Crocetta, mio dolore infinito
REAZIONE 21 Luglio Lug 2015 1156 21 luglio 2015

Crocetta, l'avvocato: «Chiediamo all'Espresso 10 milioni di danni»

Dopo la presunta intercettazone, il governatore avvia un'azione legale.

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E alla fine è arrivata l'esosa richiesta danni.
Vincenzo Lo Re, l'avvocato del governatore siciliano Rosario Crocetta durante una conferenza stampa a Palermo ha spiegato: «Faremo un'azione civile risarcitoria chiedendo a L'Espresso 10 milioni di danni». L'azione legale riguarda la presunta intercettazione su Lucia Borsellino pubblicata dal settimanale. I cronisti dell'Espresso sostengono di aver ascoltato una telefonata in cui il medico del presidente della Regione, Matteo Tutino avrebbe detto al telefono con Crocetta: «la Borsellino va fatta fuori come suo padre». Ma per il procuratore di Palermo quella telefonata non risulta trascritta agli atti. Una vicenda trasformatasi quindi in un giallo.
«NON ESISTE NESSUN GIALLO». Ma per l'avvocato del governatore non esiste «alcun giallo sull'intercettazione pubblicata da L'Espresso: non si possono mettere sullo stesso piano le dichiarazioni del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi (che smentisce l'esistenza della frase attribuita al medico Matteo Tutino, riportata dal giornale, ndr) e quelle di un tale Luigi Vicinanza» (direttore del settimanale), ha dichiarato Lo Re.
NEL MIRINO IL DIRETTORE E DUE GIORNALISTI. Lo Re ha specificato che la richiesta danni riguarderà «l'editoriale L'Espresso, il direttore del settimanale, e i due giornalisti che hanno scritto l'articolo in cui si parla della telefonata tra Tutino e Crocetta». Una parte dell'eventuale ricavato dalla causa sarà dato in beneficenza, ha detto. «L'omessa vigilanza e l'omessa verifica sulla veridicità di questa intercettazione», ha spiegato, «ha letteralmente distrutto e massacrato l'immagine personale, politica e professionale di Rosario Crocetta».
«IMPOSSIBILE CHE SIA STATA SECRETATA». «L'Espresso», ha aggiunto, «si è difeso dicendo che l'intercettazione è secretata. Ma la secretazione è un decreto del pm, lo stesso che più volte ha smentito l'esistenza dell'intercettazione sia ambientale che telefonica». Il legale ha ricordato in apertura di conferenza stampa «l'impegno antimafia del presidente della Regione siciliana che è stato minacciato di morte e ha subito intimidazioni pesanti».

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