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EUROSUMMIT 12 Luglio Lug 2015 2211 12 luglio 2015

Grecia, al centro dei negoziati la linea dei falchi

Bozza Ue durissima sulla Grecia. Tornano le misure dei memorandum. Ritorno della Troika, licenziamenti collettivi e riforme da approvare in tre giorni. Il live.

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Il premier greco Alexis Tsipras.

da Bruxelles

È la nemesi europea contro l'hybris greca quella che si è consumata a Bruxelles il 12 luglio. Dopo un Eurogruppo a oltranza, iniziato sabato 11 luglio e continuato sino alle 16 del giorno dopo, senza però la pubblicazione di un testo di conclusione ufficiale, e quindi, fondamentalmente, un accordo sull'apertura dei negoziati con Atene per un terzo salvataggio, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha deciso di cancellare il summit a 28.
Una notizia che ha fatto ben sperare, perché letta come l'esclusione dal tavolo di discussione europeo di una Grexit. Ma in realtà il documento di «analisi tecnica» finito al centro dell'Eurosummit - non definitivo e certo solo una bozza – è l'impronta netta dei falchi.
LICENZIAMENTI COLLETTIVI. La bozza prevede il ritorno della Troika ad Atene, l'introduzione dei licenziamenti collettivi. E chiede a Tsipras di portare in parlamento un pocker di quattro riforme, pensioni, Iva, fisco e persino la riforma del codice di procedura civile, da approvare in tre giorni. E tutto questo mentre l'esecutivo di Syriza vacilla – quattro ministri potrebbero dare le dimissioni – e gli istituti di credito ellenici sono al collasso e appesi ancora una volta ai rubinetti della Bce.

L'Eurogruppo chiede la resurrezione della Troika ad Atene

Ora sono i leader della zona euro a dover trovare la quadra, ma se il negoziato tecnico è in alto mare, quello politico sembra essere naufragato. L'onda anomala che tutti denunciano essere stata fatale è il referendum indetto da Tsipras contro le misure di austerity, che avrebbe minato definitivamente la fiducia nei confronti del governo greco.
A rivendicarla sono stati la maggior parte dei leader dell'Eurozona, a partire naturalmente da Angela Merkel. «La valuta più importante è già stata persa: è la fiducia. Saranno negoziati molto duri. Non ci sarà un accordo a qualunque costo», ha detto la cancelliera tedesca al suo arrivo all'Eurosummit di Bruxelles.
HOLLANDE PROVA A OPPORSI. Una stretta contro la quale la Francia si è subito opposta: «La Francia farà di tutto per raggiungere un accordo oggi, permettendo alla Grecia di restare nella zona euro», ha detto il presidente francese François Hollande, secondo cui «non esiste una Grexit temporanea: o c'è Grexit oppure no». Distanze che danno l'idea di quanto l'asse franco tedesco, su cui si fonda l'Unione, si stia per la prima volta platealmente spezzando.
Ma per ora è la posizione tedesca a riflettersi nel sacrificio richiesto ai greci.
TSIPRAS COMMISSARIATO. Le condizioni per iniziare i negoziati di un terzo programma di salvataggio finanziario della Grecia sono ancora più dure e costringono Tsipras ad accettare una sorta di commissariamento politico e fiscale, oltre che fare una vera e propria marcia indietro annullando tutte le decisioni prese da gennaio.
La Bild ha addirittura ripostato che: «L'Fmi ipotizza un governo tecnico per i negoziati», a conferma, ancora una volta, di quanto siano ostili e scettiche le istituzioni nei confronti del premier ellenico
Secondo una bozza elaborata ma non approvata dall'Eurogruppo è stato infatti chiesto a Tsipras un impegno a «normalizzare pienamente i metodi di lavoro con le istituzioni». In pratica viene sancito il ritorno della ex troika (Commissione europea, Bce, Fmi), «compreso il lavoro necessario da effettuare sul terreno ad Atene», al fine di «migliorare l'attuazione e il monitoraggio del programma».
LA TROIKA RISORGE. La missione tecnica ad Atene delle tre istituzioni rappresentanti i creditori, che controllava tutte le misure prese dal governo greco, e che Tsipras ha rigettato appena salito al governo perché considerata il simbolo delle politiche d'austerità imposte ai greci, deve ritornare in Grecia, è il messaggio dell'Eurogruppo.
Il governo greco «dovrà consultare le istituzioni e concordare con loro tutte le proposte legislative» nelle aree interessate dal programma di assistenza, e questo «con adeguato anticipo prima che siano sottoposte a consultazione pubblica o del Parlamento», si legge nel documento dell'Eurogruppo.

