Renzi, referendum in Grecia è errore
EUROPA 5 Luglio Lug 2015 2233 05 luglio 2015

Grecia, l'Italia ora tende la mano: «Evitare la Grexit»

Renzi aspetta la reazione dei mercati. Ma Roma è pronta ad aiutare Tsipras. Padoan: «No a soluzioni che guardano solo alla dimensione finanziaria». 

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La sintonia con Angela Merkel sfoggiata in pubblico, prima. La mano tesa ad Atene, poi. Nella sera del trionfo di Alexis Tsipras, l'Italia ora è pronta a spendersi evitare in tutti i modi la Grexit e spingere per un ritorno al tavolo del negoziato che «non guardi solo alla dimensione finanziaria ma anche a quella sociale della crisi greca». Matteo Renzi, rientrato il 5 luglio a Roma per seguire in diretta il referendum greco, ragiona così con i suoi interlocutori sulla linea che l'Italia seguirà in un'Europa scossa dal No dei greci al programma dei creditori.
RENZI ATTENDE I MERCATI. Solo il 6 luglio, dopo aver analizzato in mattinata con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan la reazione dei mercati, il premier prenderà posizione. Ma già dalla sera del 5 luglio subito dopo che è stato chiaro che Tsipras aveva vinto il suo 'azzardo', come l'aveva definito il premier italiano, sono partiti da Palazzo Chigi contatti e telefonate sia con le cancellerie europee sia con i vertici delle istituzioni italiane. La tensione in Ue è altissima e la via di uscita tutt'altro scontata.
ATENE HA GIOCATO COL FUOCO. «Il governo greco ha giocato con il fuoco e ora sono fortissimi ma questo non porta automaticamente ad una riapertura del negoziato visto il muro contro muro con l'Ue e la Germania degli ultimi giorni», spiega una fonte qualificata italiana al parlamento europeo sperando che «prevalga la ragionevolezza». E ricordando che, se mai anche i falchi nord-europei dovessero accettare le riprese dei negoziati, ogni eventuale accordo dovrebbe passare le forche caudine dei Parlamenti, Bundestag in primis.
NO A SOLUZIONI SOLO FINANZIARIE. Ma il ritorno al tavolo è l'unica via che Renzi aveva immaginato a prescindere dall'esito del referendum. Va conservata, spiegano fonti del Tesoro, «l'integrità dell'eurozona» e questo può avvenire solo mettendo da parte le rigidità e tornando alla trattativa. E, prendendo atto «con rispetto» del risultato del referendum, come sostiene il Capo dello Stato Sergio Mattarella, l'Italia si augura «un nuovo programma di aiuti che tenga conto della situazione di profonda crisi della Grecia», non si limiti «alla dimensione finanziaria» ma affronti «il bisogno di investimenti e profonde riforme delle istituzioni economiche necessarie per rimettere l'economia greca sulla strada di una crescita sostenibile».
TEMPO DI CAMBIARE ROTTA. Perché, al di là del terremoto politico e finanziario, che il referendum greco rischia di innescare, la vittoria dei No è per il governo italiano la conferma che in Europa bisogna invertire la rotta del rigore e tornare ad una visione e a politiche più vicine ai cittadini. Questo non vuol dire per Renzi che i greci non debbano impegnarsi in quella strada delle riforme, che l'Italia ha intrapreso anche a costo di misure impopolari, ma è giunta l'ora che tutti prendano atto che una correzione è necessaria. Anche per fermare, spiegano esponenti renziani, quelle spinte populiste e anti-euro che dal referendum ateniese alzano ancora di più la testa in tutta Europa.

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