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FACCIAMOCI SENTIRE 6 Luglio Lug 2015 1318 06 luglio 2015

Grecia, anche rispettare le regole è segno di democrazia

Ben venga il referendum. Ma è fondamentale non venire meno agli impegni presi.

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Alexis Tsipras.

Anche questa settimana è iniziata con le borse internazionali in caduta libera per via di quanto sta succedendo in Grecia.
Il risultato del referendum voluto da Tsipras non ammette dubbi su quello che i greci pensino sulla loro permanenza nell’Unione Europea. La sera del 5 luglio hanno festeggiato come se avessero già trovato una soluzione ai loro problemi che invece (e purtroppo) restano per intero.
Votare è sempre grande segno di democrazia, come per altri aspetti lo è rispettare le regole e gli impegni presi.
I PROBLEMI DELLA GRECIA RESTANO. La storia dirà se Tsipras abbia agito da statista o abbia fatto prevalere l’opportunismo politico. Ma il voto greco non cancella né i debiti, né i problemi che ne conseguono.
Consente certamente di affrontare la difficile situazione alla luce di una espressione popolare che in pochi avrebbero immaginato così quantitativamente importante per il “no”. Questo risultato ha effetto in tutta Europa e in particolare nel nostro Paese dove, secondo l’italica tradizione, tutti cercheranno di saltare sul carro del vincitore dando fiato alle parte più radicali della politica.
Non a caso Vendola, Grillo, Fassina, Castellina, Ferrero, almeno secondo quanto riportato dai giornali, sono andati ad Atene per sostenere il “no” al referendum; altri forse non sono andati ma hanno condiviso la stessa decisione come Salvini, Meloni e Brunetta. Speriamo che i primi abbiano almeno viaggiato a spese loro senza mettere la loro trasferta sulle spalle del contribuente italiano.
È FACILE ATTACCARE ORA LA GERMANIA. D’Alema, che approfitta di ogni circostanza per far sfoggio della sua intelligenza, ha riguadagnato un po’ della sua appannata visibilità con una intervista a RaiNews24 nella quale ha dichiarato: «Aiuti alla Grecia? Andati alle banche tedesche».
Se lo dice lui sarà probabilmente vero. Peccato però che Baffino lo dica solo ora, ovvero nel momento in cui dire qualcosa contro la Germania o Merkel fa guadagnare consensi e popolarità anche a un “rottamando” come lui.
È incredibile come la compagine a cui ha aderito in questa circostanza vada dall’estrema destra alla estrema sinistra saltando quello che una volta veniva definito “il Centro” o meglio ancora il “Centro Moderato”. Miracoli della politica italiana.

L'Italia privata del voto vede nel referendum greco un atto di liberazione

Festeggiamenti ad Atene.

Una cosa comunque è certa e condivisibile: da troppi anni gli italiani sono governati da una coalizione di governo che non abbia avuto il suffragio elettorale.
Siamo al terzo presidente del Consiglio che non è stato votato dopo una normale campagna elettorale. La nostra forma di Repubblica parlamentare consente situazioni simili (fintantoché in parlamento c’è una maggioranza il presidente della Repubblica non scioglie le camere) ma gli italiani si sentono, e a ragione, defraudati da troppo tempo della possibilità di potersi esprimere nel segreto dell’urna.
Anche per questo hanno visto nella decisione di Tsipras un atto di liberazione popolare che riguardava il nostro Paese apprezzandone quindi il coraggio e assumendolo a ruolo di eroe. Non c’è dubbio che la politica “vera” sia passione, ma in politica occorre sempre trovare un buon equilibrio tra la testa e il cuore.
ANCHE MERKEL PUÒ INDIRE LA SUA CONSULTAZIONE. Se il referendum è un distillato di democrazia, Merkel potrebbe indirne un altro in Germania per stabilire se il suo popolo sia più o meno disponibile ad aiutare Atene nel senso auspicato dagli ellenici.
E sarebbe interessante leggere i commenti delle stesse persone oggi entusiaste per quanto visto in Grecia: non credo che ascolteremmo lo stesso inno alla democrazia al quale assistiamo in questi giorni qualora il 60% dei tedeschi rifiutasse la proposta.
Intanto, e può sembrare una contraddizione, “vincitori e vinti” dovranno confrontarsi con la Bce che in qualche modo rappresenta il potere bancario secondo molti responsabile di tantissimi guai dell’Eurozona ma anche il fulcro di qualunque possibile soluzione che consenta di uscire dalla impasse attuale.
OCCORRE RISPETTARE GLI IMPEGNI PRESI. Ho già scritto come occorra trovare delle soluzioni basate non soltanto sull’efficientismo contabile ma rispettando viceversa il vasto strato della popolazione greca che è allo stremo.
Se Tsipras attraverso il suo referendum (condivisibile o meno che sia) ha messo l’oligarchia europea di fronte alle proprie responsabilità, almeno per reciprocità ha messo anche il suo popolo di fronte alle proprie.
Qualunque sia la soluzione finale non ci saranno prove d’appello per entrambe le parti e ognuno dovrà far fronte agli impegni che avrà preso. L’auspicio è che l’Europa possa avere un volto diverso, ma anche l’appartenenza a una qualunque “enclave” necessita di accettare regole che debbono poi essere rispettate. E poiché in medicina è sempre meglio prevenire che curare, spero anche che il nostro Paese si organizzi in fretta con le riforme necessarie per non trovarsi a breve nella stessa situazione.

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