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POLTRONE 14 Luglio Lug 2015 2056 14 luglio 2015

Roma, si dimette il vice sindaco Nieri

L'esponente di Sel contro il «tritacarne mediatico» di Mafia Capitale. Il sindaco lo difende.

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Ignazio Marino con Luigi Nieri.

Giornata nera per le Giunte di Milano e Roma: sotto la Madunina ha lasciato la sua poltrona il vice sindaco Ada Lucia De Cesaris, e nella Capitale l'ha seguita - per tutt'altri motivi - il vice di Ignazio Marino Luigi Nieri.
L'esponente di Sel ha spiegato sul suo sito i motivi dell'addio, una decisione «personale, non improvvisa e non dettata da ragioni oscure, né da nauseanti ragionamenti politicisti». Il suo passo indietro è stato spinto dalla «convinzione che l’amministrazione Marino vada difesa a tutti i costi. Proprio per queste ragioni non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un’amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera».
MAFIA CAPITALE E IL «TRITACARNE MEDIATICO». Sulla scena le indagini di Mafia Capitale. «Il tritacarne mediatico», continua Nieri, «vomita ogni giorno articoli, riportando intercettazioni riciclate da oltre sei mesi, sbattute sulle prime pagine di quotidiani nazionali e caricate dalla superficialità di titoli che cercano di far passare per nuove cose vecchie di totale irrilevanza penale e giudiziaria. Tutto per tentare di destabilizzare l’amministrazione Marino, per metterla all’angolo. Perché questa amministrazione dà fastidio, ha rotto troppi equilibri e va resa ogni giorno più fragile per far sì che tutto cambi affinché nulla cambi».
LA PUBBLICAZIONE DELLA RELAZIONE GABRIELLI. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, propbabilmente, è stata la pubblicazione su Il Messaggero dell'estratto della relazione degli ispettori del Campidoglio guidati dal prefetto Franco Gabrielli che evidenza i rapporti tra Salvatore Buzzi e Nieri (non indagato). «Finché la relazione è stata nella mia esclusiva disponibilità, dal 15 giugno al 7 luglio», ha spiegato irritato Gabrielli, «non è uscito niente. Purtroppo altri non si ritengono soggetti alla legge come me».
MARINO DIFENDE IL VICE. Marino dal canto suo ha difeso il suo vice. «Da quando due anni fa abbiamo iniziato la nostra comune esperienza in Campidoglio», ha spiegato il primo cittadino, «gli attacchi pretestuosi quanto violenti, le polemiche artificiose nei confronti di Luigi Nieri non sono mai mancati, fino a raggiungere una intensità umanamente difficile da sopportare». Marino ha poi ricordato che Nieri non è mai stato coinvolto nelle indagini. «Posso affermare con orgoglio ed emozione», ha scritto in una nota, «che abbiamo avviato un cambiamento di Roma basato in gran parte sulle idee, la storia e le capacità di una persona straordinaria come Luigi. Oggi comprendo la sua amarezza».
Si tratta delle seconde dimissioni di peso al Campidoglio. Il 9 luglio a lasciare l'incarico era stato il segretario e direttore del Comune Liborio Iudicello, con Matteo Renzi alla Provincia di Firenze e in Comune dai tempi di Alemanno, dopo le polemiche nate sempre dalla relazione di Gabrielli che ne raccomandava la rimozione.

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