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INTERVISTA 25 Luglio Lug 2015 1500 25 luglio 2015

M5s, posizioni a confronto su Rousseau

Artini sulla nuova piattaforma grillina: «Non cambierà nulla». Borrelli risponde: «La comunità potrà contribuire». Ma dietro lo staff ci sono Grillo e Casaleggio.

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Massimo Artini è uno dei deputati che il Movimento 5 stelle ha perso per strada. Espulso alla fine del 2014 con l'accusa (sempre respinta) di «mancata rendicontazione», a seguito di un voto online degli iscritti contestato perché privo di certificazione, nel 2015 ha dato vita insieme a Walter Rizzetto al gruppo parlamentare Alternativa Libera.
Con loro altri otto 'dissidenti', parlamentari fuoriusciti dal movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, pronti a rimettersi in gioco. Anche sul web.
IL LANCIO DELLA PIATTAFORMA SINAPSI. Il 19 luglio, alla prima convention di Possibile, Artini ha presentato Sinapsi, una nuova piattaforma informatica per la democrazia partecipata che è anche un'associazione, di cui fa parte la stessa Alternativa Libera.
«È uno strumento nato per coordinare forze politiche e culturali autonome», spiega Artini a Lettera43. Con alcune fondamentali differenze rispetto a Rousseau, il sistema operativo tanto atteso dai militanti del Movimento 5 stelle.
«ROUSSEAU? UN CAMOUFLAGE PER FARE PROFITTI». Per Artini «Rousseau è soltanto il nome di un portale, una pagina web che permette di fare click qua e là. Non c'è niente di nuovo, niente che venga dal basso. Le sue funzioni esistevano già. Più che un bluff, direi che è un camouflage».
Senza dimenticare, poi, il profitto: «Il committente di Rousseau è la Casaleggio Associati, anche se è probabile che il sistema sia stato sviluppato da qualcun altro. La Casaleggio Associati è una Srl e ha scopo di lucro. Tutte le attività della società sono finalizzate a fare profitti. Questo vale, naturalmente, anche per Rousseau».
LA REPLICA DI BORRELLI. Ad Artini risponde David Borrelli, parlamentare europeo del Movimento 5 stelle e responsabile della funzione Lex Europa di Rousseau: «Rousseau è sviluppato sulla base di un software open source (Movable Type), è gratuito ed è rilasciato in Creative Commons. Se c'è qualcuno che riesce a fare meglio e a minor costo, si faccia avanti. Ognuno vale uno!» (leggi la replica).

L'onorevole Massimo Artini (Imagoeconomica).

