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EUROCRISI 15 Luglio Lug 2015 2306 15 luglio 2015

Grecia, il parlamento approva il piano

Sì alle riforme da To Potami, Pasok, Nea Dimokratia e Anel votano a favore. Ma Syriza si spacca. Tsipras abbandonato. E la piazza si accende di nuovo.

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Alexis Tsipras.

Con gli occhi dell'Europa puntati addosso, il 15 luglio il parlamento di Atene ha approvato la prima tranche del piano di riforme concordato dal primo ministro Alexis Tsipras con i creditori internazionali per dare il via al terzo piano di aiuti.
A favore si sono espressi i centristi di To Potami, i socialisti del Pasok, la destra di Nea Demokratia e Anel. Syriza, il partito del premier, che si era già spaccato prima del dibattito in parlamento, ancora una volta si è diviso.
VOTANO CONTRO 40 DI SYRIZA. In 40 su 149 hanno votato contro, sfiduciando di fatto il loro stesso leader. I no sono arrivati dall'ex ministro Varoufakis, la 'pasionaria' presidente del Parlamento Zoe Konstantopolou e il leader dell'ala radicale Lafazanis
Tsipras perde pezzi. La viceministro delle finanze, Nantia Valavani, si è dimessa, e il premier è rimasto senza maggioranza, mentre la piazza è tornata a infiammarsi.
È un accordo che non ci piace ma che siamo «obbligati» a rispettare, ha detto Tsipras intervenendo durante la seduta fiume del parlamento chiamata a votare su riforma dell'Iva, indipendenza dell'ufficio di statistica, 'Fiscal Council' ed eliminazione delle baby pensioni. «A Bruxelles avevo di fronte tre alternative: l'accordo, il fallimento con tutte le sue conseguenze e il piano Schaeuble» di una Grexit temporanea. E fra le tre, «ho fatto una scelta di responsabilità» e di «dignità», ha scandito Tsipras.
SENZA MAGGIORANZA POLITICA. Grazie ai voti dell'opposizione e dell'alleato Anel, il piano è passato, ma Syriza è in crisi. A nulla è valso l'aut aut che il leader aveva lanciato nel pomeriggio ai ribelli («senza il vostro sostegno nel voto di stasera sarà difficile per me restare premier. O stasera siamo uniti, o domani cade il governo di sinistra»). Le defezioni sono state tantissime e ora sarà difficile continuare l'esperienza del primo governo di estrema sinistra della storia della Ue.
A Bruxelles intanto si continua a lavorare per il prestito ponte che potrebbe permettere di far riaprire le banche, il Paese aveva vissuto una giornata punteggiata da cortei, dalla serrata delle farmacie e dallo sciopero dei dipendenti pubblici (quelli più colpiti, ma anche quelli che fino al 2010 arrivavano a prendere 2 mila euro al mese per un posto da donna delle pulizie al ministero delle Finanze).
SYNTAGMA SI INFIAMMA. Tensione alle stelle, ma pacifica. Almeno fino alla prima serata. La rabbia degli estremisti è scoppiata alle 21.10, provando a cambiare con la violenza la storia della Grecia. Una bomba carta è esplosa in piazza Syntagma. Gli anarchici e i black bloc hanno tirato anche bombe molotov. Nella piazza simbolo della democrazia greca sono arrivati con i caschi, le maschere antigas, le maglie nere mentre il popolo dell' Oxi fatto di giovani, impiegati, mamme, zie, adolescenti, ma anche bambini, da ore gridava e distribuiva volantini per esortare Tsipras a non cedere al «ricatto» della Germania e dell'Eurosummit. Dopo la prima esplosione, sono volati i lacrimogeni della polizia e la piazza si è svuotata. Cordoni di poliziotti si sono schierati. Poi la calma è tornata. E la parola è tornata alla politica.

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