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VIISTA A SORPRESA 27 Luglio Lug 2015 2341 27 luglio 2015

Renzi: «Verdini non entrerà mai nel Pd»

Il premier arriva alla Festa dell'Unità Di Roma. E cerca di placare la minoranza Pd.

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Matteo Renzi con Matteo Orfini alla festa dell'unità dio Roma, il 27 luglio.

Matteo Renzi, tra una visita a sorpresa agli stand, qualche selfie con i militanti e una partita a calciobalilla con Luca Lotti e Matteo Orfini, lo ha promesso al popolo dem presente alla Festa dell'Unità di Roma: «Verdini non entrerà mai nel Pd».
IL SONDAGGIO SU MARINO. Il premier ha poi sfruttato la visita a sorpresa per fare un nuovo sondaggio sul gradimento al sindaco di Roma Marino. I cittadini sono apparsi divisi e il leader Pd ha commentato: «Non riapriamo il dibattito».
A chi definiva Marino una mina e lo invitava a farlo dimettere, Renzi ha abbozzato un «dai..reggiamo».
IL PIANO FISCALE. Il premier ha poi illustrato il piano fiscale. «Abbiamo fatto gli 80 euro nel 2014, nel 2015 togliamo le tasse sulla casa poi interverremo su Ires, Irpef e anche sulle pensioni minime». Poi ha parlato di pensioni, spiegando: «Bisogna fare due tipi di interventi: per la flessibilità in uscita, perché si vive più a lungo e chi vuole deve poter andare in pensione un po' prima».
BOSCHI: «FI HA SCRITTO CON NOI LE RIFORME». Poche ore prima, sull'affaire Verdini, era stata Maria Elena Boschi a cercare di spegnere le polemiche sollevate dalla minoranza del partito, cercando di chiudere il discorso. «Forza Italia ha già votato le riforme, le ha scritte insieme con noi», aveva detto il ministro per le Riforme. «Se ora una parte di Fi - io mi auguro tutta - votasse il ddl in Senato non sarebbe una novità rispetto a quanto avvenuto in passato».
CHITI LANCIA L'ALLARME. La sinistra del Pd, infatti, era partita all'attacco: «Non si provi a scavalcarci con i voti dei senatori verdiniani: se la riforma costituzionale passasse grazie agli ex di Fi, ci sarebbe un cambio di maggioranza che richiederebbe una 'verifica' di governo e che 'farebbe correre dei rischi alla legislatura».
Alla vigilia della possibile nascita del nuovo gruppo di ex azzurri al Senato, era stato Vannino Chiti a rinnovare l'allarme per i nuovi equilibri che ne deriverebbero, rilanciando l'ipotesiu di un Senato elettivo, perché non si crei un «premierato forte», dando al governo più poteri che al parlamento.

Matteo Renzi con Matteo Orfini alla festa dell'unità dio Roma, il 27 luglio.

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