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EUROZONA 20 Luglio Lug 2015 1913 20 luglio 2015

Ue, il progetto di Parigi: «Sei Stati in un'Unione rafforzata»

Parlamento, bilancio e governo federale per Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda.

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Il presidente francese François Hollande.

François Hollande si è riscoperto leader d'Europa. Dopo anni passati a rimorchio della cancelliera Angela Merkel e dopo che il suo Paese, la Francia, si è sempre opposta a un cedimento di sovranità, oggi il presidente della République si spende per una nuova Unione politica. E si propone come un nuovo Jacques Delors, presidente della Commissione per dieci anni dall'85 al 95.
Con un'intervista e una copertina sul Journal de Dimanche Hollande ha annunciato che la Francia è «pronta» a partecipare a una «organizzazione rafforzata» dell'Eurozona creando, «con i Paesi che lo decideranno», una «avanguardia nell'Ue».
L'AVANGUARDIA DEI SEI STATI. Un nocciolo duro, precisa il premier Manuel Valls, composto anzitutto dai sei Stati fondatori: Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Anche a causa del trauma seguito al 'no' francese al trattato Ue, che nel 2005 spaccò la gauche transalpina e che a Parigi ancora brucia, l'attuale inquilino dell'Eliseo si è sempre mostrato in questi ultimi anni piuttosto freddo rispetto al processo di integrazione comunitaria. Da qualche giorno però, in concomitanza con l'accordo sulla Grecia, il vento sembra essere cambiato.
La prima dichiarazione è arrivata il 14 luglio, quando in tivù, in occasione della Festa Nazionale, ha rilanciato l'idea di una maggiore governance economica. Il secondo appello per un'Unione più integrata è del 19 luglio, proprio alla vigilia dei novant'anni di Delors.
PARLAMENTO, BILANCIO E GOVERNO UNICO. «Questa settimana l'Eurozona ha saputo riaffermare la sua coesione con la Grecia. La qualità della relazione franco-tedesca ha contato molto, è prevalso lo spirito europeo, ma non possiamo fermarci qui. Propongo di riprendere l'idea di Delors per un governo dell'eurozona e di aggiungere un suo bilancio specifico così come un Parlamento per garantirne il controllo democratico», ha detto al Journal du Dimanche, senza però precisare le modalità di attuazione e di calendario.
Non è la prima volta che Hollande parla dell'Unione politica. Lo aveva fatto già nel 2013. Ma il ruolo giocato nel summit sulla Grecia deve avergli dato nuova spinta. Se da anni il direttorio franco-tedesco si è trasformato in un'Europa a trazione unica, Parigi durante le concitate trattative su Atene ha fatto sentire forte e chiara la sua opposizione. Chissà che sul progetto europeo il presidente 'budino', come veniva soprannominato in campagna elettorale, mostri questa volta più determinazione.

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