CRONOLOGIA 1 Luglio Lug 2015 2114 01 luglio 2015

Disgelo Stati Uniti-Cuba, il 20 luglio riaprono le ambasciate

Il 20 luglio riaprono le sedi diplomatiche a Washington e L'Avana. Le tappe di uno scontro lungo 54 anni.

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Barack Obama a colloquio con Raul Castro a Panama, 11 aprile 2015.

Per Barack Obama si tratta di un «passo storico». Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato in diretta televisiva, dopo ben 54 anni di black out, la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba, con la prossima riapertura delle reciproche ambasciate a Washington e L'Avana.
La data è fissata per il 20 luglio. La via verso la completa normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi sembra ormai spianata, e una delle ultime vestigia della guerra fredda sta per essere spazzata via per sempre. Ecco le tappe principali del lungo processo storico che ha portato fino a questo punto di svolta.

Stati Uniti contro Cuba, uno scontro lungo 54 anni

La bandiera americana e quella cubana.

1960: IL PRIMO EMBARGO COMMERCIALE. Il primo embargo commerciale imposto dagli Stati Uniti contro Cuba risale al 1960. Il Congresso degli Stati Uniti autorizzò il presidente Dwight Eisenhower a procedere con tale misura, volta a indebolire il governo rivoluzionario di Fidel Castro.

1961: LA ROTTURA DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE. Lo stop delle relazioni tra Usa e Cuba è datato 1961. Uno degli anni peggiori della Guerra fredda, quello in cui fu costruito il Muro di Berlino. Oltreoceano l'amministrazione Eisenhower decise di rompere ogni legame con l'isola caraibica. Il 1961 è anche l'anno di nascita di Barack Obama, come ricordato dallo stesso presidente degli Stati Uniti durante il discorso in cui ha annunciato la ripertura delle ambasciate a partire del prossimo 20 luglio.

L'Avana (Cuba): Nikita Khrushchev ed Ernesto Che Guevara nel 1962.

1961: L'INVASIONE DELLA BAIA DEI PORCI. Dal 17 al 19 aprile 1961 un gruppo di esuli cubani e di mercenari addestrati dalla Cia tentò di conquistare Cuba, a partire dall'invasione della Baia dei Porci situata nella parte sud-occidentale dell'isola. Obiettivo: rovesciare il governo di Fidel Castro. Le forze armate cubane, equipaggiate e addestrate dalle nazioni filo-sovietiche del blocco orientale, sconfissero la forza d'invasione in tre giorni di combattimenti.

1962: LA CRISI DEI MISSILI. Nell’ottobre del 1962 cominciò la cosiddetta crisi dei mis­sili. L'esito dello scontro della Baia dei Porci aveva lasciato ai leader sovietici l’impressione che Kennedy fosse un presidente debole. Così Nikita Khrushchev, leader del Partito Comunista, decise di installare una batteria di missili nucleari a medio raggio sull’isola di Cuba. Armi che avrebbero dato all’Unione Sovietica il potere di colpire gli Stati Uniti con precisione e senza preavviso. Dopo giorni di tensione Khrushchev, vista la fermezza di Washington che impose il blocco navale dell'isola, ordinò il ritiro dei missili.

New York: il presidente Usa, John Fitzgerald Kennedy al Waldorf-Astoria Hotel (29 aprile 1961).

1962: L'IMPOSIZIONE DEL BLOQUEO. Poco dopo la crisi dei missili Kennedy dichiarò il blocco totale dell'interscambio con Cuba, dando il via al cosiddetto 'bloqueo': l'embargo economico, commerciale e finanziario tuttora in vigore che per decenni ha messo in ginocchio l'economia cubana. Il dibattito sulla reale efficacia del blocco, che andava a colpire soprattutto la popolazione più povera dell'isola, non è mai cessato. D'altro canto, il regime dei Castro non è mai caduto. È questo l'embargo che Barack Obama vuole superare per sempre, e la cui rimozione è per L'Avana «imprescindibile».

1980: REAGAN OSTILE VERSO CUBA. Negli Anni 80 il presidente Ronald Reagan tornò ad assumere un atteggiamento particolarmente ostile verso L’Avana.

1990: RESTRIZIONI AGLI SPOSTAMENTI E AL COMMERCIO. Negli Anni 90 Il governo cubano approvò una serie di misure che imponevano restrizioni agli spostamenti e al commercio verso gli Stati Uniti.

L'ex presidente degli Usa George Bush.

2001: EMBARGO INASPRITO. Dopo l'11 settembre 2001, il presidente George W. Bush ha inasprito ulteriormente l’embargo contro Cuba.


2009: CON OBAMA L'INIZIO DEL DISGELO. Nel 2009 Barack Obama ha parlato per la prima volta dell'esigenza di dare vita a un nuovo corso nelle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. Obama ha anche revocato una serie di restrizioni, agevolando per esempio i viaggi degli americani che hanno famiglia sull'isola caraibica e l'invio delle rimesse.

2014: L'ANNO DELLA SVOLTA. Il 17 dicembre 2014 è stato il giorno decisivo, il giorno del disgelo diplomatico. «Todos somos americanos», siamo tutti americani, ha affermato Barack Obama. In contemporanea anche Raul Castro ha reso noto il «deshielo» con Washington, archiviando di fatto l'era Fidel. Sia Washington, sia L'Avana, hanno sottolineato il ruolo-chiave di Papa Francesco in quanto mediatore del disgelo tra i due Paesi.

A sinistra il presidente Usa Barack Obama e Raul Castro.

2015: VIA ALLE NUOVE REGOLE. Il 15 gennaio è arrivato da Washington il via libera alle nuove regole per il commercio e i viaggi verso l'isola di Cuba. Gran parte delle restrizioni in vigore sono state cancellate. Ad aprile c'è stato poi lo storico faccia a faccia tra Barack Obama e Raul Castro a Panama, durante il Vertice delle Americhe. Nello stesso mese il presidente Usa ha dato il suo ok alla rimozione di Cuba dalla lista nera dei Paesi che sostengono il terrorismo, rimozione effettivamente realizzata nel mese di maggio. Ottenuta quest'ultima condizione, posta da Cuba per giungere alla nomina di un ambasciatore a Washington, il primo luglio Barack Obama ha annunciato la riapertura delle rispettive ambasciate, prevista per il 20 luglio.

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