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POLITICA 22 Luglio Lug 2015 1431 22 luglio 2015

Vincenzo De Luca, pugno duro con i nomadi

Sì al ricorso di De Luca. Che comincia il mandato all'insegna dell'intransigenza. Smantellamento di campi rom. E accuse di collusione con i clan. «Farò pulizia».

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Il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Vincenzo De Luca monta in ruspa.
Il governatore campano, reduce da una lunga battaglia per la candidatura nel Pd e dalla vittoria alle elezioni del 31 maggio scorso, prima congelato, poi sospeso e infine reinsediato (proprio il 22 luglio il tribunale ha confermato la sospensiva della sospensione in attesa del giudizio della Corte Costituzionale sulla legge Severino), ha rotto un tabù sacro dalle parti del centrosinistra e non solo.
«Il meccanismo dei roghi è semplice: la camorra paga i rom che vanno ad appiccare il fuoco», ha detto l'ex sindaco di Salerno. La tragedia delle pestilenziali colonne di fumo che si levano all'orizzonte nella lingua di terra che unisce le province di Napoli e di Caserta ha, quindi, un colpevole. E, con una diagnosi così secca, pure la cura è più facile.
CAMPO DI GIUGLIANO DA SMANTELLARE. «Questa situazione deve finire, è una realtà da superare», ha aggiunto De Luca a margine di un incontro col ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a proposito di un pacchetto-sicurezza per la Campania. Dunque, che si fa?
«Uno degli obiettivi è smantellare il campo rom di Giugliano per prevenire e stroncare la prosecuzione di episodi criminali - più volte segnalati da autorità e popolazioni locali - come il rogo dei rifiuti tossici».
La baraccopoli del Comune dell'area Nord di Napoli è tra le più grandi del Sud Italia. Ci vivono oltre 600 persone accampate in situazioni igienico-sanitarie da quarto mondo. I nomadi sono stanziati in quei luoghi dagli Anni 70 dopo aver vagato di chilometro in chilometro (prima all'interno della zona Asi poi vicino alla discarica di Masseria del Pozzo) fino all'attuale sistemazione a ridosso della circonvallazione esterna.
L'EQUAZIONE CAMORRA-ROGHI TOSSICI. «Verrà messo in atto un piano di integrazione con Regione e Comune», ha sottolineato ancora il presidente di Palazzo Santa Lucia, «sulle violazioni delle leggi bisogna però fare piazza pulita».
Ma De Luca ha ragione a prendersela coi rom? L'equazione che lega la camorra ai rifiuti tossici non è immediata, anzi è un po' forzata. Piuttosto, secondo alcune informative delle forze dell'ordine, la spiegazione dei roghi potrebbe essere un'altra, anche se questo nulla toglie al ragionamento del governatore piddino.
Sarebbero infatti sempre i nomadi, per liberare l'anima di rame dai cavi rubati nei cantieri e nelle stazioni ferroviarie, ad appiccare gli incendi utilizzando, come combustibile, materiali tossici e pericolosi come pneumatici e scarti di lavorazione della gomma.
LE INDAGINI SUL TRAFFICO DI ARMI. Pire gigantesche che, a causa delle alte temperature raggiunte, sfavillano giorno e notte nelle lande desolate del Giuglianese e non solo proprio come un altoforno abusivo.
Peraltro, proprio in un precedente articolo, Lettera43.it aveva svelato l'esistenza di indagini, ancora top-secret, sul traffico di armi gestito nei campi nomadi. Divenuti, col consenso dei clan della camorra, veri e propri “porti franchi” per alcune redditizie attività criminali.
Tra le quali, appunto, la vendita di rame rubato, richiestissimo dalle industrie italiane e straniere.

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