PROFILO 8 Luglio Lug 2015 0700 08 luglio 2015

Schäuble, il falco tremendo dell'Ue targata Germania

Grigio. Inflessibile coi greci. Indurito dall'attentato che l'ha ridotto in carrozzina. Schäuble, ministro della Merkel, è l'uomo austerity. Con una macchia: tangenti.

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Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.

Germania contro Grecia, ministro delle Finanze contro ministro delle Finanze.
Dopo l'Oxi - il 'no' popolare di Atene all'austerity - le posizioni dei due opposti rimangono ostinatamente fisse: un fermo immagine quasi caricaturale.
Se non fosse che il tedesco Wolfgang Schäuble ha perso il suo nemico giurato, l'anti paladino del rigore Yanis Varoufakis.
Un Davide contro Golia, è stato scritto, ma è ancora tutto da vedere come andrà a finire.
A dettare legge nell'Eurozona resta un uomo altrettanto ricco e famoso.
COSTRUTTORE DELL'EURO. Ma grigissimo, più vecchio e anche parecchio più potente del rampollo dell'élite greca socialista che si è radicalizzato in Syriza. E che, nominato ministro da Alexis Tsipras, con cognizione di causa definì Schäuble la «forza intellettuale dietro il progetto dell'Unione monetaria europea».
PROGETTO MAL CONCEPITO. Progetto mal congegnato, s'intende. Quello di Varoufakis non era un complimento.
Ma l'avviso di quanto fosse dura far cambiare imprinting e obiettivi - un new deal all'americana e la condivisione del debito - a un'Europa di Stati forti, che, alle loro regole, hanno “integrato” gli Stati più deboli, secondo un disegno conservatore concepito con acribia e tenacemente perseguito, per decenni, da Schäuble.
CANCELLIERE MANCATO. Quasi tutti conoscono come il «falco» del governo Merkel il suo 73enne ministro ombra, condannato da un attentato a vivere in sedia a rotelle.
Ma, fuori della Germania, ne ignorano le macchie politiche e il suo ruolo centrale, pur da dietro le quinte.
Come pupillo e stretto consigliere di Helmut Kohl, nell'unificazione tedesca prima e nella costruzione della disciplina fiscale e di bilancio - da Maastricht, al Patto di stabilità, infine al Meccanismo del Fondo salva-Stati (Mes) che ha dato i soldi alla Grecia - dell'Unione europea poi.

Esattore fiscale, poi stretto consigliere di Kohl

Wolfgang Schäuble.

Capita di sentire Angela Merkel ripetere ai governi europei di «fare i compiti casa».
Seccato, Schäuble è arrivato anche a chiamare «somari» gli Stati che continuano a sforare i rigidi parametri Ue, come, per poco e nel suo interesse, ha fatto anche l'irreprensibile Germania nel 2003.
Il linguaggio riduttivo, amputante per un'Europa unita che dovrebbe avere una visione più plurale e anche flessibile del suo divenire, viene difatti dal ministro delle Finanze che domina l'Eurogruppo, diligente figlio di un consulente fiscale e politico cristiano-democratico (Cdu) del Baden-Württemberg. Esattore fiscale, pure lui, e poi avvocato, dopo le lauree in Legge ed Economia, anche se per poco, prima di iniziare la scalata politica.
MINISTRO SIN DAL 1984. Dal 1972 al 1981 Schäuble era deputato al Bundestag.
Dal 1984 al 1989 ministro della Cancelleria di Kohl e agli Affari speciali.
Dal 1989 al 1991, nel delicato passaggio di capitale da Bonn a Berlino, ministro degli Interni.
Presidente della Cdu dal 1998 al 2000, quando l'astro del cancelliere della riunificazione era iniziato a calare.
Poi ancora ministro degli Interni dal 2005 al 2009, sotto la prima grande Coalizione targata Merkel. Infine, dal 2009 titolare delle Finanze degli ultimi due governi della Cancelliera.
POTEVA OTTENERE DI PIÙ. Politicamente, poteva ottenere molto di più l'erede designato da Kohl alla sua successione. Il sottile economista e azzeccagarbugli che, già nel 1994, sollecitava Bruxelles ad adottare una politica a «geometrie variabili», con Germania, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo capofila, a guidare l'unione monetaria e «l'integrazione» degli altri sotto regole accentrate e comuni: ricorda qualcosa?
ATTENTATO E TANGENTI. Ma due eventi lo hanno segnato. Gli spari improvvisi di uno schizofrenico, nel 1990, durante un raduno elettorale in una birreria, che gli paralizzarono le gambe. E il coinvolgimento nel grave scandalo di tangenti alla Cdu, esploso nel 2000, che avrebbe marcato, al contrario, l'ascesa della Bundeskanzlerin Angela.
INDURITO DALLA DISGRAZIA. Un uomo, per alcuni commentatori, indurito dalla disgrazia e dalla frustrazione. Sotto gli occhi di tutti quando, qualche anno fa, in una sala piena di giornalisti, Schäuble umiliò pubblicamente (e inutilmente) a più riprese un suo portavoce colpevole di negligenza. Spingendolo, poche ore dopo, alle dimissioni.



