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POLITICA 18 Luglio Lug 2015 1722 18 luglio 2015

Tsipras fa il rimpasto, ora è attesa per il prestito ponte

I nuovi ministri al lavoro per riconquistare la fiducia dei greci, che è già al 42%.

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Alexis Tsipras.

L'incendio che il 17 luglio ha devastato il monte Imetto, alle porte di Atene, è stato spento nella notte. Ma in città, il 18 luglio, la mattina in cui i nuovi ministri del governo Tsipras prestano giuramento davanti al presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos, si vede ancora la cenere che vola, quasi a ricordare che ad essere andati in fumo non sono solo ettari di terreno, ma mesi di speranze, quelle del governo di Syriza, che dopo appena sei mesi è già al suo primo rimpasto.
LA NUOVA SQUADRA PRONTA AL DURO LAVORO. «È un momento difficile, ma penso che abbiamo creato le basi per ribaltare la situazione. Lo slogan del governo ora è: lavoro, lavoro, lavoro». Sono queste le prime parole del nuovo viceministro della Difesa, Demetris Vitsas, subito dopo il giuramento nel palazzo presidenziale della capitale.
E di lavoro da fare per la squadra di governo appena rinnovata (10 tra ministri e viceministri, ndr) ce n'è davvero tanto.
Primo obiettivo è dimostrare la propria autorevolezza e capacità al Paese e soprattutto ai partner europei dopo l'ammutinamento di mercoledì notte 15 luglio, durante il quale gran parte del partito ha votato contro le riforme imposte dai creditori internazionali (38 voti su 145 in parlamento).
SYRIZA AL VOTO? AVREBBE LA MAGGIORANZA. Ma la Syriza di Tsipras, nonostante i dissidenti, rimane salda al potere: se gli elettori fossero chiamati oggi alle urne, il partito avrebbe il 42,5% dei voti e la maggioranza assoluta con 164 seggi, dice un sondaggio pubblicato dal quotidiano Efimerida Ton Syntakton.

Il 70% dei greci è a favore dell'accordo, il 73% vuole stare nell'Eurozona

Il sondaggio, realizzato dall'istituto Palmos Analysi, indica anche che i democristiani di Nea Demokratia sarebbero al 21,5% (58 seggi) e i centristi di To Potami all'8% (22). I neonazisti di Alba Dorata sarebbero la quarta forza col 6,5% e 17 seggi, davanti ai socialisti del Pasok al 6% (con 16 parlamentari).
L'attuale 'junior partner' di governo, i nazionalisti di Anel giodati dall'attuale ministro della Difesa Panos Kammenos avrebbero il 3% e 8 deputati. Il partito comunista Kke, unica altra forza parlamentare che ha aderito alla manifestazione di mercoledì scorso organizzata dall'ala radicale e trotzkiste di Syriza assieme con i gruppi anarchici e antagonisti, è dato al 5,5% con 17 seggi.
Inoltre il sondaggio specifica che il 70% è a favore dell'accordo raggiunto dal governo (col 63% tra gli elettori di Syriza e l'89% di quelli di Nea Demokratia). Infine il 73% dei greci continua ad essere a favore della permanenza della Grecia nell'Eurozona.
TIRA ARIA DI ELEZIONI ANTICIPATE. Tsipras in versione euro-riformista e non più rivoluzionaria sarebbe quindi destinato a rimanere al potere. Ma per ora le previsioni dei sondaggi mal si sposano con l'atmosfera di precarietà politica. Sono in molti a pensare che non si tarderà a ritornare alle urne, e c'è già chi scommette che le elezioni anticipate potrebbero tenersi in autunno.
Per questo anche il nuovo rimpasto non ha fatto molto clamore nè in senso positivo nè negativo. Da un alto ci si aspettava che Tsipras facesse più sostituzioni, dall'altro si sperava in qualche figura di maggior peso. Ha lasciato perplessi per esempio la scelta dell’attore Pavlos Haikalis (Anel, destra radicale) come vice ministro alla Sicurezza sociale.
Haikalis è infatti un attore molto noto in Grecia per le sue capacità teatrali, ma non per quelle che dovrebbe avere chi deve occuparsi di uno dei capitoli più difficili delle riforme iscritte nell’accordo europeo, quello sulle pensioni.
LA SFIDA DELL'EVASIONE FISCALE. Ma per ora a vincere è la voglia di rsicatto. «Da oggi abbiamo molto duro lavoro da fare al ministero delle Finanze, perché 'l'incendio' dell'evasione fiscale non è stato spento», ha dichiarato il nuovo viceministro delle Finanze ed ex direttore dell'agenzia delle entrate, Trifon Alexiadis.
«Il rimpasto adatta il governo alla nuova realtà. Ora serve un grande sforzo per alleviare il peso sulla gente», ha ha dichiarato il nuovo ministro per la produzione e l'energia Panagiotis Skourletis, che ha preso il posto di Panagiotis Lafazanis, leader di 'Piattaforma di sinistra' ala radicale di Syriza, che è stata cancellata dalla formazione di governo.
CONTINUA L'IRA DI VAROUFAKIS. Ora a intendersi con Lafazanis è soprattutto l'ex minsitro delle Finanze, Yanis Varoufakis - ormai portavoce non ufficiale dei dissidenti - che non rinuncia a dire la sua e rilasciare interviste alle testate internazionali.
Il 18 luglio alla Bbc ha ripetuto che le riforme concordate tra Atene e l'Ue nel cosiddetto Agreekment raggiunto all'ultimo Eurosummit «saranno un fallimento». Il programma di riforme, secondo Varoufakis, «passerà alla storia come il più grande disastro della gestione macroeconomica mai avvenuto». E poi: «Questo programma fallirà chiunque avrà la responsabilità della sua messa in opera». Quando il giornalista della Bbc gli chiede quanto tempo ci vorrà, Varoufakis risponde «è già fallito».

