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SVOLTA 3 Luglio Lug 2015 1441 03 luglio 2015

Cuba: Wifi, AirBnB, crociere, come cambia l'isola

Il boom di AirBnB, l'arrivo di Netflix, il wifi pubblico (ancora troppo costoso). Barack Obama restituisce l'Avana al futuro. E il Paese cambia pelle.

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Barack Obama a colloquio con Raul Castro a Panama, 11 aprile 2015.

Il vento del disgelo soffia sul mar dei Caraibi, l'Avana comincia ad aprirsi al mondo. Dopo la svolta del dicembre 2014, resa possibile anche dalla convinta e tenace mediazione di papa Francesco, Barack Obama tira giù un altro pezzo del muro che per più di 50 anni ha separato Cuba e gli Stati Uniti e annuncia la riapertura delle rispettive ambasciate (dal 20 luglio), chiede al Congresso di fare l'ultimo, decisivo, passo per l'abolizione totale dell'embargo. Tende la mano all'ex storico nemico: «Siamo vicini e ora possiamo essere amici», dice.
Da parte sua, il presidente cubano Raul Castro, in una lettera inviata alla Casa Bianca, si impegna al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali sancite dalla Carta delle Nazioni Unite. Una volontà politica ancora tutta da dimostrare, ma un inizio.
RIPARTONO TRAGHETTI E CROCIERE. Nel frattempo, e nel mezzo, i cubani. I traghetti, internet, AirBnB: l'Avana cambia pelle. MSC Crociere, una delle più grandi compagnie al mondo, ha annunciato che da dicembre 2015 avrà come home port l'Avana per la stagione invernale.
Da oggi, 3 luglio, prenderanno a far la spola tra i due mondi i traghetti americani - le autorità Usa avevano autorizzato la partenza del nuovo servizio a maggio - e la compagnia aerea Jet blue volerà direttamente da New York a Cuba.
Centinaia, forse migliaia, di turisti americani sono attesi sull'isola e i big californiani della sharing economy cominciano a farsi spazio in un'economia ancora rigidamente controllata dallo Stato, dove le carte di credito Usa non sono accettate e i pagamenti online quasi non esistono.

Tra AirBnB e nuovi hotspot: Cuba cambia

AirBnB, la community marketplace che mette in contatto persone che cercano un alloggio con chi ha a disposizione uno spazio, è sbarcata a Cuba ad aprile. In un mese, nonostante le difficoltà ad affermarsi in un sistema chiuso e controllato dal governo, l'isola è diventata uno dei mercati che crescono più rapidamente, ha raccontato a Bloomberg il co-fondatore di AirBnB, Brian Chesky.
IL BOOM DI AIRBNB. «Il numero di guest homes a Cuba è più che duplicato fino ad arrivare a oltre 2000». Prima di AirBnB, a febbraio, era stata Netflix, altro colosso dell'imprenditoria online made in Usa, a rompere il muro dell'embargo e ad offrire i suoi servizi ai cittadini dell'isola. Un'impresa complicatissima dal punto di vista tecnico, considerato che la connessione Internet sull'isola è ancora molto limitata – ce l'hanno soprattutto professionisti e stranieri - e costosa. Ma anche la muraglia digitale si sta sgretolando.
COSTI ANCORA PROIBITIVI PER INTERNET. Il 2 luglio, il governo ha inaugurato il primo spazio pubblico con accesso wi-fi, in una delle strade principali della capitale. L'Etecsa, la società monopolista statale delle comunicazioni, ha promesso a metà giugno che avrebbe aperto 35 hotspot su tutta l'isola. Entro la fine di questo mese la promessa dovrebbe essere mantenuta. Per usare il servizio bisogna registrarsi con un proprio account e pagare 2 dollari l'ora, la metà di quanto costava prima, ma una cifra ancora proibitiva per la maggior parte dei cubani, se si considera che il salario medio nel paese è di 20 dollari al mese. Eppure decine di isolani si sono precipitati negli hot spot per usufruire del nuovo servizio. Questa estate arriverà il segretario di Stato americano, John Kerry, per visitare l'isola. A fine settembre, invece, è atteso l'uomo che più di tutti ha lavorato per far ripartire il dialogo tra i due paesi, Papa Francesco.
UN'ISOLA AIDS FREE. Intanto la piccola isola caraibica si è conquistata spazio su tutti i quotidiani internazionali per i suoi successi in campo medico sanitario: il 30 giugno l'organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che Cuba è laprima nazione al mondo ad aver eliminato la trasmissione materno-infantile dell'Hiv e della sifilide.
«Uno dei più grandi traguardi di salute pubblica che si possano ottenere», ha commentato Margaret Chan, direttore generale dell'Oms. «Questa è una grande vittoria nella nostra lotta contro l'Hiv e un passo importante verso una generazione Aids-free».

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