Trump Debate 150807161759
PRIMARIE USA 2016 7 Agosto Ago 2015 1617 07 agosto 2015

Donald Trump mattatore del primo dibattito televisivo dei repubblicani

Il miliardario attacca Hillary Clinton sul piano sessuale. E propone un muro al confine con il Messico. Il senatore Rand Paul prova a contrastarlo. Jeb Bush non pervenuto.

  • ...

Donald Trump ha monopolizzato il primo dibattito tra i candidati repubblicani in corsa per le primarie presidenziali negli Stati Uniti.
Di fronte alle telecamere di Fox News, il miliardario americano è apparso politicamente scorretto, eppure ancora vincente rispetto ai suoi nove avversari. L'unico in grado di occupare il centro della scena. C'è da chiedersi, però, quanto possa pagare alla lunga una strategia che certamente non corteggia né la componente femminile dell'elettorato americano, né il folto gruppo composto dagli ispano-americani.
SESSISMO E MURI CONTRO GLI IMMIGRATI. Trump, del resto, ha fatto sapere che se non dovesse ottenere la nomination del Gop potrebbe anche presentarsi da solo. E ha attaccato la candidata di punta dello schieramento democratico, Hillary Clinton, con una battuta piuttosto greve: «Non è stata capace di soddisfare suo marito, come pensa di poter soddisfare gli americani da presidente?». Evidente il riferimento allo 'scandalo' Monica Lewinsky. Mentre sull'immigrazione ha raccolto applausi, spiegando che il governo messicano spedisce «i messicani cattivi negli Stati Uniti», sapendo che ad accoglierli ci sono «leader stupidi» disposti a mantenerli, a spese degli americani onesti. La soluzione? «Costruire un muro» al confine tra i due Paesi.
BOCCIATO DA UN SONDAGGIO IN DUE STATI. Nonostante lo show, un sondaggio di Politico fra gli elettori repubblicani in New Hampshire e Iowa ha bocciato la performance di Trump. Si tratta dei primi due Stati che voteranno alle primarie. Trump è stato criticato soprattutto per le sue esternazioni misogine, mentre Jeb Bush e Marco Rubio hanno raccolto il maggior numero di preferenze.

L'ex governatore della Florida Jeb Bush, il candidato 'insider' che può contare sulla più estesa rete di sostegni all'interno del partito, di fatto non ha mai attaccato Trump. Del resto, il suo team aveva chiarito la strategia nei giorni precedenti al dibattito: viaggiare sulla scia di Trump fino all'autunno, quando gli elettori inizieranno ad esprimersi. Ma la performance di Bush, hanno commentanto i media americani, è stata talmente minimalista da rendere difficile immaginarselo nel ruolo di Comandante in capo. È sembrato nervoso fin dal'inizio, e anche un po' arrugginito, sciorinando il suo curriculum da conservatore senza se e senza ma.

'My record is clear. My record as a pro-life governor is not in dispute. I am completely pro-life and I believe that we should have a culture of life.' – JebMore on Jeb's conservative record: http://jeb.cm/1OUhYvl

Posted by Jeb Bush on Thursday, August 6, 2015

Chi invece aveva bisogno di attaccare, per cercare di guadagnare punti nei sondaggi, era Rand Paul. E così ha fatto. Il senatore ha cercato di martellare Trump fin dal primo minuto, accusandolo per aver rifiutato di finanziare la campagna dei repubblicani nel caso in cui il candidato finale non dovesse essere lui. E ha insinuato che sarebbe pronto addirittura a tradire, sostenendo la candidata democratica Hillary Clinton. Un altro tema che lo ha visto protagonista di uno scontro è la sorveglianza digitale da parte della Nsa. Contro le argomentazioni di Chris Christie, governatore del New Jersey, Rand Paul ha precisato che i limite da rispettare è quello del Bill of Rights.

John Kasich, attuale governatore dell’Ohio e padrone di casa (il dibattito si è svolto a Cincinnati), è riuscito a distinguersi e a emergere dall'anonimato mostrando autocontrollo sui temi più difficili. La sua fama di repubblicano 'moderato' è stata confermata da una domanda sui matrimoni gay. Kasich, che aveva dichiarato di non essere favorevole a questo tipo di unioni, ha risposto: «Sono appena stato al matrimonio di un amico gay. Perché la cosa più importante è l’amore, anche verso ciò che non ci piace». Kasich ha poi rispolverato un grande classico: il sogno americano, in cui tutti i cittadini devono poter sperare.

'We need to give everybody a chance, treat everybody with respect, and let them share in this great American dream that we have.'#GOPDebate

Posted by John Kasich on Thursday, August 6, 2015

Articoli Correlati

Potresti esserti perso