  • Il video dell'attacco di Schäuble a un suo portavoce.

Bocciato come capo dello Stato, ma risarcito da Angela

Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble e Angela Merkel.

L'inflessibile «rigorista luterano», che vorrebbe punire la Grecia, nel 1995 fu il protagonista del passaggio, mai del tutto chiarito, di una busta con 100 mila marchi (circa 51mila euro attuali), dal discusso mercante di armi Karlheinz Schreiber nelle casse della Cdu.
Della donazione in nero, Schäuble riferì di non sapere nulla.
Dal suo ufficio di Bonn la busta, «non aperta e intatta» sarebbe finita nelle mani dell'allora tesoriera di partito Brigitte Baumeister, una versione contestata dalla medesima.
AMMISSIONI IMBARAZZANTI. Epperò il poi ministro delle Finanze ammise gli incontri imbarazzanti, scusandosene e dimettendosi dal parlamento.
In quegli anni Merkel spiccò come leader della Cdu al suo posto, arrivando nel 2004, cancelliera in pectore, addirittura a ostacolare la candidatura di Schäuble alla presidenza della Repubblica.
L'ala rigorista bavarese del partito lo voleva, però sull'ex factotum di Kohl pendeva un affaire ancora troppo recente, Angela non voleva bruciarsi.
Ma, anche per accaparrarsi i voti della corrente, l'anno successivo lo avrebbe reintegrato come il suo ministro più influente.
L'UE A TRAZIONE TEDESCA. Dietro l'Ue c'è Merkel e dietro Merkel c'è Schäuble, il teorico dell'Europa a trazione tedesca.
Solo il capo della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi e il presidente degli Usa Barack Obama, volendo, possono spezzare questa catena.
È ferma convinzione di Schäuble, infatti, che la «Germania, come terra al centro del continente e come mostra la storia del Sacro romano impero, abbia una vocazione europea». Un ruolo di punta del quale i tedeschi devono avere un «sano sentimento nazionale».
SPOSATO, QUATTRO FIGLI. Sposato con quattro figli, il falco della Cdu è anche uno strenuo fautore dell'asse franco-tedesco. Ancora, ricorda qualcosa?
In politica estera fece molto discutere il suo sì alla guerra in Iraq, nel 2003, e alle uccisioni mirate, in linea con George W. Bush. E, con l'annessione della Crimea, nel 2014 Schäuble ha equiparato Adolf Hitler («con questi metodi si prese i Sudeti, conosciamo bene la storia») al presidente russo Vladimir Putin, che ora tende la mano ad Atene.
DISCIPLINA E LAVORO. Vecchie repulsioni e vecchi paragoni.
Nel 1984, quando Kohl accostò la propaganda di Gorbaciov a quella nazista di Goebbels, il suo giovane consigliere lo dissuase dallo scusarsi, per non «apparire debole».
Critico verso l'eccessiva austerity e le politiche di Merkel, molti anni dopo il vecchio Kohl avrebbe tacciato Schäuble di «ipocrisia». Ma obiettivamente, lo Schäuble luterano che una volta ha sbagliato si concede poco.
VACANZE? NO, LAVORO. Varoufakis gira il mondo in moto e cena con la sua bella compagna sugli attici con la vista sul Partenone.
Schäuble si rifugia in carrozzina con la famiglia, al chiuso del suo buen retiro in Frisia, spazzato dal vento gelido del Mare del Nord. «Anche durante le vacanze», ha dichiarato, «il mio piacere è il lavoro».

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