Yanis Varoufakis Alexis 150427211544
SCONTRO 14 Luglio Lug 2015 2247 14 luglio 2015

Grecia, Tsipras contro Varoufakis

«Ha commesso tanti errori. Essere un eccellente studioso non significa essere un buon politico».

  • ...

Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras.

Dopo la guerra a Bruxelles, Alexis Tsipras deve affrontare la guerra ad Atene.
Mercoledì 15 luglio lo aspetta la prova del parlamento (ecco il piano dal quale spariscono le baby pensioni) chiamato a ratificare le misure di austerità necessarie a far partire i prestiti del fondo salva-Stati e a sbloccare la liquidità d'emergenza erogata dalla Banca centrale europea.
EUROPEI VENDICATIVI, ITALIA, FRANCIA E CIPRO NO. Un passaggio fondamentale, in attesa del quale il «ragazzo con la camicia bianca» ha deciso di raccontare dal suo punto di vista quello che è successo in queste ultime settimane di trattative: «Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato un po’ di tempo. Non sono stati molto buoni, sono stati un po’ vendicativi», ha detto Tsipras in un’intervista alla televisione pubblica Ert. «Durante l’Eurosummit ho avuto l’appoggio di Francia, Italia e Cipro» ha aggiunto.

Tsipras critica il suo ex ministro delle Finanze Varoufakis

Il primo ministro greco si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa, rispondendo per le rime a Yanis Varoufakis che lo aveva criticato dalle colonne del suo blog.
«Varoufakis ha commesso evidenti errori durante il negoziato benché al principio è stato capace d'imprimere un buon ritmo: mi assumo la responsabilità», ha sbottato il premier greco alla tivù Ert. «Essere un eccellente studioso non significa necessariamente essere un buon politico».
Del resto ad accendere lo scontro era stato proprio l'ex ministro centauro.
«UN GOLPE COME QUELLO DEL 67». «Domenica è stato un colpo di Stato come quello del 1967, solo che stavolta invece dei tank hanno usato le banche», ha sottolineato Varoufakis secondo cui l'intesa ha portato a firmare «un documento che illustra le condizioni di resa della Grecia».
E, ancora, «i leader europei, con il modo in cui hanno trattato Alexis Tsipras e il nostro governo, hanno inferto un colpo decisivo contro il progetto europeo».
L'accordo quindi «non ha nulla a che vedere con un programma di riforme che possa tirare fuori la Grecia dal fango. È una pura e semplice manifestazione di una politica di umiliazione», e ha messo inguardia: «Gli europei, compresi quelli a cui non frega niente della Grecia, devono stare attenti».


Varoufakis al britannico News Statement aveva svelato di avere «un piano» per il dopo-referendum, ma Tsipras «ha scelto di non sfidare i creditori». E dunque ha ceduto.
TSIPRAS: «SYRIZA DEVE RESTARE UNITA». Ma Tsipras guarda avanti: «Farò tutto il possibile per tenere unita Syriza: non pretendo che l'accordo sia da considerarsi un successo ma metterò in chiaro che le opzioni erano limitate», ha spiegato nel suo intervento televisivo, sottolineando di aver considerato anche le ipotesi di aiuti da Russia e Cina.
Un'impresa tutt'altro che semplice. L’ala radicale di Syriza mercoledì dirà comunque «no», ma non è ancora chiaro quanti saranno i falchi di Tsipras. Né cosa deciderà il ministro della Difesa Kammenos, leader di Anel.
«NON LASCIO IL PAESE NELLA CATASTROFE». Tsipras ha anche rassicurato i connazionali: «Quando un premier perde un referendum non può rimanere, io mi assumo pienamente mie responsabilità, non ho intenzione di scappare, è mia intenzione far capire al popolo che non ho intenzione lasciare il Paese nella catastrofe».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso