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FACCIAMOCI SENTIRE 3 Agosto Ago 2015 1659 03 agosto 2015

La ricetta italica per la crisi? Fondare partitini

I politici pensano esclusivamente alla loro sopravvivenza. Intanto il Paese affonda.

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L'Aula di Montecitorio.

Volendo scrivere una volta a settimana qualcosa che possa minimamente interessare il lettore ci si rende conto di quanto in Italia si rischi di essere ripetitivi.
Gli indicatori chiave continuano a non dare i risultati sperati (debito pubblico, Pil, occupazione, etc.) e, vista anche la tremenda crisi della Grecia ancora in corso, questo dovrebbe spingere tutto il Paese a un atteggiamento di responsabilità collettiva che oggettivamente è di là da venire.
Non c’è dubbio che nel Paese ci siano disuguaglianze importanti ma la politica del “tanto peggio tanto meglio” ha fatto disastri ovunque qualcuno l’abbia immaginata come soluzione.
FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA A PEZZI. La disoccupazione giovanile abbondantemente sopra il 40% è un problema di tutti e sta minando alla base la creazione delle future classi dirigenti di questo Paese.
La corruzione e l’evasione fiscale hanno raggiunto livelli insopportabili per un Paese evoluto e contribuiscono a creare ulteriori livelli di diseguaglianza sociale.
Fin qui niente di nuovo dirà chi sta leggendo questo articolo. Troppe volte abbiamo sentito/letto questi stessi argomenti. Certo. Ma visto che la situazione non sta migliorando e i rischi di un default tipo Grecia si stanno facendo sempre più concreti, la cosa nuova che si poteva immaginare era una presa di coscienza collettiva che ci consentisse di recuperare il più in fretta possibile una situazione di normalità.
LA MOLTIPLICAZIONE DEI PARTITINI. E invece? Come ho già avuto occasione di dire in precedenti circostanze continuano a nascere più partiti che bambini.
L’ultimo ha realizzare uno spin off da Forza Italia è stato Denis Verdini con la creazione del gruppo parlamentare Ala. Raffaele Fitto aveva già lanciato Conservatori e Riformisti. La stessa Forza Italia aveva già subito fuoriuscite “pesanti” come quella di Sandro Bondi e signora.
Pippo Civati ha già lanciato il suo partito Possibile probabilmente seguito da altri della minoranza del Pd.
D’altro canto non manca la materia prima: Bindi, D’Alema, Cuperlo, Bersani, Fassina, Cofferati, etc hanno ormai un conto personale da regolare con Renzi e anche all’interno dello stesso Sel si pensa di risolvere i problemi con qualche alchimia di sigle.
PURE TOSI COME PASSERA. Lo stesso Flavio Tosi, ex elemento di spicco della Lega, dopo le elezioni regionali in Veneto che lo avevano portato a competere con una propria lista avrebbe creato un proprio partito dal nome Fare.
Va ricordato che a Giannino & C. il simbolo Fare per fermare il declino non portò molta fortuna e i quattro fondatori cercarono poi di fare un partito/gruppo a testa. Anche l’ex Ministro Passera pensa di risolvere tutti i guai del Paese con il suo Italia Unica.
Una volta si diceva che “la mamma dei cretini” è sempre incinta. Adesso si potrebbe dire che “la mamma dei partiti è sempre incinta” anche se tra le due espressioni non vedo grande differenza di significato. La lista potrebbe allungarsi ma quanto raccontato mi sembra già sufficiente a confermare l’irresponsabilità della nostra classe politica che riesce a dividersi non solo nel naturale e sacrosanto dibattito maggioranza/opposizione ma praticamente in ogni partito ognuno vorrebbe che una legge o una decisione venga presa in linea con le sue aspettative personali e non nel rispetto dei superiori interessi del Paese.
LA GENIALE MINACCIA DI UN VIETNAM PARLAMENTARE. Qualcuno della minoranza Pd ha recentemente minacciato un Vietnam parlamentare (alla faccia del buon gusto e del senso di responsabilità anche dialettico che un politico dovrebbe avere).
In effetti la guerriglia è nei fatti di tutti i giorni su ogni decisione che deve essere presa.
Roma sta diventando la nostra vergogna nel mondo? Il Sud sta sprofondando peggio della Grecia? La soluzione è semplice: prendere quattro gatti e formare un nuovo partito.
Questa situazione in autunno diventerà insostenibile e l’unica possibilità sarà indire nuove elezioni. Purtroppo la spinta innovatrice del nostro primo ministro si è affievolita. Senza dubbio per le difficoltà che gli sono state create fuori e dentro il suo partito ma anche per responsabilità proprie. Ha continuato a comunicare come se dovesse vincere le primarie piuttosto che guidare un Paese con seri problemi da risolvere.
La mancanza di una maggioranza di governo tutta sua lo ha obbligato e lo obbliga ad accettare compromessi al ribasso per poter continuare a governare.
La Boschi ha detto recentemente che bisogna continuare con le riforme se non si vuole consegnare il Paese al M5s e alla Lega. Capisco il suo punto di vista ma la situazione di confusione attuale non fa però che portare voti e consenso a questi due partiti. E se alle elezioni avranno una maggioranza importante dovrà spiegarci come potrà essergli impedito di governare.
Cari politici, prendetevi qualche giorno di vacanza. Il caldo passerà e speriamo che con l’aria più fresca possiate acquistare quella lucidità che oggi è difficile da riconoscervi. Il Paese ha bisogno di ben altro dello spettacolo che state offrendo in questo periodo. E certamente ha più bisogno di bambini che di partiti.

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