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RIMPASTO 21 Luglio Lug 2015 2024 21 luglio 2015

Nazareno addio? Il Pd fa fuori Fi dalle commissioni alla Camera

Sostituiti i 4 presidenti azzurri. M5s quasi senza poltrone: «Vogliono eliminarci».

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L'aula Commissione Affari Costituzionali della Camera.

Un vero e proprio rimpasto in miniatura.
I vertici dell 14 commissioni permanenti della Camera sono state rinnovati il 21 luglio, sancendo, forse, la definitiva scomparsa del Patto del Nazareno.
PIANGE FI, RIDONO I RIBELLI. Spazzate via le quattro poltrone in carico a Forza Italia dai tempi delle larghe intese, mentre restano salde le posizioni degli esponenti della minoranza dem. Rumoreggia, infine, per usare un eufemismo, il Movimento 5 stelle, passato da otto ad appena due vicepresidenze. La nuova geografia degli organi collegiali vede, dunque, il Pd incassare due nuove caselle, che si aggiungono alle otto già appannaggio del partito di Matteo Renzi.

Fi epurata e indignata: via quattro presidenti

Forza Italia, come detto, perde quattro presidenze a Montecitorio e non prende affatto bene l'epurazione.
Via dalla guida della commissione Cultura, Giancalo Galan, ai domiciliari per l’inchiesta sul Mose (per la quale ha patteggiato due anni e 10 mesi). Al suo posto entra Flavia Piccoli Nardelli, deputata piemontese del Partito democratico.
Alle Finanze Maurizio Bernardo (Area popolare) è il sostituto di Daniele Capezzone (già condannato per diffamazione nel 2010). Alla Difesa Elio Vito lascia il posto al democratico Francesco Garofani, molto vicino al presidente della Repubblica Mattarella. Mentre la presidenza della commissione Affari costituzionali passa dall'azzurro Francesco Paolo Sisto all'avvocato Andrea Mazziotti di Scelta civica.
TOTI E GASPARRI: «LOTTIZZAZIONE DAL PD». «Una lottizzazione nei fatti» del Pd, ha commentato su Twitter il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
Mentre Maurizio Gasparri vede nella sostituzione di Elio Vito alla commissione Difesa un «atto di arroganza» da parte dei dem.

Ribelli Pd in salvo: tre poltrone conservate

Scelta civica perde la guida degli Affari sociali, con Pierpaolo Vargiu sostituito da Mario Marazziti, di 'Per l'Italia'.
Per il resto, confermati i presidenti uscenti in quota Pd, ribelli dem compresi.
BOCCIA E DAMIANI CONFERMATI. Francesco Boccia resta al vertice della commissione Bilancio, Cesare Damiano alla Lavoro e Guglielmo Epifani alle Attività produttive. Donatella Ferranti resta alla Giustizia, Michele Meta è stato rieletto alla commissione Trasporti, Luca Sani si è confermato all'Agricoltura. Come lui anche Ermete Realacci in commissione Ambiente e Michele Bordo alle Politiche dell'Unione europea. Infine, Fabrizio Cicchitto (Nuovo centrodestra) resta presidente della terza commissione Esteri di Montecitorio.

Vicepresidenze quasi azzerate, M5s furibondo

La vicepresidenza della commissione Agricoltura, andata a Chiara Gagnarli e quella della Giustizia, confermata ad Alfonso Bonafede, sono le uniche due assegnate al Movimento 5 stelle, che fino al mattino, senza contare i transfughi verso altri gruppi politici, vedeva otto deputati pentasellati nominati con quel ruolo: Carla Ruocco, Danilo Toninelli, Alessandro Di Battista, Giorgio Sorial, Dalila Nesci, Davide Crippa, Massimo De Rosa e, appunto, Alfonso Bonafede.
«VOGLIONO FARCI FUORI». «Accordo Sel, Fratelli d’Italia, Scelta Civica, Pd, Forza Italia in tutte le commissioni per fare fuori il M5S. #unicaopposizione», ha twittato il deputato Carlo Sibilia, membro del direttorio. «Rinnovo cariche nelle commissioni della Camera. Ci hanno tolto pure la vicepresidenza quasi ovunque. Lega e Sel più poltrone che deputati», ha spiegato Giulia Di Vita. «Ci confermiamo l’unica opposizione e l’unica forza politica che non scende a patti per avere poltrone», ha commentato la capogruppo alla Camera, Francesca Businarolo: «Quello a cui abbiamo assistito oggi è uno squallido siparietto di partiti che fanno finta di litigare per poi accordarsi sottobanco e occupare le poltrone».

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