DOMANDA. Che cos'è Sinapsi?
RISPOSTA.
È uno strumento che cerca di coordinare forze poltiche e culturali autonome. Negli ultimi 10 anni, in Italia, c'è stata una frammentazione senza precedenti di questo tipo di soggetti. Sinapsi serve a unirli. A unire soggetti che hanno opinioni, modalità organizzative e obiettivi politici simili. È uno strumento che coordina le autonomie.
D. Formalmente si tratta di un'associazione?
R.
Sì, è un'associazione che può essere composta solo da altre associazioni. Di per sé Sinapsi è neutra, non agisce politicamente. Non propone temi di discussione preconfezionati. Sono le autonomie, le associazioni componenti, che una volta entrate in contatto si integrano, e propongono i loro temi di discussione. È un aspetto che tengo a sottolineare.
D. Sinapsi si appoggia ad Airesis: che ruolo ha questa piattaforma?
R.
Airesis, in quanto strumento di e-democracy open source, fornisce i servizi che riguardano la parte decisionale, e poi di voto, per determinate proposte. Ma Sinapsi non si basa solo su Airesis. I sistemi sono tanti, alcuni dei quali sviluppati in proprio, con l'obiettivo di avere un insieme di funzioni in grado di superare il semplice schema discussione/voto.
D. Può fare degli esempi?
R. Con l'esperienza ci siamo accorti che per far lavorare insieme persone attive sul territorio in realtà associative differenti, un forum non basta. Per esempio, c'è la necessità di organizzare in maniera stutturata degli eventi. Per farlo occorre un sistema in cui tutti parlino la stessa lingua, in cui tutti siano facilmente contattabili.
D. La vocazione territoriale sembra molto forte...
R.
Sì, Sinapsi ha una forte caratterizzazione territoriale. Oserei dire che è capace di organizzare automaticamente i territori.
D. Cosa significa?
R. Per esempio, che se in una grande città italiana ci sono 10 associazioni iscritte a Sinapsi che non si conoscono fra di loro, il sistema dà a ciascuna la possibilità di mandare un messaggio a tutte le altre, magari per invitarle a un evento specifico, senza la necessità che i singoli abbiano già dei legami d'altro tipo fra di loro. Sinapsi diventa così uno stumento per far parlare le persone, mettendole tutte sullo stesso piano. Ogni iscritto può gestire i propri dati, è titolare delle proprie informazioni e ne è direttamente responsabile.
D. Al momento quante sono le associazioni iscritte a Sinapsi?
R. Il progetto è partito a metà luglio e per ora sono quattro. Siamo in fase di testing fino al 30 settembre, dopodichè rimetteremo in gioco tutte le cariche interne per dare spazio ai nuovi associati. Le quattro associazioni sono la Civitas di Firenze, Alternativa Libera, Calabria Terra Libera e Verso la Costituente, il soggetto che riunisce i delusi del Movimento 5 stelle.
D. A proposito di delusi del Movimento 5 stelle: anche lei lo è stato?
R. Più deluso di così si muore. Inviterei a riflettere su un punto: è possibile che una struttura come la nostra, fatta di persone volenterose e prive di fondi, in quattro mesi sia riuscita a creare Sinapsi, mentre nel Movimento 5 stelle sono sette anni che ancora aspettano? Anche solo questa è una delusione. Vuol dire che proprio non c'è la volontà di fare una cosa del genere, perché altrimenti una piattaforma di e-democracy l'avrebbero messa in piedi.
D. Adesso però arriva Rousseau, no?
R.
Lo hanno annunciato il giorno dopo la conferenza stampa alla Camera con cui Alternativa Libera ha presentato Sinapsi. Sembra quasi che vogliano rincorrerci.
D. Che differenza c'è tra Sinapsi e Rousseau?
R. Innanzitutto in Sinapsi non c'è un proprietario, ma la proprietà è diffusa tra tutti i soci. In secondo luogo, Sinapsi offre sicurezze regolamentari scritte, messe nero su bianco, non generate a caso, dette a voce o tramite un post. Ci sono regolamenti e statuti che garantiscono la tutela dei dati personali di ogni singola associazione. E non c'è un soggetto che controlla tutto e tutti. Fattori che per me sono dirimenti.
D. Quindi, secondo lei, Rousseau non favorirà la democrazia interna al Movimento 5 stelle?
R. Guardi, Rousseau è soltanto il nome di un portale. Una pagina web che permette di fare click qua e là. Non c'è niente di nuovo, niente che venga dal basso. Le sue funzioni esistevano già. Più che un bluff, direi che è un camouflage.
D. In che senso?
R.
All'interno della piattaforma Rousseau ci sono le stesse cose che c'erano prima. La funzione Lex, per esempio, di cui hanno fatto tre copia e incolla - Lex nazionale, Lex regionale e Lex Europa - esisteva già. Non consentiva e non consentirà alcun tipo di proposta dal basso. Con Lex sono gli eletti che dicono alla base: «Ho fatto questa proposta, commentala». Ed è esattamente quello che fa un partito, niente di più e niente di meno. Di implementare il forum, invece, il vecchio forum del Movimento 5 stelle, non se ne parla nemmeno.