«Alexis non mangia e non dorme», dice la mamma

Il premier greco Alexis Tsipras.

Insomma la strada di Tsipras è costellata di nemici esterni e interni al suo stesso partito, che non gli renderanno vita facile.
«In questi ultimi tempi, Alexis non mangia e non dorme», ha detto, un po' preoccupata, Aristi Tsipras, la mamma del premier greco al settimanale Parapolitika. Comunque alla mamma, Alexis ha detto di «non preoccuparsi, che tutto andrà bene».
ATENE ORA ASPETTA IL PRESTITO PONTE. Per andare bene davvero, o almeno cominciare, la Grecia deve ricevere il prestito ponte da 7,16 miliardi di euro (la commissione europea ha annunciato entro il 20), che servirà per rimborsare le Bce lunedì prossimo (scadono 4,2 miliardi di pagamenti), e saldare il debito con l'Fmi che conta arretrati per 2 miliardi.
Quello che rimane sarà usato per alleviare un po' la cinghia e pagare stipendi e pensioni. Per riuscira a tirare un sospiro di sollievo, però, Atene ha bisogno che il via libera al nuovo piano arrivi entro il 20 agosto quando scadrà un'altra rata del debito verso la Banca centrale europea.
RIFORMA GIUSTIZIA E DIRETTIVA BANCHE. Ma prima di allora il governo Tsipras dovrà tenere fede alla parola data ed entro il 22 luglio far approvare dal Parlamento la riforma della giustizia civile e attuare una direttiva europea sulle banche.
Banche che dovrebbero riaprire lunedì, dopo aver ottenuto un nuovo aumento della liquidità da parte della Bce, ma per ora, ha fatto sapere il ministero delle Finanze, sarà mantenuto il limite di 60 euro ai prelievi giornalieri per evitare un'altra fuga di capitali.
UNA SPERANZA ROSEA. «Siamo pienamente consapevoli di quanto sta succedendo. Sappiamo che è un accordo duro. Ma il nostro lavoro sarà pienamente verificabile», è la prima dichiarazione di Olga Gerovasili, nuova portavoce del governo Tsipras e primo volto femminile nella compagine del governo greco che sinora non aveva una donna. Di sicuro la prima bella notizia di questo rimpasto.

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