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INTERVISTA 16 Luglio Lug 2015 1413 16 luglio 2015

Efe Bal: «I leghisti? Provinciali anche a letto»

I padani sono «inesperti». Gli altri politici «se la cavano». E Salvini? «Lui è ok, ma il suo partito è omofobo». Dopo la rottura col Carroccio Efe Bal scatenata.

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Nuda, coperta esclusivamente dal fazzoletto verde e dal Sole delle Alpi. Efe Bal appare così sui manifesti di Milano, indicata come «ministro dei lavori particolari».
Una pubblicità che non è piaciuta a molti nella Lega e che ha scatenato durissime reazioni. La trans più famosa d'Italia (parole sue) è arrivata alle parole forti con Massimiliano Bastoni, consigliere regionale del Carroccio in Lombardia che, in diretta alla Zanzara di Radio24, ha continuato a definirla un uomo, e, esasperata, ha tagliato la tessera del partito che finora aveva sempre sostenuto, esprimendo più volte parole d'apprezzamento nei confronti di Matteo Salvini, condividendo con lui la campagna per la riapertura delle case chiuse. Una battaglia che non intende mollare, e per cui è pronta ad andare in bicicletta da Milano a Roma.
Col segretario continua a non avere problemi: «È sempre stato gentile con me, non ha detto niente dei manifesti. Né hanno avuto da obiettare Maroni, Calderoli o altre figure di spicco della Lega» (il 13 luglio, però, poco dopo questa intervista, Salvini ha parlato alla Zanzara: «Ha sbagliato, per utilizzare i simboli del partito doveva chiedere l’autorizzazione»).
A darle fastidio, più degli attacchi personali, è stato l'atteggiamento omofobo di chi l'ha attaccata. «Il Paese va avanti e loro rimangono indietro a 20 anni fa». Una rabbia che l'ha portata a pubblicare sui social alcuni sms scambiati con dei leghisti e ad annunciare: «Ne ho anche altri nel mio cellulare». E se ve lo steste chiedendo, sì, «con alcuni leghisti sono andata a letto».

Uno dei manifesti 'incriminati' di Efe Bal.

