Turisti Pompei 150724233627
AGITAZIONI 24 Luglio Lug 2015 2334 24 luglio 2015

Chiusure a Pompei e al Colosseo: danno per il turismo

Il sito archeologico chiuso per un'assemblea sindacale. Ed è il nostro vero petrolio.

  • ...

Turisti all'ingresso degli scavi di Pompei, chiusi per un'assemblea sindacale.

Crolli, scioperi e assemblee. Altro che Grande Bellezza.
È stato un venerdì nero per i turisti italiani a Pompei. Dopo la chiusura del Colosseo per tre ore giovedì causa agitazione dei dipendenti.
Proprio nel momento in cui l'Unesco benedice gli sforzi per il restauro avviato con il Grande Progetto e l'Ue stanzia 105 milioni di fondi, la chiusura selvaggia del sito archeologico per una assemblea sindacale non ci ha fatto fare esattamente una bella figura.
Il SOPRINTENDENTE: «UN COLPO DI MANO». «È stato un colpo di mano, una chiusura che ha colto di sorpresa anche me e di cui sono stato informato in ritardo», ha detto il soprintendente Massimo Osanna. «Ma la cosa peggiore è il danno, la ferita di immagine, che arriva proprio nel momento in cui qui si sta facendo tutti il massimo per rilanciare il sito».
Alla guida degli scavi dal gennaio 2014, impegnato da un anno mezzo con il generale Nistri sul Grande Progetto di restauro e valorizzazione del sito archeologico patrimonio Unesco, Osanna non riesce a nascondere la rabbia per la figuraccia planetaria, con la chiusura selvaggia decisa da una parte del personale riunito in assemblea e centinaia di turisti lasciati ad arrostire sotto il sole.
L'APPLAUSO DEI TURISTI. E pazienza se quando lo hanno visto arrivare in maniche di camicia a scusarsi e ad aprire personalmente i cancelli, è scattato l'applauso. Con questa chiusura, che inevitabilmente fa tornare alla memoria le decine di altre situazioni così che si sono succedute negli anni, la frittata è fatta.
«Abbiamo avviato un'inchiesta interna, se verranno individuate responsabilità ci saranno provvedimenti disciplinari», ha poi assicurato, «quello che è certo che episodi del genere non possono avvenire. E che faremo in modo non si debbano ripetere più. Se ci sono assemblee autorizzate io devo essere informato per tempo, per avere modo di trovare una soluzione che salvaguardi, insieme ai diritti dei lavoratori anche quelli dei visitatori. Il confronto non può diventare prevaricazione e ricatto a danno dell'immagine internazionale di Pompei e di tutto il paese nel mondo».
10 MILA VISITATORI AL GIORNO. Tant'è, nella mattina, davanti all'entrata di Porta Marina, c'era tantissima gente, gruppi e visitatori singoli, in una giornata rovente, in cui, anche se non erano previsti i croceristi, l'affluenza nel sito si preannunciava alta come al solito in queste settimane d'estate in cui si registra una media di 10 mila persone al giorno.
L'assemblea era stata preannunciata nei giorni scorsi, poi nella serata di giovedì erano arrivare le rassicurazioni. «Ero tranquillo, con i sindacati c'erano stati diversi incontri. Ho valutato che ci fossero i numeri e ho disposto l'apertura del sito. Per questo stamattina ho trovato gravissima la chiusura a sorpresa, di cui sono stato informato a cose fatte dalla mia segreteria».
LA RABBIA DI FRANCESCHINI. A metà mattinata la situazione era risolta. Ma la bomba ormai era scoppiata, con il ministro Dario Franceschini furioso per il 'danno incalcolabile' e il presidente della commissione Unesco per l'Italia che chiede al governo di intervenire.

Osanna allarga le braccia: «Il problema è che dai un'immagine come al solito di un luogo irrecuperabile. E proprio in un momento in cui ci stiamo tutti a rimboccare le maniche per cambiare il volto di Pompei. Qui i sono in corso 30 cantieri, ci sono scavi restauri, messe in sicurezza. Una vivacità che non si vedeva da anni, con la stampa internazionale che finalmente ci sta riconoscendo un successo. Con atteggiamenti come questo gettiamo discredito sulla nazione, ritorniamo i soliti italiani».
Queli descritti dal New York Times, per intenderci.

Correlati

Potresti esserti perso