Marò:Mattarella, esploriamo varie strade
DIPLOMAZIA 10 Luglio Lug 2015 2247 10 luglio 2015

Marò, «L'India deve accettare l'arbitrato»

Per l'Hindustan Times, il governo di New Delhi non si può opporre alla richiesta italiana.

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E alla fine accordo fu. La vicenda dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sembrerebbe andare verso la celebrazione di un arbitrato internazionale, come chiesto dall'Italia. L'India, secondo il quotidiano Hindustan Times che cita fonti vicino al dossier, non avrebbe altra scelta che adeguarsi. In particolare un responsabile del ministero dell'Interno indiano ha spiegato che «l'Italia ha formalmente chiesto un arbitrato internazionale nel caso dei due fucilieri nell'ambito della Convenzione dell'Onu sul diritto del mare (Unclos)».
«L'India», ha proseguito la fonte, «firmataria di tale Convenzione che con l'articolo 287 fornisce metodi di soluzione delle dispute. E il presupposto legale di base è che se una parte in una vertenza cerca un arbitrato, l'altra dovrà dare il suo accordo».
RIUNIONE DEI MINISTERI IL 12 LUGLIO. Il caso è all'esame della Corte Suprema, ricorda il giornale, e il governo indiano ha richiesto un parere legale al riguardo, mentre domenica 12 luglio vi sarà una nuova riunione di rappresentanti dei ministeri di Interni, Esteri e Giustizia, per definire una posizione da presentare nella prossima udienza della Corte.
Riguardo alla scadenza, il 15 luglio, della autorizzazione per Latorre di restare in Italia per seguire terapie legate all'ictus subito il 31 agosto scorso, il giornale sostiene che i suoi legali hanno presentato una istanza alla Corte Suprema in cui chiedono che il fuciliere possa restare in Italia, dato anche che il governo italiano ha chiesto un arbitrato internazionale. La questione, conclude il quotidiano, dovrebbe essere esaminata dalla Corte Suprema la settimana prossima.

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