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SCISSIONE 22 Luglio Lug 2015 2002 22 luglio 2015

Forza Italia in crisi, strappo di Verdini: i numeri ci sono

Il ribelle se ne va: «Posizioni distanti». Ha i nomi per formare i gruppi autonomi. Niente soccorso fittiano. E Berlusconi riparte dalla società civile: Cairo e Malagò.

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Raffaele Fitto e Denis Verdini.

Denis Verdini ha strappato definitivamente con Forza Italia.
La prima immagine plastica dell’addio dell’ex potente coordinatore azzurro - il dominus nella compilazione delle liste elettorali, artefice del Patto del Nazareno ed emarginato dal cosiddetto cerchio magico di Silvio Berlusconi - è stata la sua assenza alla cena dei senatori forzisti mercoledì 22 luglio all’Hotel Bernini a Roma, prima delle ferie estive.
Uno scenario inimmaginabile fino a meno di un anno fa, visto che “Denis” si è da sempre seduto accanto all'ex Cavaliere.
DOPO NATALE IL BUIO. Erano vicini anche alla cena prenatalizia del dicembre 2014. Ma fu l’ultima volta.
Poi un’interminabile serie di rotture e riavvicinamenti, almeno apparenti, a colpi di «Denis, ma io senza di te come faccio?» da parte di Berlusconi; oppure di «Silvio, ma tu non puoi farmi umiliare così da Maria Rosaria Rossi (potente tesoriera, ndr)».
Ora sembra giunto il vero addio, anche perché il giorno dopo la cena Verdini ha ribadito a Berlusconi che le posizioni sono distanti, e l'unica soluzione è andare via.
DENIS HA I NUMERI. A indispettire ancora di più Verdini - che comunque anche nei momenti più duri non perde mai la sua proverbiale flemma e ironia toscana - sarebbero stati anche i tentativi dall'interno di Forza Italia di farlo apparire in difficoltà nella costituzione di un suo gruppo al Senato, dove conta più truppe che alla Camera.
Ambienti vicini all’ex coordinatore azzurro smentiscono seccamente.
E annunciano a Lettera43.it con sicurezza: «Già quasi 10 hanno firmato le dimissioni da Forza Italia. Ora queste lettere sono nelle mani di Denis».
APPUNTAMENTO AL 28 LUGLIO. L’obiettivo è formare il gruppo già martedì 28 luglio.
Quindi ci sarebbero già i 10 nomi, quelli che bastano per la costituzione di un gruppo a Palazzo Madama, ma potrebbero essere anche 11 o 12, stando ai verdiniani.
Inutile chiedere nomi. Ma, secondo gossip di Transatlantico, tra questi già ci sarebbero il braccio destro di Verdini Riccardo Mazzoni, e poi Riccardo Conti, Antonio Scavone, Giuseppe Compagnone, Eva Longo e Ciro Falanga (dati in uscita dal gruppo di Raffaele Fitto e che quindi avevano già firmato le dimissioni da Fi), i senatori di Grandi autonomie e libertà (Gal) Lucio Barani e Vincenzo D'Anna.
I BERLUSCONIANI 'GUFANO'. E su altri c’è una trattativa in corso. Secondo ambienti vicini a Berlusconi, «Denis non ce la farà a fare gruppo».
I verdiniani con Lettera.43.it ribattono: «Non è così. E poi è ridicola la voce fatta girare ad arte secondo la quale un uomo come Denis si sarebbe rivolto anche a Fitto, umiliandosi inutilmente. Sa benissimo che Fitto ha una linea contro Renzi, diametralmente opposta alla nostra, ma via! Sono mesi che Denis e Raffaele non si sentono più».

E Silvio accelera col progetto dell'Altra Italia

Silvio Berlusconi.

Comunque finirà, gruppi o non gruppi oppure ingresso nel Misto, il dado della scissione, che segue a ruota quella dei Conservatori e riformisti di Fitto, è tratto.
Alla Camera già i verdiniani hanno votato la riforma della scuola voluta da Matteo Renzi.
E al Senato, per esempio, il verdiniano Mazzoni recentemente ha votato contro la richiesta di rivedere la Costituzione per poter fare il referendum anti-euro che invece Forza Italia ha appoggiato assieme alla Lega e al Movimento 5 stelle.
LARGO ALLA SOCIETÀ CIVILE. Ad accelerare l’addio di colui che era il dominus della macchina azzurra c’è anche la simmetrica accelerazione da parte di Berlusconi sulla costituzione dell’“Altra Italia”, con tutte persone della società civile.
Politici professionisti al bando.
Berlusconi ha provato, ma sembra senza convincerli, a tranquillizzare i parlamentari, dicendo che non ci sarà nessuna rottamazione di Forza Italia.
Ma che questa sarà, appunto, «il lievito dell’Altra Italia».
REPUTAZIONE DI MESTIERANTI. Berlusconi, racconta chi ha partecipato alle cene prima delle vacanze, «ci ha detto certo che noi non siamo politici professionisti e che tutti avevamo un lavoro, ma implicitamente così ci ha ricordato che per l’opinione pubblica ormai appariamo anche noi mestieranti della politica».
Insomma, come quei “Casini, Fini, Follini, Alfano, Fitto”, additati dal Cav come esempi negativi.
Via quindi alla società civile se si vogliono riprendere i voti di quella montagna di elettori delusi rimasti a casa.
Emblematico è lo show fatto da Berlusconi alla cena dei deputati.
«TORNATE AL VOSTRO LAVORO». Riferiscono a Lettera43.it alcuni dei partecipanti che a un certo punto il leader avrebbe detto: «Voi non siete professionisti della politica e se ci fosse qualcuno lo terremo nascosto. Ma del resto tu Rocco (Crimi, ex tesoriere, proveniente dal mondo farmaceutico, ndr) vendevi supposte e quello potrai continuare a fare; e tu Mariastella (Gelmini, vice capogruppo vicario alla Camera, ndr) eri un bravissimo avvocato e potrai tornare a farlo».
Ovviamente il Cav lo ha detto scherzando con il sorriso sulla bocca, ma intanto lo ha detto.

Corteggiato il presidente del Coni Malagò

Giovanni Malagò e Matteo Renzi.

In modo più ruvido invece, secondo indiscrezioni raccolte, si sarebbe rivolto recentemente ad altri deputati invitandoli a trovarsi un lavoro.
Il terrore, se non ormai la certezza, dei forzisti è quello di finire in una “bad company”.
Mentre il vero progetto, come sembra, è quello dell’Altra Italia.
Un ruolo centrale dovrebbe averlo il presidente del Coni, Giovanni Malagò.
Berlusconi vuole fare conto sull’immensa rete capillare che Malagò potrebbe portargli in dote.
ANCHE CAIRO IN SQUADRA. Di contatti con l’ex nemico Diego Della Valle si parla da tempo, così come di colloqui con l’editore Umberto Cairo, che iniziò come assistente di Berlusconi in Fininvest.
Cairo era tra le new entry alla festa per i 30 anni di Francesca Pascale, compagna del leader azzurro.
Era il party della discordia con la potente tesoriera Rossi che non è stata invitata.
Ma tutto è finito. Ora pace fatta.
«IN DIFFICOLTÀ SONO LORO». Rossi è stata coperta da elogi del Cav davanti ai parlamentari. Ma non davanti a Verdini, che preferisce cenare ormai con i suoi nuovi compagni d’avventura.
Ai quali avrebbe detto: «Dicono che vado a soccorrere Renzi proprio ora che sarebbe in difficoltà, ma in difficoltà sono loro...».

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