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DIPLOMAZIA 2 Agosto Ago 2015 1100 02 agosto 2015

Depardieu-Russia, lo strano amore che irrita l'Ucraina

Vero amico di Putin. In fuga dalla super tassa francese. Con il passaporto russo. Ecco perché, tra Crimea e Cecenia, l'attore Depardieu è sulla lista nera di Kiev.

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Gerard Depardieu col passaporto russo.

È un amico della Russia e per questo un nemico dell’Ucraina.
Gérard Depardieu è finito sulla black list di Kiev e bandito per cinque anni dall’ex repubblica sovietica per ordine del Sbu, l’intelligence ucraina, che lo ha definito «un pericolo per la sicurezza nazionale», alla stregua dei separatisti filo russi accusati di aver abbattuto il volo MH17 della Malaysia Airlines.
FAN DEL CREMLINO. La colpa del vecchio Obelix, quasi 70 anni e il solito debole per la buona cucina e il gran vino, è quella di essere in realtà un gran tifoso di Vladimir Putin.
E di aver sostenuto nella crisi ucraina la linea del Cremlino ai tempi della rivoluzione del 2014, annessione della Crimea compresa.
IN FUGA DAL FISCO. L’attore francese che un paio di anni fa ha ottenuto la cittadinanza russa scappando al fisco parigino è stato colpito così dalla nuova Inquisizione ucraina che pare occuparsi non solo di questioni politiche e getta strali in ogni campo, compreso quello della cultura.
Abbracciando più le leggi del beduino (l’amico del mio nemico è mio nemico e via discorrendo) che non quelle della democrazia occidentale alla quale dice di voler aspirare, il governo di Kiev ha poi pensato di stilare anche una lista bianca sulla quale sono finiti gli amici dell’Ucraina, ossia i nemici di Depardieu e di Putin.
PER KIEV CLOONEY È OK. Spiccano monumenti come George Clooney e Wim Wenders e starlette come Hayden Panettiere, attrice il cui principale pregio è quello di essere la moglie di Vladimir Klitschko, campione dei pesi massimi e fratello di Vitaly, sindaco di Kiev.

Tassazione francese al 75%? Lui paga in Russia un'aliquota del 13%

L'attore francese Gerard Depardieu con Dikal Muzakayev, ministro della Cultura della Cecenia.

Nella guerra della propaganda tra Russia e Ucraina non si salva insomma nessuno, men che meno proprio Depardieu che da un paio d’anni è ormai una voce filo russa come poche se ne sentono.
Dopo che in Francia il nuovo presidente François Hollande aveva annunciato nel 2012 una pesante tassa al 75% per i redditi sopra il milione di euro, Depardieu aveva trasferito prima la propria residenza in Belgio e poi accettato l’offerta di Putin che gli aveva proposto quella in Russia.
SPONSOR DELLO ZAR. Dall’inizio del 2013 l’attore ha dunque anche un passaporto russo, paga un aliquota del 13% e se - come dice lui stesso - si sente sempre francese, non disdegna di pubblicizzare la sua nuova patria quasi fosse la culla della democrazia.
USCITE PRO-KADYROV. Non pochi polveroni hanno sollevato nel passato le sue dichiarazioni a favore dello zar Vladimir e addirittura di Ramzan Kadyrov, il presidente della Cecenia, repubblica del Caucaso facente parte della Federazione russa, conosciuto per le sue inclinazioni dittatoriali e finito nell’occhio del ciclone in relazione agli omicidi di Anna Politkovskya nel 2007 e di Boris Nemtsov all’inizio del 2015.
UNA SPECIE DI EROE RUSSO. Ma tant’è, Depardieu non è uno che si fa troppi problemi e da grande attore si è calato perfettamente nel suo nuovo ruolo, diventando una specie di eroe in Russia e di riflesso un nemico pubblico in Ucraina.
IL FLOP DEL FILM SULLA FIFA. Anche per il suo ultimo film United Passions: La Légende du Football presentato nel 2014 al festival di Cannes si era tirato addosso le critiche di chi gli contestava che la Fifa di Sepp Blatter - anch’egli buon amico di Putin e regista dell’assegnazione del Mondiale del 2018 alla Russia - avesse finanziato l’opera con una ventina di milioni di euro a scatola chiusa.
Il film, la storia dei fondatori della Federazione internazionale di calcio, si è rivelato poi un flop.
Il ruolo di Depardieu era quello di Jules Rimet, presidente della Fifa sino al 1954, mentre quello del filorusso Blatter era stato affidato a Tim Roth, attore britannico che con altri 33 colleghi fa parte ora della white list degli amici dell’Ucraina.

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