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POLEMICA 4 Agosto Ago 2015 1255 04 agosto 2015

Milano, Adriano Celentano protesta contro il taglio degli alberi

Piante tagliate per far posto alla metro. Celentano via blog al sindaco Pisapia: «Ferma questo scempio».

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La vignetta pubblicata sul blog di Adriano Celentano.

«Albero, non essere così rigoglioso se no il Comune ti strangola!». Firmato: Adriano.
Adriano Celentano è tornato a protestare attraverso il suo blog contro l'abbattimento di 500 alberi nella città di Milano per far posto a una nuova linea della metropolitana. Il Molleggiato ha pubblicato una vignetta dai colori psichedelici, che rappresenta un albero verde vicino a una casetta. Sotto, la scritta che attacca l'amministrazione comunale, accusata di «strangolare» il verde pubblico. Celentano aveva già pubblicato un post in polemica con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia:

Un altro pezzo della via Gluck sta per essere SGOZZATO. L’amministrazione Pisapia ha dato il via allo scempio, e da stanotte alle quattro è iniziato lo sciagurato abbattimento di 573 alberi per la maggior parte secolari. E’ incredibile come il mestiere del politico (nonostante l’avvento del bel Francesco e i suoi giusti moniti contro chi distrugge il Pianeta) sia sceso così vergognosamente in basso. Eppure, caro Giuliano, nonostante sia tua la responsabilità di questo furioso attacco alla “bellezza”, stento a credere che nel tuo animo lo consideri giusto. Qualcuno ti deve aver tradito, raggirato, facendoti cadere in un vortice di menzogne che, essendo malauguratamente politiche, sono proprio le più pericolose. Ma tu puoi risalire e fermare la mano assassina. Puoi annunciare le tue dimissioni e ricandidarti ad essere il prossimo Sindaco.

Pisapia aveva risposto con un tweet: «Caro Adriano, Milano è rock perché dal 2011 ha 70 mila nuovi alberi e 3 milioni di metri quadrati di verde in più. E due nuove metro. #bellamilano».

LE CANZONI AMBIENTALISTE DI CELENTANO. Non è affatto la prima volta che Celentano si lancia in 'battaglie' a difesa dell'ambiente. Nel 2008, ad esempio, diffuse su internet un video intitolato Sognando Chernobyl, che riproponeva con forza e toni apocalittici temi a lui cari da quarant’anni. Le immagini (disastri ambientali, centrali nucleari, fiamme e incendi devastanti, gente che corre nelle strade per sfuggire a un’imminente fine del mondo), scorrevano su un sottofondo di musica e parole composte dal cantante. Ma Celentano già negli Anni 60 anticipò i temi dell'ecologia, in un'epoca in cui la modernizzazione del Paese procedeva di pari passo con la costruzione di impianti siderurgici, centrali nucleari e nuovi complessi residenziali. Una forma di progresso che Celentano denunciò in una delle sue canzoni più celebri, Il ragazzo della Via Gluck. Ma anche in altri brani, come La storia di Serafino e Un albero di trenta piani.
«FIGLIO DELLA FOCA». Molti ricorderanno, poi, come durante la trasmissione televisiva Fantastico del 1987, da lui condotta, il Molleggiato si espresse nell'imminenza del referendum regolativo sulla caccia. Celentano fece vedere un video che mostrava le crudeltà dei cacciatori di foche, poi prese una lavagna e scrisse: «La caccia è contro l’amore», proclamandosi «figlio della foca» e invitando il pubblico a scrivere all'allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga: «Sono un figlio della foce non voglio che mia madre pianga. Scrivete al presidente della Repubblica perché sappia quanti siamo».

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