Campania 150629124825
POLITICA 7 Luglio Lug 2015 1435 07 luglio 2015

Campania, la Giunta De Luca a trazione salernitana

Nella nuova giunta solo fedelissimi del governatore. Pd campano a stecchetto.

  • ...

Vincenzo De Luca.

Salerno caput mundi. Aveva promesso: «Nominerò un vice che vi farà sognare», seminando interesse e curiosità fra cronisti e osservatori che ora si chiedono - un po’ delusi - perché mai dovrebbero “sognare” di fronte al nome del buon Fulvio Bonavitacola, salernitano e avvocato amministrativista, che è stato scelto per il prestigioso incarico di numero due in Regione Campania.
Promessa mancata? Forse. Ma per il resto, Vincenzo De Luca - 66 anni, nativo di Ruvo del Monte, ex sindaco a Salerno - è riuscito finora a onorare tutte le promesse che aveva esternato in campagna elettorale: la mattina del 6 luglio, entrando di soppiatto da un ingresso laterale per spiazzare giornalisti e curiosi, ha preso finalmente possesso di palazzo Santa Lucia annunciando trionfante i nomi della “sua” giunta, che nasce - come da ripetuti annunci - «senza patteggiamenti con i partiti e tantomeno con le solite lobby» e men che meno con tutti quelli che lo hanno sostenuto e votato.
GIUNTA A TRAZIONE ROSA. Non solo: nella distribuzione degli incarichi, ‘o sceriffo (come - affettuosamente e no - lo chiamano nella sua Salerno) ha rispettato le cosiddette “quote rosa”, anzi ha perfino esagerato fino al punto da dover poi rimediare infilando in extremis almeno un paio di maschietti in una compagine che si era affollata di sole donne (sei su otto, tutte tecniche, molte “salernitane” d’adozione o di fatto).
Il governatore, fedele alle promesse, ha concretizzato anche il suo slogan numero uno («Chi vince governa»), nominando un pool di consiglieri esperti (che da lui dipenderanno) ma trattenendo di fatto per sé le deleghe ai Trasporti, alla Sanità, al Turismo e alla Cultura (oltre ad agricoltura e ambiente), cioè a tutti gli incarichi che davvero contano in una istituzione come la Regione Campania dove solo la spesa sanitaria si mangia oltre il 50 per cento delle spese annuali.
SALERNIZZAZIONE DELLA CAMPANIA. Salerno caput mundi. Coerente e fedele agli impegni assunti, Vincenzo De Luca - secondo le prime critiche che già affiorano a denti stretti negli entourage politici - ha mantenuto anche l’impegno (o la minaccia?) di “salernitanizzare” le nomine dei vertici che dovranno amministrare la Campania. In particolare il Partito democratico, di cui il governatore si professa militante (anche se “disincantato”) aveva chiesto, tramite il segretario regionale Assunta Tartaglione, la nomina di un vice-presidente napoletano così da bilanciare almeno in parte gli equilibri territoriali troppo spostati verso Salerno e Avellino (il presidente del consiglio è Rosetta D’Amelio, irpina ed ex sindaco di Lioni, amica di vecchia data di De Luca).
La risposta? Sì, no, forse, vedremo. Alla fine, ‘o sceriffo ha scelto: il vice è Fulvio Bonavitacola, salernitano fino al midollo, parlamentare, avvocato amministrativista, presidente dell’Autorità portuale di Salerno, ascoltato consigliere e amico fraterno del governatore fin dagli esordi.
Non soddisfatto della promozione, De Luca gli ha affidato anche l’assessorato all’Urbanistica.
Uno schiaffo, secondo molti, alle “pretese” del Pd campano (e soprattutto di quello napoletano, che negli anni di Antonio Bassolino governatore comandava su tutto e su tutti).

L'esercito degli scontenti: da Pace a Viganoni

Tutti segnali inequivocabili, questi, che dimostrano come da parte di De Luca non ci sia alcuna volontà di mediazione e che anzi permanga il fermo intento di governare da solo e come meglio crede.
Ma ‘o sceriffo è anche furbo. E sa che il modo migliore per tenere al guinzaglio amici e avversari è quello di lasciarli il più possibile sulla graticola delle ambizioni individuali e di gruppo: si spiega così, secondo molti, la scelta di trattenere per sé le deleghe più appetitose. L’intenzione sarebbe quella di poter giocarsele di volta in volta allo scopo di stuzzicare legittime voglie e contrattare nuovi consensi. Un gioco sofisticato, il suo. Destinato a complicarsi ulteriormente quando - di qui a poco - bisognerà nominare i presidenti delle commissioni e i vertici degli innumerevoli posti di sottogoverno.
PASQUINO TRA I GRANDI ESCLUSI. Per ora, c’è chi esulta. E chi c’è rimasto male. Tra gli esclusi più illustri dalla giunta c’è di sicuro Raimondo Pasquino, ex rettore dell’università di Salerno e attualmente presidente del Consiglio comunale di Napoli. Pasquino, figura di mediazione, era dato addirittura per il probabile vice che avrebbe tranquillizzato i centristi di Ciriaco de Mita e molti altri partiti. Invece, non gli è stato conferito neanche un assessorato minore.
Delusione - per ora - anche per una salernitana, Angela Pace, funzionario regionale e commissario Etp (l’ente per il turismo) che avrebbe dovuto ottenere l’assessorato al turismo in nome dell’intesa tra De Luca e i vertici dell’Udc.
E delusione, per ora, si registra anche per un altro nome che nei giorni scorsi girava forte: Lida Viganoni, ex rettrice dell’istituto universitario Orientale.
Altri illustri “trombati” risultano, tranne sorprese postume, anche Antonella Sannino che era destinata ai trasporti e Giuseppe Zuccatelli che in molti davano alla Sanità.
NIENTE TRATTATIVE COI PARTITI. La verità è che tutti i nomi legati a presunte trattative fra i partiti sono saltati senza eccezione o quasi perché di trattative non se ne è vista l’ombra. Né il Pd campano ritiene un “suo” uomo Amedeo Lepore, cui è stata affidata la delega alle attività produttive.
Lepore è uno stimato professore universitario di storia economica che in passato ha militato nel Pci e nelle successive aggregazioni per poi assumere posizioni disincantate. Tra Roma e - soprattutto - Salerno è da rintracciare l’origine e l’impronta professionale degli altri assessori.
Serena Angioli, che si occuperà di fondi europei, è romana ma ha collaborato con il Comune di Salerno in quanto esperta di programmazione e dirigente dell’Agenzia nazionale per i giovani. Lidia D’Alessio, assessore al bilancio, è docente di economia aziendale. E’ stata contrattista quadriennale all’università di Salerno. Valeria Fascione, assessore all’internazionalizzazione, è direttore del marketing della Fondazione Idis Città della Scienza di Bagnoli. Lucia Fortini, assessore alla scuola e alle politiche sociali, insegna Scienze politiche alla università Federico II di Napoli. Assessore alla formazione è Chiara Marciani, originaria di Mercato san Severino (alle porte di Salerno), un’esperienza nella società regionale Arcadis e un ‘impronta politica - dicono - marchiata Scelta Civica. Sonia Palmieri è l’assessore alle risorse umane. I consiglieri esperti sono Francesco Caruso, Paolo De Ioanna, Mario Mustilli, Sebastiano Maffettone. Il capo di gabinetto è Sergio De Felice, già consigliere di Stato e magistrato del Tar. Ora, finalmente, si lavora. E c’è da giurarci che per De Luca sarà una guerra.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso