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MAMBO 6 Agosto Ago 2015 1242 06 agosto 2015

Renzi ormai è il Viperetta della politica italiana

Il premier è in crisi. Ma sembre essere l'unico a non accorgersene.

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Matteo Renzi e Matteo Orfini giocano a biliardino alla Festa dell'Unità di Roma.

Renzi non conosce più se stesso.
Questa figuretta un po’ simile al presidente della Sampdoria che si aggira nei palazzi della politica non è più il ragazzone di prima che affascinò molti italiani.
Ha dimenticato che è diventato premier, con manovra oscura, perchè la sua filosofia del Grande Cambio si incrociava con lo spirito del Paese.
A farne le spese tutti gli altri, compresi i dirigenti della sinistra che si consideravano inamovibili e, soprattutto, che pensavano che l’amore del proprio popolo fosse privo di dubbi.
UN GUASCONE APPANNATO. Il Renzi di oggi è un personaggio guascone che fa al mondo una narrazione delle proprie gesta che non incrociano il sentimento del Paese.
Il Paese sa che non è fuori dalla crisi, il Paese vede che il parlamento approva leggi in quantità ma non ne coglie il filo, il Paese vede che dovunque c’è uno spazio di potere Renzi lo occupa.
Il vecchio Fortebraccio scrisse una volta un fulminante ritratto di Tanassi descrivendolo a Trinità dei Monti dietro un piccolo gruppo di turisti finchè sentì uno di loro esclamare: «Che bel posto». Cosa che spinse il Tanassi di Fortebraccio a urlare : «Lo prendo io».
Renzi oggi è quel Tanassi. Prende tutto, anche il non necessario, con una sfida al buon senso e al buon gusto che fa rabbrividire.
Il suo cda Rai, dice, è fatto di tecnici. Ho letto una biografia di quel tal Guelfi, amico suo, il cui ultimo incarico è stato curare la campagna pubblicitaria di un autosalone a Firenze. La dottoressa Borioni è una funzionaria di Orfini che con questi metodi ha diretto il Pd romano e quindi non si poteva accorgere di Buzzi e compagni. Finiamola qui sulla Rai, tanto la vedono in pochi.
Torniamo al rapporto fra Renzi e il Paese.
SI RAGIONA GIÀ SUL DOPO RENZI. Quel che si vede è un leader litigioso, che non trova pace e non ne firma una, a parte l’antico amore per il vecchio Silvio, che parla ormai a un gruppo di fan (leggere Facebook), che sembrano sull’orlo della crisi di nervi, che ha sfasciato un partito che altri hanno costruito in anni, potendone fare a meno.
Ormai ci sono le condizioni per tutte le scissioni possibili e nel mondo che conta già si ragiona sul dopo-Renzi.
Se ne è accorta la furba Serracchiani e qualche vocina sta sussurrando all’orecchio della Boschi. Renzi invece col suo guru che fa la pubblicità a un rivenditore di auto non se ne accorge.
È tutto molto triste, come in una quadro di Hopper, ma senza la birra.

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