Vendola, Podemos sconfigge Ue liberista
SCHIERAMENTI 2 Luglio Lug 2015 1700 02 luglio 2015

Ue: destra e sinistra unite in difesa della Grecia

La crisi di Atene ridisegna la geografia politica europea e italiana. Farage-Grillo con Sel e Podemos. Brunetta e Fassina in favore di Tsipras. Berlusconi modera.

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Farage e Grillo con Sel e Podemos. Brunetta e Santanchè con Tsipras, Renzi con Merkel.
La crisi greca ridisegna la geografia politica dell'Europa. Pezzi di destra e di sinistra convergono in una inedita alleanza 'antisitema', contro l'Europa dominata dall'ortodossia economica della Troika, in difesa della «democrazia, del popolo, della sovranità nazionale».
PODEMOS: DAL FMI TERRORISMO FINANZIARIO. In Spagna, i militanti di Podemos, movimento di sinistra da sempre schierato a fianco di Syriza, si sono dati appuntamento in piazza a Madrid, il 28 giugno scorso, per sostenere il primo ministro greco, Alexis Tsipras, e la sua scelta di rimettere alla volontà popolare la decisione sul programma di aiuti e sulle condizioni imposte dai creditori.
Pablo Iglesias, il leader del movimento, ha definito la politica economica del Fondo monetario e della Germania sulla Grecia una «operazione di terrorismo finanziario». Noi europeisti, ha scandito Iglesias in piazza, «siamo per l'Europa e per la Grecia», mentre la Germania, il Fmi e governi come quello spagnolo «stanno uccidendo il progetto europeo. Di fronte ai totalitarismi del mondo diciamo più Europa e più democrazia».
LE PEN CONTRO JUNCKER E A FAVORE DI TSIPRAS. In Francia, l'estrema destra di Marine Le Pen, pur avendo sempre marcato le distanze dalla sinistra di Syriza, sul referendum del 5 luglio si è schierata con il leader greco. E lo scontro con Bruxelles ha assunto toni piuttosto aspri.
«Il tuo obiettivo è la fine politica di Tsipras», ha detto la leader del Front National rivolgendosi al presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker. «Se la Grecia dovesse fallire sarebbe tutta colpa della Troika: state umiliando il suo popolo. È chiaro a tutti che i greci starebbero molto meglio fuori dall'euro. Per il bene dell'Europa mi auguro che vinca Alexis Tsipras».
FARAGE E SINN FÈIN SULLA STESSA LUNGHEZZA D'ONDA. Più a Nord, in Inghilterra, è stato Nigel Farage, il capo del partito indipendentista e anti-Ue U.K. Independence Party, a tendere la mano al premier greco, riconoscendo nel referendum un passo importante verso lo smantellamento di un progetto europeo che, dice, «ignora l'opinione pubblica» e la sovranità popolare.
Stessa posizione assunta dagli irlandesi di Sinn Féin, partito della sinistra ora all'opposizione, che hanno definito le richieste della Troika ad Atene «sbagliate, controproducenti dal punto di vista economico e antidemocratiche».

Esponenti di M5s, Sel e sinistra Pd ad Atene per sostenere il 'no'

Silvio Berlusconi e Angela Merkel.

Anche in Italia lo scontro tra Atene e Bruxelles ha stravolto gli schieramenti politici, facendo saltare le tradizionali distinzioni tra destra e sinistra.
Domenica ad Atene, per sostenere il no al referendum, ci saranno, oltre al M5s, gli esponenti di Sel, guidati da Nichi Vendola, e pezzi della sinistra Pd come Alfredo D'Attorre e Stefano Fassina, che da poco ha lasciato il partito.
E se Beppe Grillo plaude all'iniziativa di Tsipras - «Straordinario! Sta dando l'ultima parola al popolo greco! Anche noi vogliamo il referendum sull'Euro! E lo faremo se ci aiuterete!», ha scritto sul suo blog annunciando la sua presenza ad Atene il giorno della consultazione, nel centrodestra è stato Renato Brunetta a prendere posizione a favore del referendum: «Noi pensiamo che Tsipras metta in contraddizione l'Europa a trazione tedesca. E per questo, in qualche maniera, io dico 'forza Tsipras', pur essendo lontanissimo dalla sua visione ideologica, dalla sua politica economica, dalle sue furberie».
BRUNETTA E SANTANCHÈ CON FASSINA. Al capogruppo di Forza Italia alla Camera, il premier greco «non piace, però se riesce a ribaltare, a far cambiare verso all'Europa, beh, allora forza Tsipras. Basta con questa Europa dei burocrati, basta con questa Europa tedesca», ha dichiarato Brunetta.
Nel partito di Berlusconi anche Daniela Santanchè si è schierata con il «popolo greco». «Io sto con Tsipras», ha detto la pitonessa in un'intervista a Repubblica. «Stare con lui vuol dire stare con la democrazia. È lontano da me anni luce sul piano politico, sia chiaro, nulla ci accomuna, tranne un punto. La difesa della democrazia. Sia lui che noi troviamo inaccettabile l'Europa dei tecnocrati, basta con la Merkel che decide da padrona e noi sudditi lì a subire».
PPE, FORZA ITALIA CONTRO MERKEL. In molti esponenti di Forza Italia brucia ancora il ricordo dell'estate 2011 quando, dice Santanchè, «la signora Angela con qualche compagno di merenda italiano, da Napolitano a Monti a Passera, si è messa in testa di far cadere il governo legittimamente eletto e guidato da Berlusconi».
Peccato però che in Europa gli azzurri facciano parte del Ppe, ovvero lo stesso gruppo politico della Cancelliera.
Dice Tajani, ex vicepresidente della Commissione Ue, rispondendo ai colleghi di partito: «Il Ppe? Per Forza Italia non c'è altra collocazione possibile. L'unica che corrisponda ai nostri valori. Il nostro futuro è in Europa. Diversa, ma in Europa».
IL CAV: I VOTI A TSIPRAS? COLPA DELL'EUROPA. Il 2 luglio si è fatto sentire anche il capo, Silvio Berlusconi. «Non c’è dubbio, il governo greco ha enormi responsabilità in questa situazione. Tsipras rappresenta la sinistra peggiore, un mix di ideologia e di demagogia anticapitalista dagli effetti disastrosi. Ma come siamo giunti a questo? Perché i greci hanno eletto Tsipras? E perché tanti spagnoli votano Podemos, tanti italiani Grillo, tanti francesi Marine Le Pen? Perché questa Europa sta facendo fallire il sogno europeo», ha scritto il leader di Forza Italia in una lettera pubblicata da Il Giornale di famiglia.
Una posizione più sfumata nella forma, ma nella sostanza vicina a quella di Matteo Salvini: «Fossi in Grecia voterei no, per la sovranità e la libera scelta. Se vince il no potrebbe essere l'inizio di una nuova Europa», ha dichiarato il leader leghista.

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