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POLITICA 12 Luglio Lug 2015 2330 12 luglio 2015

Tsipras all'angolo, le pressioni Ue su Atene

Accordo dopo 17 ore. Ora andrà al vaglio del parlamento greco. Syriza già alle prese con un rimpasto. I greci sicuri: «Vogliono fare cadere il governo».

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Se le proposte finite sul tavolo dell'Eurosummit il 12 luglio erano durissime da accettare per Alexis Tsipras, quelle contenute nel nuovo accordo, votato all'unanimità dall'Eurogruppo la mattina del 13, non sono certo più facili da digerire. Ora spetta al parlamento greco ratificare il piano per mettere fine a uno dei momenti di più grande fribrillazione della storia dell'Ue.
La bozza prevede un pacchetto di aiuti da 85 miliardi all’economia greca. Sarà istituito un fondo di privatizzazione da circa 50 miliardi, che avrà sede ad Atene. Il parlamento greco dovrà approvare il piano di riforme prima di dare avvio ai negoziati. Un nuovo eurogruppo sarà convocato mercoledì 15 luglio. La possibilità di un prestito ponte sarà discussa immediatamente.
«VOGLIONO FARLO CADERE». L'ennesimo ultimatum dell'Europa mette alla prova il governo di Syriza sul fronte interno, ad Atene, dove qualunque scelta del premier sulle dure proposte dei creditori è destinata a ampliare le divisioni dentro al suo partito e le polemiche fuori. «La realtà è che l'Europa vuole che il governo di Tsipras cada» dicono tutti ad Atene. Il paradosso, che forse in Europa non tutti colgono, è che più aumenta la pressione tedesca, più si rinsalda il consenso attorno al premier.

Per la Bild il Fondo monetario chiede un governo tecnico

Alexis Tsipras, Angela Merkel, Jean-Claude Juncker e François Hollande al tavolo delle trattative sulla Grecia.

La spaccatura con 'Piattaforma di sinistra', l'ala radicale di Syriza, si è consumata col voto contrario (nella notte tra venerdì e sabato) di due ministri e due viceministri oltre che dall'astensione della presidente del Parlamento. Un rimpasto di governo è dato praticamente per certo, sono attese le dimissioni di quattro ministri. Anche se la resa dei conti a livello di politica nazionale potrebbe essere rinviata a settembre, quando e se la fase acuta della crisi sarà stata auspicabilmente superata.
SOSTEGNO A SYRIZA AL 38%. In quel momento, Tsipras probabilmente andrà a elezioni anticipate, forte di un consenso che ancora oggi, in base agli ultimi sondaggi dà Syriza al 38,5%. Ma il documento uscito dalla riunione dell'Eurogruppo potrebbe cambiare ancora lo scenario. Si tratta solo di una bozza, ma così come è risulterebbe praticamente inaccettabile quasi, a voler pensare male, un invito alla Grexit.
Non solo nelle ore in cui i leader Ue, trattano a oltranza, dalla Germania arrivano indiscrezioni ancora più pesanti: secondo la Bild, il Fondo monetario internazionale (Fmi) vorrebbe nell'esecutivo rappresentanti che non provendono dai partiti. Per avere la garanzia, hanno riferito fonti del quotidiano tedesco, che le riforme vengano davvero approvate. E per Tsipras che si è sempre dichiarato contrario a un governo tecnico - «Non sono uomo per tutte le stagioni» - vorrebbe dire chiedere semplicemente un cambio di leadership ad Atene.
SU TWITTER «THIS IS A COUP». L'hashtag #ThisIsACoup ('Questo è un colpo di Stato') sta spopolando in queste ore tra gli utenti greci (e non solo) su twitter mentre il premier greco è impegnato nei negoziati con i partner dell'Eurozona. Secondo Twitter è il secondo hashtag più ritwittato al mondo. L'altro è #TsiprasLeaveEusummit, «Tsipras abbandona il vertice». Fonti del governo greco hanno definito 'umilianti e disastrose' le condizioni dettate dall'Eurogruppo ad Atene per il terzo piano di salvataggio.

La sponda socialista per Tsipras, Nea Demokratia incontra Merkel

Intanto, mentre non è ancora chiaro quali misure usciranno dall'EuroSummit, il premier può contare su un governo di unità nazionale 'de facto'. Nea Demokratia, To Potami e Pasok hanno votato compatti a favore del piano di riforme il 10 luglio. Il 12 luglio il leader di Nea Demokratia, Vangelis Meimarakis, dopo aver partecipato al pre-vertice con Angela Merkel e Jean Claude Juncker ha chiesto a Tsipras di «farla finita con i giochi tattici» ma ha anche assicurato che lo sosterrà in Parlamento. Sulla stessa linea il discusso leader di To Potami, Stavros Theodorakis, considerato esponente dei 'poteri forti' greci (armatori e proprietari di catene televisive). E naturalmente non possono che appoggiare Tsipras i socialdemocratici del Pasok, visto quanto si stanno spendendo per la Grecia François Hollande, e poi Matteo Renzi e tutto il Pse (che oggi ha rimesso in riga persino il vicepremier tedesco, Sigmar Gabriel).
FORNITURE ENERGETICHE DALLA RUSSIA. E se anche in Grecia non mancano le critiche per la tattica negoziale di Tsipras, a nessuno oggi è sfuggita l'importanza di un passaggio chiave: l'assicurazione data dal Cremlino di forniture gratis di energia per Atene. Una Grecia senza l'assillo di bolletta energetica potrebbe affrontare la Grexit senza eccessivi traumi, confida un'altissima fonte diplomatica greca. «Ma poi una revisione degli equilibri nella regione sarebbe inevitabile». E l'argomento è stato sicuramente sottinteso, nella lunga telefonata tra Tsipras ed il segretario al Tesoro Usa Jack Lew, in cui il greco ha ricordato che «affinché l'accordo funzioni, deve essenzialmente rispettare il popolo greco e tutto ciò che ha sopportato negli ultimi cinque anni».

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