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CONTRADDIZIONI 16 Luglio Lug 2015 2002 16 luglio 2015

Grecia, i socialisti divisi di D'Alema e di Steinbrueck

Il lider Maximo si schiera a favore del taglio del debito greco. Ed elogia Tsipras. Steinbrueck (Spd) dà ragione a Schaeuble. Il centrosinistra europeo che non c'è.

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Il primo è l'ex candidato alla cancelleria tedesca per la Spd, Peer Steinbrueck, il secondo è l'ex premier italiano Massimo D'Alema.
Entrambi membri della grande famiglia del socialismo europeo, cioè il più grande partito di centrosinistra in Europa.
TRA SCHAEUBLE E TSIPRAS. Il primo, però, ha annunciato a sorpresa che nel voto fissato al parlamento di Berlino il 17 luglio, voterà contro il salvataggio greco: sta con il falco tedesco Wolfgang Schaeuble. Il secondo, invece, difende Alexis Tsipras: «Adesso bisogna aiutare la Grecia». Si schiera a favore della ristrutturazione del debito. E invita anche a dialogare con partiti come Syriza e Podemos.
Una distanza siderale. Soprattutto se si pensa agli sforzi fatti dal gruppo socialista al parlamento europeo per trovare una posizione comune, per combattere le posizioni del Ppe e spingere contro la Grexit. Sforzi che però a leggere le dichiarazioni di Steinbrueck non sembrano aver sfondato i confini tedeschi.
STEINBRUECK PER LA GREXIT. L'uomo che il centrosinistra tedesco aveva scelto per sfidare la potente cancelliera Angela Merkel alle ultime elezioni ha spiegato la sua posizione in un'intervista alla Bild. Secondo l'ex candidato della Spd concedere altri miliardi alla Grecia in questa situazione non cambia la sostanza delle difficoltà di Atene.
Meglio sarebbe un'uscita temporanea della Grecia dall'euro, che permetterebbe un taglio del debito.
Al contrario D'Alema appoggia la posizione del Fondo monetario internazionale (Fmi): «Andare ad una ristrutturazione, e anche a una riduzione, del debito greco mi sembra di gran lunga ragionevole».

D'Alema su Tsipras: «Un europeista convinto»

Massimo D'Alema.

Il lider Maximo difende anche il leader di Syriza e le sue posizioni sull'Unione: «Tsipras è critico nei confronti dell'Ue, come è giusto che lo sia chi crede nell'Europa e vede questa Ue che respinge i cittadini».
Tsipras, aggiunge, «ha fatto una scelta difficile ma si è preso le sue responsabilità, ha dimostrato capacità di leadership». E ancora: «La sua scelta non mi ha stupito. Conosco bene le cose che ha scritto. È un europeista convinto e da giovane era iscritto a un partito eurocomunista. È un leader significativo e la sinistra di ispirazione socialista deve dialogare con Syriza come con Podemos in Spagna».
LA DEBOLEZZA DEI SOCIALISTI. Due mondi che sembrano contrapposti. Ma che sono l'ex volto del centrosinistra del Paese leader d'Europa e il presidente della Foundation for european progressive studies, ovvero la fondazione a cui fa riferimento il partito socialista europeo. Due pesi massimi, nemici in casa.
Proprio la mattina del 16 luglio, a poche ore dall'intervista di Steinbrueck, D'Alema aveva parlato con l'Unità e spiegato che la crisi politica sulla Grecia era anche figlia della debolezza dimostrata in questi anni dai socialisti. La frattura tra lui e il collega tedesco gli dà ampiamente ragione.

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