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LIVEBLOGGING 4 Luglio Lug 2015 1033 04 luglio 2015

Grecia, la vigilia del referendum in diretta

A 24 ore dal referendum, Varoufakis attacca i creditori: «Sono dei terroristi». Ipotesi prelievo forzoso. Atene: «Voci maliziose». Renzi: «Noi non rischiamo».

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Interferenze, indiscrezioni, smentite. I greci si affacciano sul referendum del 5 luglio («Deve essere accettato il progetto di accordo presentato da Commissione europea, Bce e Fmi?», reciterà il quesito) presi in un vortice di dichiarazioni, tirati per la giacca da una parte e dall'altra. Con i sondaggi che danno sì e no a braccetto, ogni voto può essere importante.
L'Unione europea accantona la propria neutralità e si schiera per il sì. La stampa si divide. Ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino, Alexis Tsipras in primis.
FT: «PRONTO IL PRELIEVO FORZOSO». Da piazza Syntagma il premier ha cercato di racimolare gli ultimi no prima della consultazione, mentre il suo compagno di negoziati, Yanis Varoufakis, ha dovuto gettare acqua sulle notizie pubblicate dal Financial Times: «Le banche greche stanno preparando dei piani di emergenza che comprendono un prelievo forzoso sui conti correnti nel caso in cui la crisi si avviti», ha scritto il quotidiano britannico.
«L'articolo si basa su voci maliziose che l'Associazione delle Banche Greche (nella persona del presidente Louka Katseli, ndr) ha negato già questa mattina», ha ribattuto il ministro delle Finanze.
LA SCADENZA DEL 20 LUGLIO. Poche parole, che non sono bastate a fugare i timori del popolo greco. Perché se da una parte Katseli ha smentito, dall'altra ha ammesso che dopo lunedì «ci sarà un problema serio di finanziamento» delle banche se non verrà attivato l'Ela (Emergency Liquidity Assistance) della Banca centrale europea.
Banca centrale europea a cui Atene deve rimborsare 3,5 miliardi entro il 20 luglio. Tutto dipenderà dalla capacità (e dalla volontà) del governo greco da una parte e dei creditori dall'altra di trovare un accordo in due settimane: dal 6 luglio al 20 luglio Atene, e forse anche Bruxelles, si giocano il proprio futuro. Con quali carte in mano, sarà il referendum a stabilirlo.

L'attacco di Varoufakis, le indiscrezioni del Ft, le parole di Salvini: il live

18.16 - SAMARAS: COL SÌ PARTE IL RISCATTO DEI GRECI. La vittoria del 'sì' serve ad avviare il riscatto del popolo greco: lo ha detto l'ex premier greco Antonis Samaras, in un'intervista a RealNews, in cui ha previsto sviluppi politici rapidi. «Il governo ha convocato un referendum-parodia su una proposta che non è più sul tavolo. Per respingere un pacchetto di austerità che lui stesso aveva già approvato. Il 'no' taglierebbe tutti i ponti con l'Europa. Il 'sì' ci fa restare nella Ue e mantiene prospettive aperte per il Paese».

17.53 - SCHULZ: SE VINCE IL SÌ PRESTITI DI EMERGENZA. «Potremmo dover dare prestiti-ponte di emergenza» alla Grecia «per tenere in piedi le forniture pubbliche». Lo ha detto il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, in un'intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag. I fondi sarebbero resi disponibili in tempi brevi da Bruxelles, ha detto Schulz, che però ha avvertito: nel caso in cui al referendum vincesse il 'no' il governo greco non riceverebbe alcun finanziamento e non ci sarebbero più soldi per pagare gli stipendi e il trasporto pubblico si fermerebbe.

17.10 - IL VATICANO: L'EUROPA DEVE RINNOVARSI. Anche il Vaticano interviene sulla questione greca. E tramite l'Osservatore Romano commenta: «È in gioco non soltanto il futuro di un Paese, la Grecia, ma soprattutto quello di un progetto politico e storico, l'Europa. Le due grandi sfide che l'Unione si trova oggi ad affrontare, Grecia e immigrazione, appaiono come le due facce di una stessa medaglia'. Per il giornale della Santa Sede «se c'è una lezione dietro questo referendum è che il progetto europeo deve rinnovarsi. E deve farlo in fretta».

17.00 - UNICEF: 700 MILA BAMBINI SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ. Secondo Unicef Italia, attualmente sono 700 mila i bambini greci sotto la soglia di povertà. Nel 2011 erano 400 mila. «L'86,5% delle famiglie povere con figli ha dichiarato in Grecia l'impossibilità di potersi permettere una settimana di vacanza, mentre il 45,9% di esse non riesce a riscaldare adeguatamente la propria abitazione durante il periodo invernale e oltre metà (52,6%) non arriva a garantire neppure a giorni alterni una dieta comprendente carne o pesce».

