Slitta a 21/07 nuove presidenze Camera
IMPASSE 9 Luglio Lug 2015 1723 09 luglio 2015

Finanziamento ai partiti, mancano i controlli: a rischio la rata

Senza l'ok della commissione stop alla penultima tranche di 16 mln.

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Mancano i controlli e i partiti potrebbero vedere sfumata la rata - la penultima, visto che il finanziamento sarà abolito nel 2017 - di contributo pubblico relativo al 2013, che per il 2015 ammonta a 16 milioni di euro, meno di un quarto di quelli attribuiti nel 2013.
A rischiare il posto sono i dipendenti dei partiti, hanno fatto sapere i tesorieri.
LA COMMISSIONE NON HA RISORSE. L'impasse nasce dalla mancata certificazione dalla commissione di garanzia degli statuti e per il controllo e la trasparenza dei rendiconti dei partiti politici sui bilanci dei partiti nel 2013. Il motivo? «L'insufficienza delle risorse strumentali e di personale a essa assegnate», ha spiegato la commissione.
Così la presidente della Camera Laura Boldrini ha incaricato Gianni Melilla di Sel di approfondire sulle «conseguenze giuridiche derivanti dalla mancata espressione del giudizio di regolarità in merito ai rendiconti 2013», riferendo all'ufficio di presidenza entro la fine di luglio. Il 31, infatti, scade il termine di pagamento della rata.
LA VERSIONE DI BOLDRINI. La versione di Boldrini, infatti, è differente. All'ufficio di presidenza, la presidente ha spiegato che la Camera ha assicurato alla commissione il personale di segreteria e le strumentazioni necessari a operare. Anche se per dotarla di personale particolarmente qualificato nella analisi di documenti contabili sarà necessaria una apposita legge.
I tesorieri hanno proposto una soluzione alternativa: pagare almeno un terzo del contributo nelle more degli accertamenti. La sanzione massima per l'irregolare presentazione dei rendiconti, viene spiegato, è dei due terzi del contributo.
CHI NOMINA LA COMMISSIONE. La commissione di garanzia degli statuti e per il controllo e la trasparenza dei rendiconti dei partiti politici è composta da cionque componenti di cui: uno designato dal Primo presidente della Corte di cassazione, uno designato dal presidente del Consiglio di Stato e tre designati dal presidente della Corte dei conti.
Tutti i componenti sono scelti fra i magistrati dei rispettivi ordini giurisdizionali con qualifica non inferiore a quella di consigliere di cassazione o equiparata.
La Commissione è nominata con atto congiunto dei presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Lo stesso atto individua tra i componenti il presidente della Commissione, che ne coordina i lavori.
Ai componenti della Commissione non è corrisposto alcun compenso o indennità per l'attività prestata ai sensi della presente legge. Il loro mandato è esclusivo, dura quattro anni ed è rinnovabile una sola volta.


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