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EDITORIALE 11 Luglio Lug 2015 1108 11 luglio 2015

Alicio nel paese delle meraviglie

Enrico Letta si indigna per le parole di Renzi. Nel solco dell'ipocrisia dorotea.

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Enrico Letta e Matteo Renzi.

Ogni tanto, nonostante ci stia mettendo del suo perché ciò non accada, vien voglia di simpatizzare con Matteo Renzi. Succede che in una conversazione telefonica privata, ma finita negli atti di un'inchiesta sulle coop per il cosiddetto effetto a strascico (in questo caso l'intercettato è un generale della Guardia di finanza che parla con lui) il premier dice del predecessore Enrico Letta cose che in molti, compreso il sottoscritto, potrebbero condividere.
E cioè, detto in sintesi, che è un mollaccione, un debole, che non ha la cattiveria necessaria per muoversi con determinazione e tempismo nel Paese in tempesta. «Perfetto per il Quirinale», chiosa Renzi alla fine, come a dire che indosso a Enrico sta meglio un vestito istituzionale, paludato, che non la divisa del decisionista d'assalto.
IDENTIKIT DEL PERFETTO DEMOCRISTIANO. Insomma, il buon Matteo dipinge del suo collega di partito l'identikit del perfetto democristiano, uno che non decide, fa melina, è nato e cresciuto nelle stanze paludose dei palazzi romani e ne porta l'imprinting fatto di un approccio alla realtà curialmente doroteo.
LETTA: «PEGGIO DI HOUSE OF CARDS». Bene. Che fa Enrico Letta nello scoprire quel che il premier pensa di lui? Apriti cielo: sconcerto, squallore, vibrante indignazione, una melma che al confronto House of cards è un asilo per l'infanzia. Morale: mentre Renzi lo tranquillizzava a suon di #enricostaisereno, il toscano infingardo gli stava scavando la fossa.
ERA SOLO UN GIUDIZIO SULLA PERSONA. A parte la guasconata di pubblicare una intercettazione che nulla c'entra con l'inchiesta per cui è stata autorizzata (ma giornalisticamente capisco che Il Fatto quotidiano non vada per il sottile e ci intinga il biscotto), che mai avrebbe detto Renzi di così sconvolgente? Ha rivelato notizie di reato, ha detto di aver pagato parlamentari per far cadere il governo del suo predecessore, di aver ordinato ai Servizi di spiarlo mentre si fa la barba o accompagna i figli a scuola?
No, ha semplicemente dato un giudizio sulla persona, non certo lusinghiero per chi lo riceve, e comunque nell'ambito di una conversazione privata. Al telefono, sfido chiunque a sostenere il contrario, si dicono cose che voi umani...
Invece Letta, nel solco dell'ipocrisia dorotea, parla di squallore, decadenza, dove siamo finiti, e via tutto il campionario retorico dell'indignazione.
LA POLITICA NON È IL PAESE DELLE MERAVIGLIE. Davvero peccato non si possa leggere (ma non è detto, prima o poi succederà) una sua intercettazione dove parla di Renzi. Giusto così, per vedere se parole e toni sono quelli di un chierichetto, se con eloquio forbito e rispettoso rilascia pacati giudizi su colui che lo ha sfrattato da Palazzo Chigi.
D'accordo, il modello della tenzone politica non dovrebbe essere House of cards, ma nemmeno Alice nel paese delle meraviglie. In fondo, come diceva uno che se ne intendeva, Rino Formica, la politica è fatta anche di sangue e merda.

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