16.30 - FONTI UE: MAI VALUTATO IL TAGLIO DEL DEBITO. Il nodo della riduzione del debito non è mai stato sul tavolo dei negoziati sull'estensione del programma di salvataggio greco. Lo scrive l'edizione online del Guardian, citando come fonte un alto funzionario di Bruxelles.
L'ipotesi del taglio al debito, sottolinea la stessa fonte, «ha un valore altamente negativo per molti Stati membri». Un'opzione molto più realistica, prosegue il giornale, sarebbe stata applicare «scadenze molto lunghe con interessi zero sul debito esistente».

15.40 - QUANDO SCHAEUBLE VOLEVA LA GREXIT. «Incontrai Schauble tre anni fa. Mi disse che secondo molti, in Europa, cacciare i greci dall'Eurozona era una strategia plausibile, perfino desiderabile». A raccontarlo è l'ex segretario al Tesoro americano Tim Geithner nel suo ultimo libro di memorie, Stress test: reflections on financial crises, citando un colloquio con il ministero delle Finanze tedesco, a Sylt, un'isola nel mare del Nord, nel luglio del 2012. Estratti del libro sono stati anticipati dal sito del New York Times. «L'idea era che con la Grecia fuori dell'euro», scrive Geithner, «la Germania sarebbe stata più disponibile nel fornire il sostegno finanziario di cui l'Eurozona ha bisogno. In quel modo il popolo tedesco non avrebbe più percepito gli aiuti all'Europa come un piano di salvataggio per la Grecia». «Allo stesso tempo», aggiunge, «la Grexit sarebbe stata sufficientemente traumatica da spaventare il resto d'Europa, spingendola a favore di un forte sistema bancario e un'unione fiscale. L'argomento» - conclude Geithner - «era che lasciar bruciare la Grecia avrebbe reso più facile la costruzione di un'Europa più forte con barriere più credibili».

14.40 - TUSK INVITA ALLA CALMA: NIENTE DRAMMI. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, cerca di calmare le acque in vista del referendum. L'Unione europea, ha spiegato in un'intervista a Politico, dovrebbe evitare «messaggi drammatici». La vittoria del no «ovviamente ridurrebbe lo spazio ai negoziati». Di contro, con l'affermazione del sì, si avvicinerebbe «una nuova fase, forse più promettente di prima». Tuttavia non è un voto che chiuderà la porta all'euro o al confronto.

Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. 

14.00 - IL CONSIGLIERE DI VAROUFAKIS CONTRO RENZI. Dura presa di posizione di James Galbraith, fedele consigliere di Varoufakis, nei confronti di Matteo Renzi. Il motivo del contendere è la frase del premier italiano, secondo cui un no dei greci al referendum significherebbe l'uscita di Atene dall'euro. «Ci ha delusi, è stata una follia la sua presa di posizione», ha detto Galbraith all'Huffington Post. «Una minaccia vergognosa che Renzi ha deciso di sposare».

13.35 - PARIGI: NON CEDERE AL POPULISMO DI TSIPRAS. Il ministro dell'Economia francese, Emmanuel Macron, non si aspetta un'uscita della Grecia dall'Eurozona. In un'intervista al quotidiano olandese Het Financieele Dagblad, riportata da Bloomberg, Macron ha detto che la Grecia è stata soffocata dalle politiche di austerity e che occorre trovare una via d'uscita insieme senza cedere al populismo del premier greco, Alexis Tsipras.

Tsipras durante il discorso in piazza Syntagma, il 3 luglio. © Ansa

13.30 - SCHAEUBLE NON ESCLUDE LA GREXIT. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non esclude un'uscita della Grecia dall'euro. Il popolo greco deve decidere se vuole vivere «con l'euro o temporaneamente senza», ha detto in un'intervista alla Bild ripresa da Bloomberg. Secondo Schaeuble, anche in caso di collasso di alcune banche greche, il rischio di contagio è «comparativamente basso».

13.15 - RENZI: GLI ITALIANI NON ABBIANO PAURA. «Gli italiani non devono avere paura» della crisi greca: lo afferma, al Tg5 il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. «L'Italia non teme conseguenze specifiche sul nostro Paese», sottolinea. Se prima Italia e Grecia «erano compagni di sventura, ora non è più così».
E ancora: «Riforme, ripartenza dell'economia... noi siamo dalla parte di quelli che cercano di risolvere il problema, non siamo il problema. Certo, la questione è politica, la partita è complessa. Ma l'Italia è un grande Paese, smettiamola di raccontare l'Italia come il malato d'Europa. Non siamo più il malato d'Europa».