DOMANDA. Perché ha deciso di dire addio alla Lega?
RISPOSTA. Nella Lega ci sono troppi omofobi, e vorrei tanto domandare a Salvini, che dice 'prima gli italiani', cosa pensa di fare per i tanti gay e le tante lesbiche italiane? Se sarà premier, cosa offrirà loro? Perché Forza Italia e Pd hanno già fatto delle aperture. E lui?
D. Salvini è omofobo?
R.
Lui no, ma in questi tre o quattro giorni abbiamo visto tutti che ci sono leghisti che lo sono. Il consigliere regionale Massimiliano Bastoni l'ha dimostrato continuando a dire che ero un uomo alla Zanzara di Radio24. Non che io non lo sia, ma per me è un'offesa enorme. Tutti mi si rivolgono come a una donna, per una questione di rispetto.
D. E lei?
R.
Io gli ho urlato contro, gli ho detto: «Testa di c...o, sei uno schifoso codardo».
D. Ce l'ha solo con Bastoni?
R.
No. Anche Maurizio Bosatra, intervistato dal Corriere. Basta vedere i commenti al post sulla sua pagina Facebook con la foto dei miei manifesti. Un centinaio di commenti omofobi.
D. L'omofobia sarà un problema per la Lega?
R.
L'Italia va avanti, ho letto che un cantante (Shalpy, ndr) si sposa col suo manager. E questo partito rimane omofobo, odia i gay come i jihadisti odiano i cristiani. Non è meglio un mondo senza odio? Non ho niente contro Salvini, è un amico, lui non odia nessuno.
D. Nemmeno i rom?
R.
Lui dice prima gli italiani, non odia gli immigrati. Anche io penso che sia giusto dire 'prima gli italiani'. Ma ci sono anche i gay italiani, non dico di estendere l'adozione agli omosessuali, ma il rispetto e riconoscere dei diritti è necessario.
D. E spesso si è esposta per la Lega.
R.
Ho fatto il referendum, sono spesso apparsa in trasmissioni televisive, ero a Pontida, ho manifestato in costume da bagno, in piazza del Duomo, a dicembre. Salvini è sempre stato gentile, e invece questi due signori, che non contano nulla per me, ma nemmeno per la stampa, mi hanno attaccata così. Ho tagliato la tessera, non l'ho stracciata, per quel poco di dignità che mi è rimasta dopo anni, anni e anni da prostituta.
D. Lei pensa di aver sbagliato?
R.
Tutti sbagliano, anche io posso sbagliare, ma non devo chiedere scusa a nessuno. Chiedo scusa solo se Salvini mi dice che i manifesti non vanno bene. Altrimenti stanno su fino al 30 luglio, perché io ho pagato fino a quel giorno. Non mi ha chiamato né lui, né Maroni, né Calderoli. Nessuno che conti davvero.
D. Ha pubblicato alcuni sui sms scambiati con militanti leghisti e ha detto di averne altri. Qualcuno ci ha visto una minaccia, Salvini ci ha riso su dicendo di essere tranquillo.
R.
Ho letto la sua risposta sorridendo. Ha detto che forse avevo preso troppo caldo, che sperava piovesse. Ha risposto con eleganza. Ma figurarsi se ho mai avuto qualche incontro con Salvini, non sono mai andata a letto con lui. Ma con altri della Lega sì.
D. Ah sì?
R.
Certo. Vedono una persona simpatica e disponibile, che pubblica certe foto e fanno delle avance. C'è chi mi ha mandato delle foto nudo, chi mi ha chiesto di andare a letto, chi quanto costassi. Con alcuni vado, anche con i politici. Della Lega e non solo. È una cosa normale per chi fa il mio lavoro.
D. E a letto sono bravi?
R.
I leghisti sono un po' provinciali. Molti, prima di venire con me, non avevano mai provato certe cose. Ma in generale i politici sono bravi, sì, ce la fanno.
D. Con Salvini non è mai andata, però.
R.
Ma nemmeno sono mai riuscita a parlarci 10 minuti, faccia a faccia, in tranquillità.
D. E questi sms li pubblicherà?
R.
No, faccenda chiusa. Non posso rischiare la mia vita o la mia tranquillità per una sciocchezza del genere.
D. Ma può essere che lei non sapesse cosa era la Lega?
R.
Io credevo di essere diversa per loro. Pure io trovo eccessivi gli atteggiamenti di alcuni omosessuali, e non ho tanti amici gay. Ma io sono diversa, e credevo di poter essere un esempio per la Lega.
D. E la Lega non sapeva chi era lei?
R.
La Lega mi ha scelto perché io ero già Efe Bal, già manifestavo con gli italiani. Se l'ho usata per farmi pubblicità? Salvini ha usato me per lo stesso motivo. Durante il referendum sulle case chiuse mi ha scritto un sms: «Combattiamo la stessa battaglia con modi diversi». Forse ero un personaggio troppo appariscente per loro.
D. Loro chi?
R.
Per chi ha la mentalità vecchia, per chi vedrà sempre un meridionale come un terrone, e non come un italiano, per chi non accetterà mai un uomo di colore dentro la Lega. Dentro di loro non c'è modernità o comprensione, solo odio. Io, una trans nata in Turchia, prostituta da 16 anni, non potevo che essere un problema.
D. Chi esce peggio da questa vicenda?
R.
Loro si sono fatti una brutta pubblicità. Io i miei clienti li ho, sono sana, pubblico gli esiti del mio test Hiv, guadagno un sacco di soldi, c'è tanta gente che mi vuole bene e stima il fatto che io voglia pagare le tasse in Italia. Non ho problemi.
D. E ora che è uscita dalla Lega andrà in qualche altro partito?
R.
Mica vado a leccare il culo a Grillo o Forza Italia, sto bene anche da sola. Se poi qualche leader vorrà incontrarmi e conoscermi dirò di sì. Non ho nessuna preclusione. La scelta che ho fatto io dovrebbe essere d'esempio a gente come Ignazio Marino, di cui si dice di tutto ma che non vuole dimettersi. Perché restare in un ambiente in cui non si è ben voluti?
D. Smette di far politica allora?
R.
No. Proseguo la mia battaglia per la legalizzazione della prostiazione. Voglio andare da Milano a Roma in bici per manifestare, e offro fino a 2 mila euro a chi mi accompagna.
D. E se Salvini le chiedesse di tornare nella Lega?
R.
Se mi dicesse che ci tiene alla mia amicizia e che sono una brava persona ci tornerei. Basta questo, non deve dirmi altro. Ma è difficile che lui lo faccia, non può rompere con centinaia di militanti per una persona come me.

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