La giornata con massiccia risposta del Fronte pro-euro del 'sì' a piazza Syntagma, dove la folla sembra essere comparabile con quella che aveva manifestato per il 'no' al referendum. Secondo un esponente del movimento 'Menoume Evropi', che ha convocato il raduno, «siamo più di quelli del No, nonostante la pioggia». Il 29 giuno gli organizzatori avevano parlato di oltre 20 mila persone. Ma in Grecia sui numeri non c'è certezza.

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