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CENSURA 21 Luglio Lug 2015 1544 21 luglio 2015

Russia, a rischio chiusura il giornale di Anna Politkovskaia

La testata anti Cremlino nei guai per una parolaccia. Potrebbe scattare la revoca della licenza di pubblicazione.

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In Russia rischia di essere chiuso dalle autorità uno dei pochi giornali non asserviti al Cremlino.
Si tratta della testata Novaya Gazeta, in cui lavorava la giornalista Anna Politkovskaia uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006, nota per i suoi reportage sulla Cecenia e per la sua opposizione a Vladimir Putin. Il giornale è stato ammonito per una parolaccia in un brano estratto da un romanzo.
SECONDO AVVERTIMENTO IN UN ANNO. La testata russa ha ricevuto dall'agenzia di regolamentazione per le comunicazioni e i media (Rozkomnadzor) un secondo «avvertimento» nel corso dell'ultimo anno, che in teoria potrebbe essere sufficiente a far scattare la revoca della licenza di pubblicazione.
Degli asterischi avevano sostituito alcune lettere della parolaccia contenuta in un brano estratto da un romanzo di Vasili Avcenko, corrispondente di Novaya Gazeta dall'estremo oriente. Ma secondo il portavoce di Roskomnadzor, Vadim Ampelonski, l'espressione incriminata «poteva chiaramente essere letta».
PAROLACCE VIETATE DA UNA LEGGE DI PUTIN. Nel 2014 Vladimir Putin ha promulgato una legge che vieta le parolacce nelle arti, dal cinema al teatro, dai concerti ai programmi di intrattenimento radio-tv. Ma il direttore del bisettimanale, Dmitri Muratov, ha annunciato che presenterà in ogni caso ricorso in tribunale contro l'avvertimento. L'agenzia Roskomnadzor potrebbe comunque decidere di non avviare la procedura per la chiusura del giornale: «Nonostante il fatto che abbiamo effettivamente il diritto di rivolgerci al tribunale con la richiesta che sia revocata la licenza di Novaya Gazeta», ha detto un portavoce dell'agenzia di regolamentazione per le comunicazioni e i media, «noi, come organo di controllo gestiamo i nostri diritti in modo assennato». Sul giornale d'opposizione pende comunque una spada di Damocle. Il primo monito a Novaya Gazeta è stato notificato a ottobre 2014 per un articolo intitolato 'Se noi non siamo l'Occidente, allora chi siamo?' che le autorità russe hanno bollato come «estremista».

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