Giannini Scuola 140228172012
SCHEDA 9 Luglio Lug 2015 1030 09 luglio 2015

La Buona scuola, i contenuti della riforma

Un posto per 100 mila nuovi docenti. Che saranno valutati dai presidi. Agevolazioni e detrazioni fiscali. I punti del ddl.

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Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.

La Buona scuola è legge. L'Aula della Camera ha definitivamente approvato il testo della riforma con 277 sì, 173 no e quattro astenuti. Ecco i contenuti principali.

100 MILA PRECARI ASSUNTI. La norma più significativa, soprattutto sotto il profilo occupazionale, è quella che prevede l'assunzione immediata di 100 mila precari entro settembre. I nuovi docenti saranno pescati tra i vincitori del concorso del 2012 e quelli presenti nelle graduatorie provinciali. I secondi possono essere costretti ad accettare una cattedra fuori dalla propria regione. Ognuno deve scegliere online un minimo di cinque province, l'assunzione scatta se c'è un posto libero in una di queste.

UN NUOVO CONCORSO. Entro il primo dicembre è prevista l'emanazione del bando per il nuovo concorso. I posti in palio sono 60 mila, senza quote riservate ai precari. Il servizio prestato a scuola, però, farà punteggio.

UNA CARTA PER GLI INSEGNANTI. In arrivo anche la Carta dell'insegnante, attraverso la quale un docente potrà effettuare acquisti utili all'aggiornamento, fino a un massimo di 500 euro all'anno. La riforma rende obbligatoria la formazione, alla quale il ministero destina 40 milioni di euro l'anno.

PIANI TRIENNALI. All'autonomia scolastica spetta la decisione dei programmi, restando sempre entro gli indirizzi delineati dal dirigente scolastico. I piani devono essere varati su tre anni, e presentati entro il mese di ottobre antecedente al triennio in questione. Entro il mese di settembre di ogni anno verrà assegnato il Fondo di finanziamento, incrementato di 126 milioni. Alle elementari spetta una particolare attenzione all'inglese, la musica e l'educazione motoria. Alle medie si prevedono miglioramenti nelle discipline non linguistiche in lingua straniere, nelle competenze logico-matematiche, nella Storia dell'arte, l'educazione interculturale, la lotta alla dispersione scolastica.
L'organico dell'autonomia sarà formato da quello attuale di diritti e dai posti per il potenziamento. Dal 2016/2017 gli organici saranno regionali, i docenti di ruolo restano invece titolari nella scuola in cui sono attualmente in servizio.

PRESIDE-SCERIFFO. Una delle parti più discusse della riforma è quella che riguarda il super preside, o preside sceriffo. A lui spetta la valutazione dei nuovi docenti, dopo aver sentito il parere del Comitato di valutazione (composto da tre insegnanti, un soggetto esterno e due genitori), sulla base di criteri generali stabiliti dal ministero dell'Istruzione.
I docenti considerati migliori verranno premiati. Sempre il preside, con gli organi collegiali, ha la possibilità di individuare percorsi formativi e iniziativa per l'orientamento e la valutazione delle eccellenze. Dal 2016/2017, il preside sceglie i docenti da assumere pescandoli dagli albi territoriali, dando loro incarichi triennali. Può inoltre scegliere fino al 10% degli insegnanti come suoi collaboratori, tagliare le classi pollaio e assegnare le supplenze fino a 10 giorni agli insegnanti dell'organico dell'autonomia.
Ogni tre anni, finire sotto esame, toccherà ai super presidi.

MATERIE OPZIONALI PER FARE CURRICULUM. Per migliorare i curricula degli studenti in vista dell'università, gli istituti possono aggiungere materie opzionali, aumentando il monte ore o sfruttando la quota di flessibilità oraria prevista dall'autonomia scolastica.

SCUOLA E LAVORO. Non solo libri. Agli studenti degli ultime tre anni degli istituti tecnici saranno offerte almeno 400 ore di tirocinio in azienda o presso strutture pubbliche. Tali attività potranno impiegare anche i mesi di vacanza. Nei licei, le ore, saranno solo 200. Durante le vacanze le stesse scuole possono essere aperte ad attività ricreative e culturali programmate e svolte da onlus ed enti del terzo settore.

BANDA ULTRALARGA. La riforma prevede anche un forte accento sulla digitalizzazione, con l'estensione della banda ultralarga agli istituti e la nascita del portale unico dei dati della scuola, con tutti i curricula degli insegnanti.

AGEVOLAZIONI E DETRAZIONI FISCALI. Con l'intento di finanziare la scuola, sono previste agevolazioni fiscali per i cittadini e le società che donano fino a 100 mila euro all'anno alle scuole. Detrazione fiscale fino a 400 euro all'anno per i genitori che hanno figli iscritti nelle scuole paritarie.

4 MILIARDI PER L'EDILIZIA. Rientra nella riforma anche il pacchetto sull'edilizia scolastica da 4 miliardi di euro per migliorare e mettere in sicurezza le scuole esistenti e costruirne di nuove.

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