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TENSIONE 13 Luglio Lug 2015 0023 13 luglio 2015

Grecia, l'Ue si spacca: Berlino vs Francia e Bce

Hollande contro Merkel. E poi Schaeuble contro Draghi. A Bruxelles l'asse franco tedesco non c'è più. E la Germania porta allo scoperto lo scontro con la Bce. 

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Wolfgang Schaeuble e Mario Draghi.

L'Unione europea non è mai stata così spaccata. La base su cui è stata costruita, l'asse franco tedesco, non c'è più. La Germania fa terra bruciata e, dopo aver mandato in scena all'Eurogruppo uno show-down con la Bce che covava da tempo con uno scontro aperto Schaeuble-Draghi, mette anche a dura prova il suo rapporto con la Francia in un momento cruciale per l'avvenire dell'Europa.
Il problema non è più solo la Grecia, ma le linee di faglia che Berlino sta alimentando tra i 19 e che stanno emergendo nei confronti di Atene.
MERKEL - HOLLANDE SU FRONTI CONTRAPPOSTI. Ormai spaccati a metà, con il fronte pro-accordo guidato dal presidente francese François Hollande insieme al premier Matteo Renzi, e dall'altra quello del 'Grexit' capeggiato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, dietro cui si sono allineati i paesi del Nord, dell'Est e i baltici. Che la spaccatura stia diventando profonda lo dimostra l'inedito scontro tra il ministro delle Finanze tedesco e il presidente della Bce (minimizzato dai rispettivi portavoce) in piena riunione dell'Eurogruppo, a mezzanotte. E la repentina decisione del presidente Jeroen Dijsselbloem di sospendere i lavori e riaggiornarli all'indomani, prima del consumarsi definitivo di una rottura resa ancora più grave dal contesto di crisi.

Scontro tra Schaeuble e Draghi: redde rationem contro la Bce

Euclid Tsakalotos, ministro delle Finanze greco.

«Non prendermi per stupido», ha gelato Schaeuble, rivolgendosi a Draghi mentre questo spiegava ai 19 quanto era stato fatto nel 2012 per alleggerire il debito greco. Berlino non ha mai digerito il «whatever it takes» del numero uno della Bce per salvare l'eurozona. Il presidente della Buba Jens Weidmann fu il solo a votare contro il programma Omt, il 'bazooka' per l'acquisto dei titoli di stato per difendere i paesi dell'eurozona. E non ha nemmeno apprezzato il Qe.
OPPOSIZIONE A DRAGHI ALLO SCOPERTO. Nell'ultimo anno si sono moltiplicate le indiscrezioni di scontri tra Weidmann e Schaeuble con Draghi, che un anno e mezzo fa ha perso l'unico alleato tedesco nella Bce, Joerg Asmussen. Il braccio di ferro di Berlino è da mesi che si fa sempre più intenso anche con Parigi. E che ora ha raggiunto l'apice dopo che la cancelliera ha scoperto che il membro francese del board dell'Esm ha aiutato Atene a scrivere la richiesta di aiuti. Al punto che il ministro degli Esteri del Lussemburgo ha chiesto di evitare un «conflitto di vasta portata» e «catastrofico» per l'Europa.
BERLINO VS PARIGI E BRUXELLES. «La Francia farà di tutto per raggiungere un accordo oggi permettendo alla Grecia di restare nella zona euro», ha martellato Hollande. Parole opposte da Merkel: «Non ci sarà un accordo a qualunque costo, dovremo valutare se i vantaggi sono superiori agli svantaggi». Mentre Renzi fa sponda con Parigi e ribatte: «Non posso immaginare un'Europa senza Grecia». E la rottura si sta consumando anche con Bruxelles. «Combatterò sino all'ultimissimo millisecondo perché ci sia un accordo», ha avvertito il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che da settimane lavora in controtendenza con Berlino per avvicinare il premier greco Alexis Tsipras a un'intesa.

«Divisione tra Nord, Sud e Est Europa: il peggiore risultato immaginabile»

François Hollande e Angela Merkel.

In Germania sono i socialdemocratici a lanciare l'allarme: «Una divisione generale fra le posizioni del Nord e del Sud e dell'Est Europa sul salvataggio della Grecia è il risultato peggiore che si possa immaginare», hanno scritto in una lettera ai parlamentari del Bundestag Martin Schulz e Sigmar Gabriel.
SOCIALISTI PER ALLEGGERIMENTO DEL DEBITO. I due politici tedeschi hanno concordato la posizione con i socialdemocratici francesi, affrontando anche il nodo del debito, esploso negli ultimi tempi in Grecia: «Vogliamo usare tutte le chance possibili per raggiungere un alleggerimento del debito nel quadro delle possibilità giuridiche esistenti», hanno affermato. Il vicecancelliere tedesco ha attirato su di sè molte critiche nel partito, dopo aver affermato su Facebook che l'Spd fosse a conoscenza della proposta sulla Grexit di Wolfgang Schaeuble. Una posizione poi ritrattata a Bruxelles, dove a margine dei lavori, ha affermato: «il documento non lo conosco».
KRUGMAN: FOLLIA VENDICATIVA. E da Oltreoceano il Nobel Paul Krugman sul New York Times dichiara il tradimento dell'idea di Europa: le richieste avanzate dall'Eurogruppo alla Grecia sono una «follia vendicativa»: sono una «completa distruzione della sovranità nazionale» e non danno alcuna «speranza». «Sono un grottesco tradimento di tutto quello che significa il progetto Europeo».

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