13.00 - SALVINI: GRILLO IN GRECIA? SI FA UNA VACANZA. «Ritengo più utile parlare con gli italiani piuttosto che farmi due giorni di vacanza accucciandomi accanto a un pensionato piangente in fila al bancomat, anche perché, di questo passo, i pensionati così li avremmo presto anche da noi».
Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini che, durante un convegno sull'uscita dall'euro, ha spiegato perché non sarà domani in Grecia «come fanno Grillo e Vendola» ad attendere il risultato del referendum.

12.25 - FASSINA: VOGLIONO ELIMINARE UN GOVERNO SCOMODO. Per Fassina l'obiettivo del memorandum proposto ad Atene è «eliminare un governo scomodo, l'unico che ha osato alzare la testa per difendere il suo popolo, innanzitutto le fasce sociali più in difficoltà».
Nel corso del suo intervento al teatro Palladium, Fassina ha sottolineato che «i partiti della famiglia socialista europea, incluso il Pd, si sono uniti al coro dei conservatori». «Hanno confermato subalternità e irrilevanza», ha aggiunto, «il rischio è che il referendum in Grecia segni la conclusione della funzione progressiva svolta dal socialismo europeo nel '900».
«A chi si preoccupa dei contraccolpi per noi in caso di vittoria del sì», ha concluso Fassina, «ricordo che le battaglie giuste si fanno anche quando sono a rischio di sconfitta».

L'articolo del Ft sulle ripercussioni politiche del referendum greco in Italia.

12.00 - FT: IL CONTAGIO MINACCIA RENZI. Sempre il Financial Times, sulla sua edizione online, dedica un approfondimento alle possibili ripercussioni politiche del referendum greco in Italia. L'articolo, titolato Renzi threatened by political contagion from Greece, spiega come la consultazione rischia di rafforzare i partiti anti-euro, Movimento 5 stelle in primis, e «minare la forza politica e l'agenda del giovane e riformista primo ministro». Qui l'articolo completo.

11.30 - FASSINA: TSIPRAS HA RIDATO SENSO ALLA DEMOCRAZIA. «Domani è una data storica, segna lo spartiacque nella vita delle persone e nella vita politica Europa: Siryza e il governo Tsipras hanno ridato senso alla democrazia». Così Stefano Fassina che al Palladium aggiunge: «Hanno rimesso in campo l'interesse nazionale di un Paese periferico in un quadro dominato dalla Germania».

11.10 - SALVINI: VOTEREI NO PER NON MORIRE IN GINOCCHIO. «Pur con tutti i dubbi su questo referendum, se fossi greco voterei no, perché piuttosto che morire in ginocchio preferisco ripartire rialzandomi in piedi». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini. A margine di un convegno sull'uscita dall'euro, Salvini ha espresso la convinzione che oggi in Ue occorra «prendere tutti i trattati e riscriverli tutti quanti, moneta compresa».

10.45 - VAROUFAKIS: CREDITORI TERRORISTI. Varoufakis scalda la vigilia del voto e in un'intervista rilasciata a El Mundo attacca i creditori: «Quello che hanno fatto alla Grecia si chiama terrorismo».

L'attacco di Varoufakis ai creditori.

10.15 - L'APPELLO DEI SINDACATI ITALIANI. «Occorre far convergere tutti gli sforzi per rafforzare la permanenza della Grecia nell'Unione, consentendo una ristrutturazione del debito con tempi più flessibili così da consentire e ristabilirne un percorso di crescita sostenibile». Lo scrivono i leader di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Furlan e Barbagallo, sollecitando una soluzione che non scarichi tutto su lavoratori e pensionati.

La prima pagina di Kathimerini.

9.00 - KATHIMERINI SI SCHIERA PER IL SÌ. «Sì all'Europa, alla democrazia, alla sicurezza». Con questo titolo il quotidiano moderato Kathimerini ha preso posizione alla vigilia del referendum, invitando i cittadini a votare sì.

La smentita di Varoufakis alle indiscrezioni del Ft. 

7.00 - FT: BALZELLO DEL 30% SOPRA GLI 8 MILA EURO. Le banche greche stanno preparando dei piani di emergenza che comprendono un prelievo forzoso sui conti correnti nel caso in cui la crisi si avviti. Lo sostiene il Financial Times, che cita fonti degli istituti finanziari e del mondo degli affari ellenici. Nel caso di almeno una banca - specifica il quotidiano della City di Londra - il 'balzello' potrebbe toccare il 30% sui depositi superiori a 8 mila euro. Il piano, sottolinea il Financial Times, ricalcherebbe quello varato da Cipro nel 2013 sui depositi superiori ai 100mila euro, che poi è la soglia protetta dalla direttiva Ue sul risparmio.

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