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DIPLOMAZIA 21 Luglio Lug 2015 0700 21 luglio 2015

Renzi va in Israele: a casa Netanyahu equilibri sottili

Rapporti freddi sull'intesa nucleare. Sfida all'Isis. Accordi per la ricerca militare. Renzi vola da Netanyahu. E non sarà una luna di miele. I punti chiave sul tavolo.

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo omologo italiano Matteo Renzi.

Una visita diplomatica con molte incognite.
È Matteo Renzi il primo leader europeo a volare in Israele dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran sul nucleare.
Il premier ha tenuto un discorso alla Knesset mercoledì 22 luglio.
L’assemblea israeliana si è riunita in una seduta plenaria con interventi del presidente della Knesset Yuli Edelstein, del primo ministro Benjamin Netanyahu e del leader dell’opposizione Isaac Herzog.
COME SILVIO NEL 2010. L’ultimo capo del governo italiano che aveva tenuto un discorso alla Knesset era stato nel febbraio del 2010 Silvio Berlusconi.
In quell’occasione l’ex Cavaliere era stato coperto di applausi e aveva trovato piena sintonia con il governo Netanyahu, elogiando Israele come «una vera democrazia, il cui posto è nell'Unione europea», giustificando pienamente gli interventi militari nella striscia di Gaza e invocando una linea dura e inflessibile contro l’Iran.
NIENTE LUNA DI MIELE. Lo scenario oggi è un po’ diverso.
Bibi Netanyahu è ancora in sella per il suo quarto mandato e con Matteo Renzi, al di là delle frasi di circostanza, non si annuncia una luna di miele.
L’agenda israeliana di Renzi prevede anche una visita allo Yad Vashem, una tappa all’Università di Tel Aviv e una alla Basilica della Natività a Betlemme.
In agenda poi gli incontri privati con Netanyahu e con il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

Roma-Tel Aviv, visione opposte sull'intesa nucleare

Paolo Gentiloni e Federica Mogherini.

L’Italia ha festeggiato gli accordi Iran-Usa di Losanna e il governo si è anche preso parte del merito grazie alla presenza al tavolo delle trattative della “renziana” Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue.
VISITE A TEHERAN. Roma ha garantito il suo «convinto contributo per assicurare una piena attuazione delle intese» e c’è stata anche una telefonata Renzi-Putin in cui il premier italiano ha ringraziato il leader russo per il ruolo svolto nei negoziati.
L’Italia inoltre vede gli accordi anche come una grande opportunità di rilancio delle relazioni economiche con l’Iran e ai primi di agosto è già stata fissata una visita a Teheran del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e del titolare dello Sviluppo economico Federica Guidi.
«ERRORE STORICO». Per il governo di Tel Aviv l’intesa è invece stata «un errore di proporzioni storiche», «una vittoria dell’asse del male».
Netanyahu in un’intervista a Forbes ha detto senza mezzi termini che «l’accordo crea le premesse di una nuova guerra e sarebbe il peggior tipo di guerra che possiamo immaginare».
NIENTE ASSEGNI IN BIANCO. Compito di Renzi è quindi fare l’equilibrista rassicurando il premier israeliano dell’amicizia italiana ed europea e garantendo che il nuovo corso diplomatico con Teheran non sarà un assegno in bianco, ma strettamente legato agli impegni presi dalla Repubblica Islamica.

Sul tavolo anche Isis e ricerca militare

Il consolato italiano al Cairo danneggiato dall'esplosione dell'autobomba.

Sul tavolo però c’è anche la risposta al terrorismo internazionale e la sfida dell’Isis.
I rapporti con Tel Aviv sono decisivi nello scacchiere mediteranno per il contenimento dei gruppi terroristici.
La situazione in Egitto, dove il consolato italiano è stato fatto oggetto di un attentato, è particolarmente preoccupante.
FOCUS SULLE START UP. Tra Israele e Italia la partita che si gioca è però anche economica e militare: all’Università di Tel Aviv Renzi è pronto a partecipare, accompagnato da alcuni rettori e studenti delle Università italiane, a un evento dedicato a scienza, ricerca e industria con alcune start-up e le maggiori realtà dell’alta tecnologia.
In Israele hi-tech spesso vuol dire ricerca militare, un settore in cui c’è una forte collaborazione.
PROTOCOLLI D'INTESA. Dal 2003 i due Paesi hanno siglato una serie di protocolli d’intesa.
L’Italia è uno dei maggiori fornitori di armi e alta tecnologia militare a Israele.
I droni dell’esercito israeliano sono equipaggiati con radar prodotti dalla Selex Galileo, una società del gruppo Finmeccanica.
VIAGGIO D'AFFARI. Nel 2014 sono iniziate le forniture da parte della Alenia Aermacchi, sempre parte di Finmeccanica, di 30 aerei addestratori avanzati M-346 ordinati dal ministero della Difesa israeliano a luglio 2012. Il contratto ha un valore di circa 140 milioni di dollari.
La diplomazia è sempre un viaggio d’affari.

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