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GIUSTIZIA 23 Luglio Lug 2015 1458 23 luglio 2015

Ilva, 47 rinvii a giudizio: c'è anche Nichi Vendola

L'ex governatore della Puglia è accusato di concussione aggravata in concorso.

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Il leader di Sel, Nichi Vendola.

Il gup del tribunale di Taranto ha rinviato a giudizio 44 persone fisiche e tre società per l'inchiesta sul presunto disastro ambientale provocato dall'Ilva, mentre altri due imputati sono stati condannati con rito abbreviato.
Tra gli imputati rinviati a giudizio, oltre ai fratelli Fabio e Nicola Riva, c'è anche l'ex presidente della Regione Puglia e leader di Sel Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata in concorso.
PRESSIONI SUL DIRETTORE DI ARPA. Secondo l'accusa, l'ex governatore avrebbe esercitato pressioni sul direttore generale di Arpa Puglia (Agenzia regionale di protezione ambientale), Giorgio Assennato (a sua volta a giudizio per favoreggiamento personale), per far «ammorbidire» la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'Ilva. In questo modo, sostiene la procura, Vendola avrebbe consentito all'azienda di continuare a produrre senza riduzioni di emissioni inquinanti, come invece suggerito dall'Arpa in una nota del 21 giugno 2010 stilata dopo una campionatura che aveva rilevato picchi di benzoapirene.
Sempre secondo l'accusa, il leader di Sel avrebbe 'minacciato' la non riconferma di Assennato, il cui mandato scadeva nel febbraio 2011. I fatti contestati sono compresi nel periodo che va dal 22 giugno 2010 al 28 marzo 2011.
La concussione aggravata è contestata a Vendola in concorso con l'ex responsabile Rapporti istituzionali dell'Ilva Girolamo Archinà, l'ex vice presidente di Riva Fire Fabio Riva, l'ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto Luigi Capogrosso e il legale dell'Ilva Francesco Perli.
VENDOLA TWITTA: «HO LA COSCIENZA PULITA». Dopo che la notizia del rinvio a giudizio è stata veicolata dalla stampa, l'ex governatore della Puglia ha fatto sapere su Twitter di avere la coscienza pulita, «di chi ha sempre operato per il bene comune».

PROCESSO DAL 20 OTTOBRE. L'inizio del processo per il presunto disastro ambientale è previsto per il 20 ottobre 2015 dinanzi alla Corte di assise di Taranto, competente per il reato di avvelenamento di acque o di sostanze alimentari contestato ad alcuni imputati. La sede indicata per il processo è al momento l'aula Alessandrini del tribunale di Taranto, ma potrebbe cambiare vista la presenza di più di 800 parti civili già costituitesi in sede di udienza preliminare.

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