Missione: cancellare l'operato di Tsipras, reintrodurre licenziamenti collettivi

Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem con Alexander Stubb.

Fra parentesi quadre – e quindi punti che potrebbero essere cancellati perchè non si è raggiunto un accordo a riguardo - la bozza aggiunge anche un ultimo punto, che richiederebbe un impegno da parte di Atene a «emendare o compensare» eventuali atti legislativi adottati nel 2015 dal governo Tsipras che siano «tornati indietro», cioè «non concordati con le istituzioni (la ex troika, ndr) e che vadano in senso contrario rispetto agli impegni presi nel quadro della dichiarazione del 20 febbraio scorso» sull'accordo fra la Grecia e l'Eurogruppo.
L'Eurogruppo chiede, inoltre, «un rafforzamento delle riforme, tra cui la reintroduzione dei licenziamenti collettivi e la revisione della contrattazione collettiva in linea con le 'best practice' europee», si legge nel documento di lavoro dell'Eurogruppo sul tavolo dei leader.
IL FONDO DA 50 MLD. E ancora, come suggerito da Berlino, l'Eurogruppo propone ai leader dell'eurozona di chiedere alla Grecia un piano di privatizzazioni dettagliato o in alternativa il conferimento di attività da alienare per 50 miliardi di euro, ad un fondo indipendente e già esistente, allo scopo di ridurre il debito pubblico.
Il fondo, puntualizza l'eurogruppo nella bozza, verrebbe gestito dalle autorità greche, per quanto sotto la supervisione delle istituzioni europee.
Una indicazione che rappresenta un chiaro sintomo della perdita di fiducia non solo della Germania ma dei paesi della zona euro nei confronti del governo di tsipras e in di tutti i governi greci.
LEGIFERARE ENTRO IL 15 LUGLIO. Per i ministri delle finanze dell'eurozona è indispensabile un impegno di Atene a «legiferare», cioè a far passare al voto del Parlamento entro il 15 luglio, almeno sei misure di riforma, fra le quali un nuovo Codice di Procedura Civile, che «costituisce una importante revisione delle procedure e del sistema della giustizia civile e potrebbe accelerare significativamente gli iter giudiziari e ridurne i costi».
Le altre riforme da votare immediatamente, sempre secondo la bozza, sono quelle relative alla razionalizzazione del sistema di raccolta dell'Iva, alcune misure per migliorare la sostenibilità di lungo termine del sistema pensionistico (come parte della più generale riforma di tutto il sistema), una normativa che garantisca la piena indipendenza dell'Istituto di statistica nazionale (Elstat), e la trasposizione della nuova direttiva Ue per il salvataggio e la risoluzione bancarie (Brrd).
Inoltre, sempre secondo la bozza, la Grecia dovrà dare piena attuazione alle disposizioni derivanti dal Trattato sul 'Fiscal Compact', e in particolare rendere operativo il 'Consiglio di Bilancio', in modo che scattino tagli automatici di spesa quando si profilino deviazioni dagli obiettivi di avanzo primario (il bilancio pubblico al netto della spesa per gli interessi sul debito) concordati nel futuro programma di salvataggio.

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