Hillary Clinton
BUFERA 24 Luglio Lug 2015 1058 24 luglio 2015

Scandalo email, Hillary Clinton rischia un'indagine penale

La richiesta al dipartimento di Giustizia: secondo gli ispettori l'account privato dell'ex first lady conteneva una corrispondenza riservata.

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Hillary Clinton.

Dal Sex-gate all'email-gate.
Per i Clinton gli scandali non finiscono mai.
Era il 1998 quando l'allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton finì sulle prime pagine di tutti i giornali mondiali per la sua relazione con la stagista della Casa Bianca Monica Lewinsky. Che fu costretto a confessare.
Diciassette anni dopo è l'ex moglie Hillary, prima vera vittima del sex-gate, a finire nell'occhio del ciclone per un altro scandalo: l'email-gate. L'ex first lady è accusata di aver utilizzato un indirizzo e un server privato per le sue comunicazioni ufficiali.
RISCHIA UN'INDAGINE PENALE. Due ispettori generali hanno chiesto al dipartimento di Giustizia di aprire un'indagine penale per accertare se informazioni sensibili di governo siano state danneggiate in connessione con l'account personale di posta elettronica che la Clinton usò come segretario di Stato. Lo riferisce il New York Times.
La richiesta fa seguito a una precedente valutazione degli ispettori in base alla quale l'account privato conteneva «centinaia di potenziali email riservate».
IL CASO SCOPPIATO A MARZO. Non è chiaro se le informazioni nelle email siano state segnate come segrete dal dipartimento di Stato quando l'ex segretario di Stato le ha inviate o ricevute. Ma, da quando è scoppiato il caso, a marzo 2015, la stessa ha ripetutamente detto che sul suo account personale non c'erano informazioni riservate. Le rivelazioni sull'uso dell'email hanno caratterizzato l'inizio della campagna elettorale di Hillary e si riferiscono alle migliaia di pagine delle email del dipartimento di Stato provenienti dal suo account privato.
VOLEVA PROTEGGERSI DAI CONTROLLI? Clinton ha sempre detto di aver usato quell'account perché era più conveniente, mentre i suoi rivali politici sostengono che lo abbia usato per proteggersi dai controlli del Freedom of Information Act e dal Congresso. Il dipartimento di Stato non ha ancora deciso se aprirà un'indagine, hanno riferito alti funzionari al Nyt, mentre un portavoce della campagna elettorale non ha voluto rilasciare commenti.

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