D. Sono stati nominati 12 responsabili delle funzioni: tra loro Fico, Di Battista, Taverna. Cosa ne pensa?
R.
Mi sembra un tentativo di creare una dirigenza di fedeli. Non di fidati, di fedeli. Cioè di persone che seguono pedissequamente qualsiasi linea politica venga loro indicata dall'alto. Penso per esempio a uno come Manlio Di Stefano, che è un incapace, ed è responsabile di Lex nazionale... a cosa serve? Tra l'altro, dopo due anni di Lex, sarebbe forse da chiedersi come e quanto sia stato utilizzato. Lex è nato nell'ottobre 2013: è un software proprietario della Casaleggio Associati.
D. Rousseau è stato sviluppato dalla Casaleggio Associati?
R.
Il committente è la Casaleggio Associati. È verosimile però che la piattaforma sia stata sviluppata all'esterno. La Casaleggio al suo interno non ha programmatori. Per quello che mi ricordo io, fanno tutto in outsourcing. Loro si preoccupano di gestire i contenuti, non dei programmi. E qui veniamo a un'altra importante differenza.
D. Quale?
R.
Quella tra un'associazione senza scopo di lucro e una Srl. La Casaleggio Associati, committente di Rousseau, è una società che, a norma del codice civile, ha lo scopo di fare lucro. Tutte le attività della Casaleggio Associati sono finalizzate a fare profitti, e questo vale, naturalmente, anche per Rousseau. Un'associazione senza scopo di lucro come Sinapsi, invece, copre i costi di gestione del server, ma non deve fare profitti. Quindi, all'aumentare del numero degli iscritti, si ridurrà l'importo che gli associati versano come quota d'iscrizione. Il nostro obiettivo è arrivare a una cifra di due euro all'anno a persona, in modo che sia veramente accessibile a tutti.
D. Vede altri punti critici nella piattaforma Rousseau?
R.
Un'altra cosa che non si capisce è chi controlla le votazioni online. Anche qui non è cambiato nulla. Per sette anni il Movimento 5 stelle ha promesso che ci sarebbe stata una società di certificazione esterna. E invece adesso scopriamo che il responsabile di Lex nazionale è Manlio Di Stefano. Ma cosa vuol dire? È lui che verifica votazioni e commenti? Non si evince un meccanismo affidabile, questa è la verità.
D. Sinapsi come certifica le votazioni?
R.
Dal momento che una società di certificazione ha dei costi piuttosto significativi (circa 20 mila euro all'anno solo per i momenti di voto, per la certificazione di tutti i passaggi), abbiamo optato per un sistema mutuato da Podemos. Un sistema di autoverifica che si basa su una chiave posseduta da ciascun utente. Almeno in questa prima fase, per non gravare troppo sui costi d'iscrizione, abbiamo preferito fare così.
D. Quali garanzie offre questo sistema?
R. Le garanzie sono doppie. Primo: ciascuna associazione iscritta a Sinapsi è anche proprietaria, quindi può fare accessi agli atti interni e richiedere tutte le informazioni che vuole sulle votazioni. Secondo: i singoli che votano in merito a questioni riguardanti la loro associazione, hanno modo di poter verificare la coerenza del voto, in maniera diretta ed efficace, attraverso una chiave.
D. Lo consiglierebbe anche al Movimento 5 stelle?
R.
Con la concorrenza tutto può migliorare. Magari Sinapsi servirà a farli svegliare un po'. Ma il loro punto di partenza è poco incoraggiante, per quello che ne sappiamo finora. Dopo sette anni, ci si sarebbe aspettati qualcosa di diverso. Oggi, del resto, le persone che erano dentro al Movimento con spirito critico sono andate via tutte. Nessuno si lamenta più della piattaforma, non gliene importa più niente. Hanno i loro capetti, come un partito qualunque... e tutti adorano quello che dicono i capetti. Il senso del dubbio che una volta c'era è scomparso. Un'altra delusione.
D. Possibile la ispira di più?
R. Diciamo che Possibile, con Civati, ha mostrato di avere una particolare attenzione per il progetto Sinapsi. In questa fase non si tratta di stringere alleanze, ma di trovare un modo diverso per allargare la partecipazione politica delle persone. Questo era l'obiettivo originario del Movimento 5 stelle: condividere il più possibile le scelte politiche, con tutti, non solo con i fedeli, con il cerchio magico. Vorrei aggiungere un'ultima cosa.
D. Prego.
R. Se il 50% degli aventi diritto in Italia non va a votare, significa non solo che le persone non si sentono più rappresentate dalla classe politica. Ma anche che non riescono più a sentirsi coinvolte, non riescono più a partecipare all'elaborazione di una linea politica condivisa. Con Sinapsi speriamo di poter contribuire a colmare il vuoto.

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